Malattie infiammatorie intestinali: sintomi, cause, alimentazione e rimedi naturali

Le malattie infiammatorie intestinali si caratterizzano per un’infiammazione dell’intestino che spesso genera dolori addominali con conseguente diarrea. Due sono le principali malattie: il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Queste due malattie sono simili tra loro per molti aspetti ma la diagnosi esatta, spesso risulta difficile. Il morbo di Crohn può riguardare tutto il tratto digerente, mentre la colite ulcerosa può interessare nella maggior parte dei casi solamente il colon.

Le cause di queste malattie non sono ad oggi ancora note, si pensa che possano essere riconducibili ai normali batteri che popolano l’intestino, in quanto sembrano essere in grado di attivare una difesa anomala in coloro che possiedono una predisposizione genetica. Queste patologie esordiscono prima dei 30 anni, e possono maggiormente colpire la fascia di età compresa tra i 14 e i 24 anni, ma anche alcune persone di età compresa tra i 50 e i 70 anni.

Sono colpiti allo stesso modo sia pazienti di sesso maschile che femminile, con un rischio superiore di sviluppare la malattia nei parenti di primo grado dei soggetti con malattie intestinali. L’ereditarietà è notevole nei soggetti affetti da morbo di Crohn. Scopriamo di cosa si tratta nel dettaglio, quali sono i sintomi, come vengono diagnosticate queste malattie e che tipo di trattamenti e rimedi naturali si possono utilizzare.

Caratteristiche delle malattie infiammatorie intestinali

L’infiammazione all’intestino è una condizione che può essere di natura cronica o transitoria, presente in diverse patologie che interessano l’apparato intestinale. Lo stato di irritazione è frequente nella “sindrome del colon irritabile”, chiamata anche in medicina con il nome di “colite nervosa” o “spastica”. L’infiammazione vera e propria è riscontrata in patologie come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, che rappresentano due malattie croniche che possono provocare delle ulcere intestinali. 

Con il termine “malattia infiammatoria intestinale cronica” si indica un insieme di disturbi dell’intestino che sono caratterizzati da uno stato infiammatorio perenne. Queste malattie causano danni alle strutture che possono essere monitorate tramite endoscopia e radiografia. Le lesioni sono causate dall’infiammazione, la cui origine non è conosciuta. Dato che l’intestino risulta danneggiato, la sua capacità di assorbire le sostanze nutritive è ridotta.

Coloro che sono affetti da infiammazioni croniche intestinali possono soffrire di diarrea, sintomi digestivi ma anche di febbre e anemia. Il processo infiammatorio può colpire vari organi del corpo, articolazioni, la pelle, gli occhi e portare complicazioni come coaguli di sangue, calcoli renali, biliari e indebolimento delle ossa. 

Sindrome dell’intestino irritabile

L’apparato digerente in coloro che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile può reagire in modo eccessivo ai normali processi di transito delle feci o dei gas. Si tratta di un disturbo a cui si possono associare vari sintomi che variano da persona a persona. Nello specifico:

  • può non danneggiare l’intestino;
  • può non avere impatto su altri organi;
  • può non causare infiammazioni;
  • può non modificare la struttura delle mucose intestinali;
  • può non aumentare il rischio di sviluppare tumori al colon.

Per questi motivi, la sindrome dell’intestino irritabile non viene considerata una malattia ma un disturbo funzionale. Nonostante siano presenti dei sintomi molto fastidiosi può essere meno grave, in quanto non sembra essere in grado di portare disabilità come invece, avviene per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

Sintomi come dolore, diarrea, costipazione possono essere molto fastidiosi, e interferire con le attività quotidiane o il lavoro, peggiorando così la qualità della vita della persona che ne soffre, a cui si possono associare depressione e stati di ansia. A questi sintomi possono anche associarsi mestruazioni dolorose, affaticamento cronico e fibromialgia, sebbene ancora non ne sia stato individuato il motivo. La diagnosi di questo disturbo viene effettuata, solitamente, tra i 30 e i 40 anni ma più raramente può manifestarsi nei bambini e adolescenti.

Sintomatologia malattie infiammatorie intestinali

I sintomi connessi alle malattie infiammatorie intestinali possono provocare delle situazioni infiammatorie o uno stato di irritazione momentaneo legato a stress, cattiva alimentazione. In particolare:

  • forti dolori addominali: pancia gonfia, mal di stomaco e flatulenza;
  • sensazione di gonfiore addominale: crampi dolorosi, mal di pancia e meteorismo;
  • stipsi, diarrea o alternanza di entrambe.

La consistenza delle feci e la frequenza delle evacuazioni possono variare in base alla velocità del passaggio nel colon:

  • diarrea: quando le contrazioni e il rilassamento dei muscoli dell’intestino avvengono più rapidamente del normale. Il colon non ha il tempo di assorbire l’acqua che si trova all’interno del cibo e può provocare la diarrea;
  • stitichezza: quando invece, sono più lente del normale, il colon assorbe troppi liquidi e quindi le feci sono più dure e asciutte rimanendo nell’intestino per troppo tempo.

Oltre ai sintomi più comuni possono anche associarsi:

  • sensazione di affaticamento;
  • dolori alla schiena;
  • difficoltà nella minzione;
  • mal di testa;
  • disturbi del sonno;
  • dolori durante i rapporti sessuali.

Sintomatologia colite ulcerosa

La colite ulcerosa può presentare vari sintomi a livello intestinale che cambiano da persona a persona. I principali sono:

  • sensazione di pienezza che non consente di svuotare l’intestino anche dopo essere andati al bagno;
  • diarrea improvvisa con feci accompagnate da muco e sangue;
  • dolore al retto;
  • perdita di peso dovuta alla mancanza di appetito e alla diarrea;
  • senso di affaticamento;
  • anemia causata dalla perdita del sangue nelle feci;
  • difficoltà di controllo della defecazione;
  • disturbi che possono interessare: infiammazioni degli occhi, articolari, problemi alla pelle, infiammazioni del fegato.

Sintomatologia del morbo di Crohn

Il morbo di Crohn può essere identificato con un forte dolore a livello intestinale che si propaga nel basso ventre. L’infiammazione può riguardare tutto il canale digestivo dalla bocca all’ano, anche se si può localizzare nell’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) o nel colon (sotto forma di colite), dove si possono creare emorragie che possono portare alla comparsa dell’anemia.

La malattia può provocare:

  • infiammazioni alla cistifellea e alla vagina;
  • perdita di peso;
  • senso di affaticamento;
  • febbre;
  • rallentamento della crescita nei bambini e adolescenti;
  • lesioni, fistole e infiammazioni attorno all’ano;
  • sub-occlusione intestinale;
  • infiammazioni degli occhi;
  • articolazioni gonfie anche in assenza di infiammazione;
  • irritazioni cutanee;
  • lesioni e ulcere alla bocca;
  • calcoli biliari.

Principali cause intestino infiammato

I fattori che possono essere la causa di questi disturbi a livello intestinale possono essere molteplici. In particolare:

  • stile alimentare scorretto: caratterizzato da abbondanti pasti ricchi di grassi, proteine, cibi raffinati e conditi;
  • intolleranze alimentari: che possono provocare irritazioni e infiammazioni dell’apparato gastrointestinale;
  • stress accumulato: che può essere la causa o un sintomo che si associa agli altri;
  • intolleranza al glutine o celiachia: viene associata alla condizione infiammatoria intestinale;
  • intolleranza al lattosio: lo zucchero presente nel latte che può provocare sintomi riconducibili a un’infiammazione intestinale come diarrea, meteorismo e dolori addominali;
  • fattori genetici e predisposizioni familiari.

Diagnosi

Per fare una diagnosi accurata e capire quale tipo di malattia infiammatoria intestinale è presente nel paziente, il medico deve prendere in considerazione la storia del paziente. Dovrà sottoporlo a un esame fisico e ad una serie di esami quali esame delle feci, del sangue, esami endoscopici (colonscopia e gastroscopia), ecografie, radiografie e risonanza magnetica.

