Ovaio policistico: sintomi, cause, alimentazione e integratori, rimedi naturali e trattamenti

La sindrome dell’ovaio policistico conosciuta anche come “policistosi ovarica” o “sindrome di Stein-Leventhal”, interessa una percentuale di donne di età compresa tra i 18 e i 44 anni e si caratterizza per un aumento delle dimensioni delle ovaie e per la presenza di cisti che possono assumere varie dimensioni.

Questa patologia può passare inosservata fino a quando la donna non decide di avere una gravidanza. Scopriamo quali sono i disturbi associati a questa sindrome, le possibili cause o fattori di rischio, che tipo di regime alimentare seguire e quali rimedi naturali in concomitanza con i trattamenti farmacologici si possono intraprendere.

Che cosa si intende per ovaio policistico?

Le donne che soffrono di questa patologia rilevano una serie di sintomi come: maggiore produzione di androgeni da parte dell’ovaio o del surrene, acne, irsutismo, alopecia, irregolarità del ciclo mestruale. La sindrome può anche provocare una maggiore resistenza all’insulina. Il problema principale di questa patologia è la possibilità di non essere fertili. Le donne affette da ovaio policistico infatti, presentano spesso irregolarità del ciclo mestruale, con cicli molto lunghi che possono superare anche i 35 giorni.

Ciò non vuol dire che se si è affetti da ovaio policistico automaticamente si è sterili. Per regolarizzare le mestruazioni, il ginecologo può consigliare la somministrazione di una pillola anticoncezionale. Per coloro che desiderano una gravidanza, si può ricorrere all’ovulazione indotta. La sindrome colpisce le donne a partire dall’adolescenza e nelle più giovani, è possibile che i follicoli in attesa di maturare possano avere un aspetto “microcistico”, che però non essendoci sintomi, non deve essere confuso con l’ovaio policistico.

Sintomatologia

La maggiore prevalenza di questo disturbo interessa donne in sovrappeso oppure obese. L’alterazione del metabolismo, che si verifica in coloro che soffrono di questa sindrome, provoca un possibile aumento di peso. Le cellule adipose stimolano la produzione degli ormoni che espongono la donna a un ulteriore accumulo di grasso e il metabolismo rallentato ostacola il processo di dimagrimento. Ecco perché viene spesso consigliato un regime alimentare ipocalorico controllato. 

I possibili sintomi che si manifestano più di frequente sono:

  • irregolarità del ciclo mestruale: in particolare cicli molto lunghi che possono superare i 35 giorni o molto ridotti, anche meno di 21 giorni, durante i quali il flusso è ridotto oppure molto abbondante. Ci sono casi in cui il ciclo mestruale si interrompe completamente, non manifestandosi per più di tre mesi. In questa occasione si parla di amenorrea;
  • acne: provocata da un’eccessiva produzione di sebo, a seguito della maggiore stimolazione degli ormoni androgeni;
  • irsutismo: ovvero una peluria eccessiva sul viso, sulla schiena e sull’addome;
  • alopecia: ovvero perdita dei capelli, raramente nelle donne giovani, a causa di un’eccessiva produzione di testosterone;
  • macchie cutanee: pelle scura nelle pieghe del collo e delle braccia;
  • aborti o difficoltà nell’avere una gravidanza: non sempre l’arrivo delle mestruazioni equivale a un’ovulazione portata a termine. Si possono avere anche cicli “anovulatori” e ci si accorge di essere affetti da ovaio policistico solamente quando si vuole avere un figlio.

Possibili cause

Le cause che scatenano la sindrome da ovaio policistico sono ancora oggi oggetto di studio. Non sono ancora state trovate le origini che stanno alla base dei sintomi più conosciuti. Nonostante ciò, però, si pensa che possano essere maggiormente a rischio le donne:

  • le cui madri o sorelle siano affette da questa patologia, quindi un’ipotesi possibile potrebbe essere la trasmissione ereditaria;
  • le donne con familiari positivi al diabete di tipo 2 o con familiari di sesso maschile affetti da calvizie precoci;
  • le donne in sovrappeso;
  • che presentano una scarsa reazione dei globuli bianchi alle infezioni, e in questi casi le ovaie policistiche potrebbero essere stimolate.

Conseguenze più frequenti

Le donne affette da questa sindrome possono correre il rischio di avere complicazioni e disfunzioni, specialmente se obese. Tra le più frequenti conseguenze è possibile riscontrare:

Diagnosi

Ogni donna, anche in assenza di sintomi, dovrebbe regolarmente sottoporsi a una visita ginecologica annuale, non solo per eliminare il dubbio di un’eventuale ovaio policistico ma anche per controllare che non ci siano malattie infettive come flogosi, gonorrea, sottoponendosi a pap-test, screening per lesioni della cervice uterina. La visita conferma il dubbio che si tratti di ovaio policistico in presenza di due dei tre criteri:

  • disfunzione ovulatoria;
  • ovaie policistiche evidenziate mediante ecografia pelvica;
  • iperandrogenismo confermato dai dati di laboratorio e clinici.

Per ottenere una diagnosi precisa gli esami a cui la donna deve sottoporsi sono:

  • visita ginecologica: nel corso della quale il medico indaga sulle caratteristiche del ciclo mestruale, la storia riproduttiva e controlla che non ci siano segni di iperandrogenismo;
  • ecografia transvaginale: per controllare l’aspetto delle ovaie e delle loro dimensioni;
  • analisi del sangue: per la misurazione degli ormoni maschili e controllare le condizioni associate all’ovaio policistico (eccessiva produzione di insulina, eccessivi livelli di glicemia e del colesterolo);
  • dosaggi per gli ormoni tiroidei, per eventuali alterazioni.

