Calcoli biliari: sintomi, cause, diagnosi e alimentazione, rimedi naturali

Per capire cosa siano i calcoli biliari occorre innanzitutto capire cos’è la colecisti. Questa è conosciuta anche con il nome di “cistifellea”, ed è un organo a forma di pera situato sotto il fegato.

La colecisti che appartiene al sistema biliare è collegata al fegato tramite i “dotti”, degli appositi tubicini. Quando questo piccolo organo non funziona bene, la bile contenuta all’interno del sacchetto si solidifica e non scorre bene nei dotti, provocando un’infiammazione della cistifellea e anche del fegato. Andiamo a vedere di cosa si tratta, quali sono i sintomi e le cause principali, che tipo di alimentazione è consigliata in caso di calcoli biliari e che rimedi naturali si possono adottare.

Cosa sono i calcoli biliari?

I calcoli biliari sono delle masse dalla consistenza paragonabile a quelli di piccoli sassolini, la cui dimensione può variare da qualche millimetro a qualche centimetro. Sono collocati all’interno della cistifellea, un piccolo organo posizionato sotto il fegato, sul lato destro dell’addome che contiene la bile. Questa, è una sostanza utile per favorire la digestione di colesterolo, grassi, sali biliari e bilirubina (ovvero i lipidi).

Se alcuni di questi componenti sono in esubero possono solidificarsi per un processo chiamato cristallizzazione, provocando la formazione dei calcoli, che spesso sono costituiti da colesterolo. I calcoli biliari, pertanto, sono una malattia molto frequente che colpisce per lo più donne adulte. Patologie come il diabete, il sovrappeso, la stitichezza o il consumo di alimenti troppo grassi e poveri di fibre, diete ipocaloriche sono alcuni dei fattori determinanti per la formazione dei calcoli.

Sintomatologia

Coloro che soffrono di calcoli biliari spesso sono asintomatici per anni. In alcuni casi, però, i calcoli possono provocare dei sintomi e delle complicazioni anche gravi.

Quando viene ostacolato il transito della bile, la cistifellea, i dotti e il fegato possono infiammarsi dando origine a una sintomatologia dolorosa che prende il nome di “colica biliare”, che nel tempo può generare delle complicazioni gravi. I sintomi più diffusi sono:

  • dolore acuto e improvviso: nella parte destra dell’addome, e vicino lo sterno sotto forma di fitte che possono anche durare per ore;
  • nausea e vomito;
  • attacchi di diarrea con feci chiare e morbide;
  • febbre, brividi;
  • dolore alla schiena;
  • ittero ovvero pelle e occhi gialli;
  • indigestione con rigonfiamento dell’addome: solitamente i dolori si manifestano quando lo stomaco si riempie e quindi dopo i pasti;
  • mancanza di appetito: a causa della pressione della cistifellea sullo stomaco;
  • cambiamenti nella colorazione dell’urina: che diventa giallognola o marrone;
  • sonnolenza: causata da una cattiva e lenta digestione.

Principali cause

Tra le cause che provocano la formazione dei calcoli biliari ci sono fattori genetici in quanto sono ereditari, peso, età e il diabete. La popolazione femminile è quella maggiormente colpita da questa patologia, specie dopo avere assunto anticoncezionali oppure una gravidanza. Tra le altre cause riguardanti l’infiammazione della cistifellea abbiamo:

  • il sovrappeso: dovuto a un aumento del colesterolo e al consumo di una dieta ricca di grassi e povera di fibre;
  • perdita eccessiva di peso: a seguito di digiuni prolungati, che fanno aumentare il colesterolo nella bile e ciò comporta un parziale svuotamento della cistifellea;
  • l’avanzare dell’età: perché un organo invecchiato produce maggiore colesterolo nella bile;
  • il diabete: a causa dei trigliceridi alti;

Alcune volte i calcoli possono provocare anche la formazione di polipi, un fenomeno molto diffuso e in genere sono di natura benigna. Spesso questi non generano sintomi e possono essere diagnosticati a seguito di un’ecografia.

Diagnosi

In caso di calcoli biliari è opportuno rivolgersi al medico che dovrà innanzitutto analizzare la sintomatologia lamentata dal paziente per avere la certezza che si tratti di calcoli. L’ecografia all’addome è il primo esame che permette di effettuare la diagnosi.

Il trattamento è necessario se si tratta di sintomi cronici o in presenza di complicazioni. Il medico, pertanto, prescriverà dei farmaci specifici per sciogliere i calcoli e nei casi più seri può essere necessario dovere intervenire con la chirurgia.

Linee guida sull’alimentazione

Una corretta alimentazione può aiutare a contrastare la formazione dei calcoli della cistifellea, e qualora il paziente manifesti anche dei sintomi può essere un supporto per la terapia farmacologica prescritta dal medico e un valido aiuto per ridurre le coliche. In particolare si consiglia di:

  • consumare piccoli pasti nell’arco della giornata, per aiutare a migliorare la funzione della colecisti e a ridurre l’accumulo del colesterolo nella bile;
  • mantenere una buona idratazione quotidiana;
  • favorire la cottura: a vapore, ai ferri, alla griglia, alla piastra, al forno o al cartoccio;
  • evitare di consumare diete sbilanciate troppo ricche di grassi;
  • ridurre il consumo di: zuccheri semplici, caramelle, gelati, biscotti e ogni tipo di dolce di origine industriale;
  • consumare cibi che aiutano a regolarizzare il transito gastrico e intestinale;
  • consumare fibre presenti nella frutta e nella verdura;
  • consumare cibi ricchi di calcio;
  • consumare erbe medicinali come: il carciofo, il cardo, la cicoria, il rosmarino, il tarassaco, l’enula, il finocchio, la melanzana, la borragine, l’aloe, l’uva, il limone, le ciliegie, le fragole, la cipolla, la menta piperita, il rabarbaro, il boldo, l’assenzio e l’avena che aiutano a migliorare e favorire lo svuotamento della cistifellea;
  • evitare gli alimenti di origine animale come latticini e uova;
  • consumare cibi integrali come il pane, il riso e la pasta;
  • consumare succhi di frutta e verdura ricchi di fibra come: carote, sedano, pomodori, ravanello e prezzemolo;
  • consumare infusi e tisane alla menta.

Non è necessario eliminare in modo definitivo il consumo dei grassi dalla propria alimentazione, perché questi se consumati in modo moderato, possono aiutare a svuotare la cistifellea. I grassi ingeriti devono essere sostituiti con quelli buoni: l‘olio extravergine d’oliva, e quelli pieni di omega 3.

Trattamenti

In molti si chiedono se i calcoli biliari devono necessariamente essere operati, ma in realtà ogni caso deve essere valutato singolarmente. I calcoli diagnosticati mediante ecografia e TAC sono generalmente asintomatici perché non provocano disturbi e quindi non necessitano di interventi chirurgici.

In genere viene consigliata la rimozione della cistifellea quando i sintomi sono frequenti e dolorosi. L’intervento è frequente nelle persone adulte, in quanto l’asportazione non sembra comportare alcuna conseguenza dal momento che non si tratta di un organo vitale.

Senza la colecisti il fegato produrrà solo la bile in quantità tale da essere smaltita e digerita dall’organismo, attraverso una normale alimentazione. Così facendo la bile arriverà direttamente nell’intestino tenue e non verrà immagazzinata da nessuna parte. L’unica conseguenza nella rimozione della colecisti potrebbe riguardare la consistenza delle feci, che diventano più morbide e aumentano di volume.

Rimedi naturali

Alla tradizionale terapia farmacologica spesso possono anche essere associati dei rimedi naturali, laddove la sintomatologia non è grave. In particolare:

  • la piscidia: che può essere somministrata sotto forma di estratto secco, e che aiuta a ridurre gli spasmi;
  • il boldo: somministrato sotto forma di estratto fluido;
  • il carciofo: per le sue proprietà che aiutano a favorire la produzione dei sali biliari nel fegato;
  • il tarassaco: che è coleretico, diuretico e assunto ad alte dosi può anche avere un possibile effetto lassativo.

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