Non appena sarà in possesso di tutti gli esami e avrà un quadro completo della situazione potrà stabilire se si tratta di morbo di Crohn, colite ulcerosa o sindrome del colon irritabile. In ogni caso il processo diagnostico non è semplice e non esclude che le malattie intestinali possano essere confuse tra loro, data la sintomatologia similare. Si consiglia di tenere un diario aggiornato nel quale annotare giornalmente i cibi consumati, quelli potenzialmente pericolosi e i vari sintomi che si presentano.

Linee guida sull’alimentazione

Il primo intervento che si può attuare per aiutare ad alleviare la sintomatologia dolorosa è quella di agire sulla propria alimentazione. La scelta di alcuni alimenti può contribuire a peggiorare la condizione di chi ne soffre. Si consiglia di evitare:

  • i grassi: contenuti negli oli vegetali, di cui ne sono ricchi snack e dolci industriali, brioches, dadi da brodo;
  • cibi pronti: come sughi, zuppe, pesce e petto di pollo impanato, poiché carichi di dolcificanti, coloranti, additivi, esaltatori di sapidità;
  • insaccati, la carne processata, i prodotti caseari, latte, latticini;
  • cibi piccati come peperoncino e spezie;
  • caffè e tè;
  • alimenti fritti;
  • bevande alcoliche e gassate;
  • kiwi, anguria, prugne, fragole e frutta con semi;
  • dolci e cibi raffinati.

Per chi soffre di queste patologie, sono consigliati:

  • orzo, grano saraceno, avena, segale, farro, grano, riso, che possono aiutare a tenere sotto controllo anche i livelli della glicemia;
  • olio d’oliva e frutta secca, con particolare attenzione alle noci;
  • frutti esotici, come avocado e ananas, aglio e frutti di bosco;
  • carciofi che possono aiutare a favorire la digestione;
  • acqua, da berne almeno un litro e mezzo al giorno;
  • frutta e verdura, ricche di fibre utili in caso di stitichezza. Laddove invece ci sia diarrea, si consiglia di evitarne il consumo, così come quello di cibi integrali e di tutto ciò che può aumentare il movimento intestinale, in quanto potrebbero peggiorare la flatulenza e il gonfiore addominale;
  • cibi senza bucce, legumi e cereali decorticati;
  • bevande senza lattosio, decaffeinate e deteinate.

Rimedi naturali

I rimedi naturali non vanno intesi come sostituti delle terapie farmacologiche prescritte dal medico, ma sono dei validi supporti naturali che possono aiutare a contrastare la sintomatologia. In presenza di una sintomatologia lieve o transitoria si possono assumere dei rimedi naturali con possibili effetti rilassanti, come oli essenziali e tisane. I più indicati sono:

  • tisane e infusi come il finocchio e i semi di carvi;
  • tisane che possono aiutare la digestione: come la liquirizia e l’anice verde, la camomilla o la melissa;
  • la curcuma: che aiuta a distendere la muscolatura;
  • lo zenzero: che può aiutare a migliorare la funzionalità gastrica, a calmare la diarrea, e a ridurre il gonfiore;
  • la menta piperita;
  • l’olio essenziale di dragoncello: che può aiutare a calmare spasmi e tensioni muscolari, da utilizzare anche in presenza di crampi addominali, con massaggi, se diluito con camomilla romana, lavanda e maggiorana;
  • enzimi digestivi: utili anche perché possono aiutare a trattenere il reflusso gastrico;
  • succo di aloe vera: che può avere un effetto lassativo;
  • semi di psillio: che possono svolgere un’azione gastroprotettrice;
  • crema di riso: può aiutare in caso di gravi problemi intestinali e gastrici a ridurre l’infiammazione;
  • alghe ricche di probiotici: come l’agar agar, ideale per chi soffre di colite e stitichezza, poiché aiuta a idratare e rinfrescare l’apparato digerente;
  • fermenti lattici: sia sotto forma di integratori che come yogurt e kefir, per aiutare a favorire il ripristino della flora batterica intestinale;
  • probiotici: che possono aiutare a rafforzare la barriera intestinale e a stimolare il sistema immunitario;
  • integratori a base di omega 3 o in alternativa il consumo di pesce.

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