Gravidanza e ovaio policistico

La sindrome di ovaio policistico può provocare dei problemi sull’avvio di una gravidanza ma anche sul suo percorso. Le donne con questa sindrome, se non trattata, possono essere maggiormente esposte al rischio:

  • di un aborto spontaneo;
  • di sviluppare il diabete durante la gravidanza;
  • di sviluppare una complicazione seria che può mettere a rischio la gravidanza, ma anche la salute della mamma e del piccolo.

La cosa migliore sarebbe verificare la presenza dell’ovaio policistico, prima di intraprendere una gravidanza, con una semplice visita ginecologica.

Linee guide sull’alimentazione

Le donne con sindrome da ovaio policistico, come abbiamo visto, possono essere maggiormente a rischio se soffrono di obesità o possiedono alterazioni nella gestione dell’insulina. Per questo è importante che la glicemia sia sempre controllata, con un regime alimentare sano fin dalla giovane età.

Tra le prime raccomandazioni di un esperto c’è appunto, una dieta ipocalorica. In genere viene consigliata la riduzione di zuccheri, grassi saturi, carboidrati complessi in favore del consumo di fibre, frutta e verdura. In particolare:

  • aumentare il consumo di cereali, farinacei e riso integrale, legumi;
  • limitare il consumo di bibite zuccherate, dolci, cioccolato e caramelle;
  • limitare il consumo di grassi in favore di alimenti vegetali come l‘olio extravergine di oliva a crudo;
  • aumentare l’attività fisica giornaliera;
  • consumare pesce come il salmone ricco di omega 3;
  • consumare carni bianche o rosse purché magre;
  • latte e yogurt scremati;
  • bere tanta acqua;
  • consumare cavoli, broccoli e verdure crocifere;
  • mirtilli;
  • patate dolci;
  • curcuma e tè verde.

I cibi che si consiglia di evitare sono:

  • condimenti ricchi di grassi saturi, come il burro;
  • dolci;
  • bevande zuccherate e gassate;
  • insaccati e fritture;
  • formaggi;
  • fumo e alcolici.

Trattamenti farmacologici

In caso di ovaio policistico, in presenza di vari sintomi, il medico può consigliare l’assunzione di diverse tipologie di farmaci. Il primo suggerimento sarà quello di migliorare il proprio stile di vita seguendo una dieta ipocalorica, cercando di perdere peso laddove necessario e praticando dell’attività fisica. A questi consigli assocerà, in base al caso specifico, una serie di terapie che possono prevedere l’uso di pillole anticoncezionali, farmaci per incrementare la sensibilità all’insulina e antiandrogeni.

Integratori alimentari

Come ben sappiamo l’assunzione degli integratori alimentari non deve essere intesa come una sostituzione alla terapia farmacologica prescritta dal medico, ma piuttosto come un valido supporto per aiutare a ridurre la sintomatologia lamentata. A tal proposito possono essere consigliati integratori ricchi di:

  • vitamina A: che può svolgere un ruolo importante per la salute della pelle, in quanto può aiutare a proteggere dai raggi UV, a contrastare le infezioni, le infiammazioni, a rallentare i segni dell‘invecchiamento e a migliorare l’acne quando usata a livello topico;
  • vitamina C: che può essere utile per la sintesi del collagene oltre per le possibili proprietà antinfiammatorie e riparatorie del tessuto cutaneo;
  • vitamina E: liposolubile che può avere proprietà antiossidanti, e in particolare può aiutare a regolare la produzione del sebo. Oltre che all’interno degli integratori, questa vitamina si può trovare in diversi alimenti come semi e frutta secca (mandorle e noci in particolare);
  • vitamina D: che può agire sulla sensibilità all’insulina e sui livelli di testosterone.

Rimedi naturali

I rimedi naturali possono essere un valido supporto alle cure farmacologiche prescritte dal medico, in quanto possono aiutare a lenire i disturbi legati all’ovaio policistico. Nello specifico:

  • semi di lino: contengono omega 3 e 6 e possono aiutare a controllare l’eccessiva produzione di androgeni, a ridurre il livello di infiammazione dei tessuti e a mantenere sotto controllo le irregolarità del ciclo mestruale;
  • semi di fieno greco: possono aiutare a mantenere sotto controllo i livelli elevati di pressione sanguigna e glucosio. Possono avere possibili effetti antinfiammatori e diuretici, che sembrano essere in grado di aiutare a rimuovere i liquidi che risiedono nei tessuti, al fine di ridurre l’infiammazione. Aiutano a mantenere sotto controllo l’attività ormonale, in quanto apportano acidi grassi e antiossidanti;
  • cannella: una spezia che può avere effetti rilassanti e digestivi. I suoi composti possono aiutare a regolare i livelli di glucosio nel sangue e a favorire le funzioni metaboliche. Nel caso di ovaio policistico può aiutare a ridurre l’infiammazione, anche durante i periodi mestruali;
  • liquirizia: può aiutare a ridurre la produzione di ormoni maschili presenti nelle donne che sono affette da questo disturbo. I suoi composti possono aiutare a favorire l’ovulazione e a stimolare l’attività metabolica alterata per via degli squilibri ormonali;
  • menta: può aiutare a regolare gli squilibri ormonali che causano la sindrome dell’ovaio policistico.

Lascia un commento

Continuando la navigazione sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie come specificato nella cookie policy, in alternativa ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy.. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi