Ipertensione: sintomi, diagnosi e trattamenti

L’ipertensione arteriosa, nota ai più come pressione alta, comporta diversi rischi a carico della salute. La patologia colpisce gran parte della popolazione mondiale e può insorgere a causa di diversi fattori e abitudini alimentari.

Si parla di ipertensione arteriosa quando i sintomi appaiono in modo costante e non occasionale, con il rischio di degenerare in patologie cardiache anche gravi. Diventa quindi di vitale importanza conoscere tutti i sintomi, la diagnosi e i trattamenti possibili da attuare contro l’ipertensione arteriosa.

Le caratteristiche e i sintomi dell’ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa affligge moltissime persone in tutto il mondo. La patologia viene classificata sulla base continua del corredo sintomatico, per il quale si richiede un adeguato trattamento farmacologico. Molto spesso l’ipertensione viene chiamata anche ‘killer silenzioso’ a causa dell’assenza di disturbi particolari.

Ipertensione arteriosa sintomi, cause e alimentazione

Si parla di ipertensione arteriosa quando i valori pressori standard superano il livello di soglia, entrando all’interno di valori cosiddetti rischiosi per la salute dell’organismo. L’ipertensione comprende diversi stadi di diagnostica e allerta suddivisi in:

  • Stadio di pre-allerta: con valori intorno a 130-139 / 85-89 mmHg.
  • Stadio 1 di ipertensione: con valori intorno a 140-159 / 90-99 mmHg.
  • Stadio 2 di ipertensione: con valori intorno a >160 / >100 mmHg.

L’ipertensione arteriosa comporta livelli pressori superiori alla norma anche in stato di riposo del paziente. La patologia presenta anche diverse forme caratteristiche tra cui:

  • Ipertensione labile: caratterizzata da passaggi bruschi e improvvisi di aumento dei valori.
  • Ipertensione diastolica pura: caratterizzata da un aumento dei valori soltanto in direzione della pressione minima.
  • Ipertensione sistolica pura: caratterizzata da un aumento pressorio dei livelli massimi.

I sintomi della pressione alta si dimostrano, per la maggior parte delle volte, asintomatici. Il resto dei disturbi comprende in genere mal di testa, sanguinamenti nasali anomali, dispnea. Le complicanze dell’ipertensione possono comportare ictus, attacchi cardiaci, insufficienza cardiaca, restringimento dei vasi sanguigni, deficit di memoria e demenza.

Cause principali dell’ipertensione arteriosa

Ipertensione arteriosa sintomi, cause e alimentazione

Quali sono le cause dell’ipertensione arteriosa? La patologia comprende:

  • età anagrafica avanzata,
  • insonnia,
  • fumo di sigaretta,
  • stress,
  • cattive abitudini alimentari e stili di vita non appropriati,
  • malattie croniche a carico dei reni,
  • apnee notturne,
  • carenza di vitamina D,
  • sovrappeso e obesità,
  • etnie come la razza caraibica, africana e afro-americana,
  • vita sedentaria,
  • eccesso di sale all’interno della dieta,
  • predisposizione ereditaria.

La maggior parte delle diagnosi di ipertensione arteriosa comporta la prescrizione medica di determinati trattamenti farmacologici come i diuretici per il ripristino dei valori di norma. Gli esami per la diagnostica dell’ipertensione comprendono invece: test sanguigni, holter pressorio, Tac, esami radiologici, ecocardiogramma, test da sforzo, esami delle urine ed elettrocardiogramma.

Rimedi naturali contro l’ipertensione, cosa mangiare

I soggetti che soffrono di ipertensione devono cercare di modificare non soltanto il proprio stile di vita ma anche le proprie abitudini alimentari. L’ipertensione richiede alcuni accorgimenti costanti soprattutto a tavola. Per prima cosa il sale deve essere ridotto e attentamente controllato, al fine di non incrementare ulteriormente i valori pressori.

Ipertensione arteriosa sintomi, cause e alimentazione

In campo alimentare si deve quindi rispettare una serie di regole quali: moderare il consumo e le quantità di sale, scegliere alimenti poveri di sodio, incrementare gli alimenti ricchi di potassio. Non solo, anche limitare il consumo di bevande alcoliche e tenere sempre sotto controllo il peso forma possono essere due validi aiuti. Il sale deve essere ridotto e sostituito con l’utilizzo delle erbe aromatiche come il peperoncino, rosmarino, prezzemolo, salvia e origanoGli alimenti che devono essere ridotti o eliminati, in caso di grave ipertensione, sono:

  • salumi
  • formaggi freschi e stagionati
  • cibi confezionati ricchi di sodio
  • cibi eccessivamente salati
  • snack salati confezionati
  • bevande alcoliche
  • bevande gassate e zuccherate
  • bietole
  • carciofi
  • spinaci
  • carote
  • sedano
  • cavoli
  • alimenti in salamoia

Gli alimenti consigliati in caso di ipertensione sono:

  • legumi freschi e secchi
  • albicocche secche
  • mandorle
  • datteri
  • arachidi
  • pesce e carni non trattate

Quantità di sale presente negli alimenti

A seconda dell’alimento scelto è importante controllare le quantità di sale presenti, espresse in questo caso sull’etichetta sotto forma di grammi. Quando si sceglie di consumare una porzione di Grana Padano al suo interno si trovano 0,8 g di sale e circa 320 mg di sodio. Giornalmente una porzione di Grana apporta quindi il 16% del fabbisogno giornaliero di sodio.

Ipertensione arteriosa cibi sconsigliati

Il formaggio utilizzato per condire la pasta comprende circa 20 grammi di prodotto, pari a 120 mg di sodio, ma anche proteine e altri valori nutrizionali raccomandati come sali minerali e vitamine. Anche le minestre in scatola presentano spesso alti valori di sodio, all’incirca sui 460 g, stesso valore per i panini al latte. I salumi vengono trattati e conservati con l’impiego di diverse spezie e sale a valori differenti a seconda dell’alimento:

  • mortadella di suino 506 g di sodio
  • prosciutto cotto 648 g di sodio
  • pancetta tesa 1.016 g di sodio
  • salame di Milano 1.497 g di sodio
  • salame cacciatore 1.498 g di sodio
  • coppa di Parma 1.524 g di sodio
  • speck 1.557 g di sodio
  • prosciutto crudo di Parma 2.578 g di sodio

Integratori utili in caso di ipertensione

In caso di ipertensione si possono assumere specifici integratori a formulazione naturale dall’azione diuretica e depurante. In questo caso si consigliano, sotto il parere del proprio medico curante, integratori alimentari a base di potassio e magnesio, Omega 3, arginina, estratti vegetali diuretici, piante ad azione ipotensiva. Le piante ipotensive si raggruppano in:

Quando si parla di integratori alimentari è necessario distinguere i prodotti a formulazione naturale al 100% da quelli con tracce di eccipienti aggressivi per la salute dell’organismo. Gli integratori devono essere sempre affiancati ad uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata e un’attività sportiva regolare.

Anche la Moringa, una specie vegetale dal tipico aroma di Rafano, vanta diverse proprietà benefiche per ridurre i livelli di ipertensione. In caso di dubbi e scarse conoscenze botaniche ci si può affidare al parere del proprio erborista di fiducia nell’acquisto dei prodotti maggiormente indicati.

Gli integratori alimentari hanno ottenuto un grande successo commerciale negli ultimi anni, ma non sempre si dimostrano la soluzione più efficace. La loro assunzione è sconsigliata in caso di ipersensibilità o allergie ai principi attivi, in stato di gravidanza e allattamento, in presenza di gravi patologie renali o epatiche.

Ipertensione arteriosa polmonare cos’è e come riconoscerla

L’ipertensione arteriosa polmonare, nota anche con la sigla IAP, è una particolare forma di ipertensione che comporta una malattia respiratoria rara. Questa patologia si caratterizza per la pressione sanguigna gravemente alta accompagnata da resistenza vascolare. Tutto ciò determina un affaticarsi del ventricolo destro, portando ad un infarto.

L’ aumento della pressione sanguigna all’interno dei vasi arteriosi del polmone può essere dovuta ad un restringimento dei vasi causata dal cambiamento degli stessi. I sintomi dell’IAP sono difficilmente riconoscibili, in quanto essa si manifesta solo con vertigini, affanno e stanchezza. Sembra che in Italia siano circa 2.000 le persone che soffrono di ipertensione arteriosa polmonare, motivo per cui diventa essenziale riconoscerne i sintomi.

L’ipertensione endocranica idiopatica cos’è e come riconoscerla

L’ipertensione endocranica idiopatica è una patologia comune nelle donne in età riproduttiva. Colpisce lo 0,001% delle donne normopeso, e ben lo 0,02% delle donne obese. Non si conoscono le cause di questa patologia, ma sembra sia legata anch’essa all’ostruzione delle vene cerebrali.

Il sintomo più comune dell’ipertensione endocranica è una cefalea non localizzata, che si manifesta quotidianamente spesso associata a nausea. Può essere accompagnata da perdita transitoria della vista, diplopia e acufene endocranico pulsatile. Alcuni pazienti presentano un papilledema bilaterale o unilaterale. La diagnosi di ipertensione endocranica idiopatica può ottenere conferma solamente da esami neuroradiologici (RM), perciò è fondamentale consultare il medico in caso di sospetti.

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