Apnee notturne: sintomi, diagnosi e trattamenti

Le apnee notturne vengono anche classificate come sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, siglate in OSAS, interessando un gran numero di persone all’interno della popolazione mondiale. Le apnee notturne si caratterizzano in episodi di completa o parziale ostruzione delle vie aeree durante il sonno.

Gli episodi si associano a loro volta alla riduzione della saturazione dell’ossigeno presente nel circolo sanguigno. All’interno dei paragrafi successivi andiamo ad approfondire i sintomi, le diagnosi e i trattamenti possibili per curare le apnee notturne.

Apnee notturne: caratteristiche e manifestazione dei sintomi

Le apnee notturne si dimostrano una sindrome particolarmente diffusa tra la popolazione. Il disturbo compare soprattutto durante il riposo notturno, ostruendo in modo parziale o totale le vie aeree e la saturazione dell’ossigeno al sangue.

Le apnee notturne possono interessare i soggetti sia in età pediatrica che in età adulta, spesso causa di altre patologie in corso come la tonsille e le adenoidi ipertrofiche. A soffrire maggiormente di apnee notturne risultano essere gli uomini, anche se la patologia si dimostra in grado di colpire anche le donne.

Il corredo sintomatico principale delle apnee notturne presenta:

  • sonnolenza eccessiva diurna
  • blocchi della respirazione durante il sonno, verificati dal partner 
  • cefalea al momento del risveglio mattutino
  • deficit di memoria
  • deficit di concentrazione
  • bocca asciutta
  • ipertensione 
  • diminuzione della libido 
  • incubi notturni 
  • respirazione dalla bocca
  • eccessiva sudorazione

L’ostruzione delle vie aree durante il sonno, responsabile delle apnee notturne, può colpire in particolar modo i soggetti obesi. Durante la fase del sonno più profonda la muscolatura della gola e del collo risultano maggiormente ridotte, favorendo le ostruzioni delle vie aeree. La maggior parte dei soggetti manifesta i sintomi relativi alle apnee notturne per un breve lasso di tempo, mentre nei casi più cronici è necessario rivolgersi al parere del proprio medico curante.

Cause e diagnosi delle apnee notturne

Tra le cause principali responsabili delle apnee notturne si trovano l’età anagrafica, le conformazioni delle ossa del cranio, patologie di natura neurologica, stati ansiosi, fumo, congestione nasale, obesità, depressione, assunzione prolungata di sonniferi, interventi nell’area pelvica, tonsille e adenoidi.

Le apnee notturne centrali sono caratterizzate da un disturbo a carico del sistema nervoso centrale, a causa di una riduzione dell’impulso che controlla la respirazione. Le apnee notturne ostruttive determinano invece un collasso delle vie aree con conseguente chiusura parziale o totale della trachea, dimostrandosi la forma più comune del disturbo. Esistono anche apnee notturne miste, a metà tra il corredo sintomatico centrale e ostruttivo.

Le apnee notturne possono distinguersi in forme lievi, moderate, oppure gravi, le quali necessitano di un intervento medico, soprattutto nel caso dei pazienti in età pediatrica. La diagnosi delle apnee notturne consiste in un’attenta anamnesi dei sintomi descritti dal paziente, sottoposto successivamente alla polisonnografia per determinare i livelli di ossigeno, lo stato delle apnee, le attività cerebrali e cardiache.

Apnee notturne: trattamenti

In casi gravi le apnee notturne possono portare all’invalidità civile in percentuale variabile dal 34 al 100%. In casi moderati o gravi si può ricorrere ad un approccio medico-chirurgo a ventilazione meccanica a pressione positiva, una maschera collegata ad una bombola di ossigeno, oppure all’intervento chirurgico vero e proprio rimuovendo le tonsille o le adenoidi nei bambini, i tessuti atrofizzati in eccesso. Gli interventi chirurgici in caso di apnee notturne di grave entità vengono suddivisi in:

  • Settoplastica
  • Riduzione dei turbinati
  • Tonsillectomia
  • Adenoidectomia

Rimedi naturali per le apnee notturne

Per intervenire contro le apnee notturne, ripristinando il corretto riposo, possono essere attuati una serie di comportamenti e abitudini, nonché alcuni rimedi naturali privi di controindicazioni. Dormire su un fianco aiuta l’ossigenazione dei polmoni e si rivela un consiglio prezioso in caso di apnee notturne.

Rispetto alla posizione abituale assunta per dormire è importante aggiungere un cuscino e mantenere sollevata la testa rispetto al resto del corpo. Per intervenire contro l’apnea notturna può rivelarsi fondamentale la perdita di peso, in caso di obesità, semplificando l’ossigenazione necessaria ai polmoni.

Anche smettere di fumare, evitare le assunzioni di alcool, le cene eccessivamente abbondanti possono migliorare il disturbo. Le apnee notturne possono essere trattate anche con infusi a base di valeriana, oli essenziali a base di camomilla, enagra, lavanda, eucalipto applicati in direzione delle tempie con massaggi circolari.

Cosa non fare se si soffre di apnee notturne

Quando si soffre di apnee notturne è importante non assumere determinati comportamenti come:

  • dormire in posizione supina
  • aumentare di peso
  • assumere farmaci sedativi
  • consumare pasti eccessivamente abbondanti
  • intraprendere trattamenti personali senza il consenso del proprio medico
  • fumare
  • assumere alcolici
  • consumare eccessive quantità di latte
  • consumare cibi eccessivamente ricchi di fibre
  • consumare cibi eccessivamente ricchi di grassi
  • sottoporre gli alimenti a tecniche di cotture elaborate (come le fritture)
  • assumere bibite gassate in grado di incrementare la presenza di aria all’interno della sacca gastrica
  • consumare alimenti crudi

Apnee notturne e pensione di invalidità

La sindrome delle apnee notturne, in casi critici, può compromettere anche le capacità di concentrazione alla guida, rivelandosi particolarmente pericolosa per la sicurezza del soggetto e delle terze persone. Oltre al rischio di sviluppare patologie mortali come l’ictus, l’infarto e l’insufficienza cardiaca le apnee notturne portano ad un calo di riflessi e ad una minor concentrazione diurna.

I soggetti affetti da apnee notturni, di grave entità, possono raggiungere il 40% di invalidità civile, un punteggio destinato a salire soltanto in caso di sviluppo di una patologia più seria come una cardiopatia cronica.

Per arrivare all’erogazione della pensione di invalidità civile i soggetti devono presentare un punteggio pari al 74%, sotto un importo variabile a seconda del proprio reddito.

In caso di un punteggio pari o superiore al 74% i soggetti avranno inoltre diritto all’accesso gratuito al servizio sanitario nazionale, valido anche per le protesi e gli aiuti necessari come il Cpap, una mascherina di ventilazione specifica. La domanda per il Cpap deve essere inoltrata all’Asl del proprio territorio.

Le apnee notturne devono essere comunicate anche al medico in relazione al rinnovo della patente di guida, mentre una commissione si occuperà di valutare le condizioni del soggetto. In caso di apnee di lieve entità i soggetti potranno continuare a guidare, mentre in casi più critici il rinnovo della patente potrebbe essere fissato ogni triennio, oppure revocato.

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