Alterazioni tessuto adiposo: tipologie, alimentazione, trattamenti e rimedi naturali

Il tessuto adiposo è formato da cellule che prendono il nome di “adipociti” che sono in grado di accumulare grasso sotto forma di trigliceridi e liberarlo come acidi grassi e glicerolo. Pertanto, gli adipociti funzionano come dei contenitori in grado di contenere il grasso (lipidi). Dato che il grasso viene utilizzato per produrre energia, il tessuto adiposo è una riserva di energia che viene utilizzata per la maggior parte per i processi respiratori e l’attività cardiaca, mentre la restante parte per attività facoltative.

Possiamo distinguere il tessuto adiposo in bianco che ha il compito di produrre energia utilizzata per le principali attività dell’organismo e bruno, che serve per produrre energia disperdibile sotto forma di calore. Il grasso bruno presente fin dalla nascita, con l’avanzare dell’età viene sostituito da quello bianco. Un’altra importante distinzione è quella tra tessuto adiposo e massa grassa. Il tessuto adiposo è composto da acqua e proteine, mentre la massa grassa è solamente grasso che può sfociare in patologie più o meno gravi come nel caso dell’obesità.

Se la massa grassa è localizzata, prende il nome di “lipomatosi” responsabile delle alterazioni metaboliche ed endocrine. In caso contrario, una forte diminuzione della massa grassa prende il nome di “lipodistrofia”, responsabile di patologie endocrine, metaboliche e psichiatriche, come nel caso dell’anoressia nervosa.

Tipologie di alterazioni del tessuto adiposo

Cellulite

Con il termine di cellulite si intende un’alterazione dello strato di grasso che è presente sotto la cute, chiamato in medicina “pannicolo adiposo”. Sotto la cute è presente uno strato di cellule adipose che rappresentano una riserva di energia per il nostro organismo. Le cellule adipose possono essere coinvolte in due processi:

  • liposi: la fase in cui il grasso viene utilizzato dal corpo per scopo energetico o termico;
  • liposintesi: la fase in cui il grasso si accumula, anche sotto la cute, è ciò avviene per un eccessivo apporto di calorie dovuto a un’alimentazione scorretta oppure perché si pratica poca attività fisica.

La cute di una persona che soffre di cellulite presenta la classica definizione di “pelle a buccia di arancia”. Questa caratteristica è causata da un aumento di volume delle cellule adipose, un accumulo di grasso nelle cosce, sui glutei e sui fianchi. Gonfiandosi e accumulandosi, le cellule hanno difficoltà nel fornire il nutrimento dal sistema sanguigno e quindi drenare la parte tramite il sistema linfatico.

Chi soffre di cellulite può avvertire un gonfiore nella parte interessata sotto forma di “nodi fibrotici” nelle zone di glutei e fianchi, e dolori provocati dalla compressione esercitata sui nervi delle cellule adipose alterate, ovvero aumentate di volume. Le cause più comuni di cellulite sono:

  • genetiche: specialmente nelle zone mediterranee, le donne hanno una maggiore quantità di estrogeni che possono favorire un accumulo del peso, ritenzione idrica e problemi al sistema linfatico;
  • alimentari: nel caso di diete scorrette o sbilanciate, con un consumo eccessivo di alimenti ricchi di sale o grassi;
  • farmacologiche: tipico di chi assume pillole anticoncezionali;
  • sedentarietà: la mancanza di movimento fisico porta a un accumulo di liquidi e grassi, con una riduzione della circolazione linfatica e venosa;
  • stress che altera gli ormoni;
  • gravidanza e menopausa.

Lipodistrofia

Con questo termine ci si riferisce a un gruppo di malattie che sono caratterizzate dalla perdita o mancanza di tessuto adiposo sottocutaneo e dall’accumulo di grasso ad esempio nei muscoli o in organi come il fegato. La condizione di magrezza accompagnata da un senso di fame e tratti tipici come viso allungato, muscoli in evidenza, vene sporgenti, sono tutti sintomi della presenza di questa patologia. La diagnosi spesso, essendo ancora oggi una malattia non molto conosciuta, tende ad arrivare in ritardo.

Questa patologia può essere causata da una carenza nei meccanismi che si occupano della creazione degli adipociti. Può anche essere considerata la manifestazione dell’HIV, oppure dovuta alla resistenza all’insulina o altre problematiche legate al metabolismo. La lipodistrofia può portare a disturbi epatici, diabete ma anche problemi cardiaci. Per queste ragioni è fondamentale arrivare a una diagnosi tempestiva e quindi a un successivo trattamento farmacologico adeguato.

Lipomatosi

Il lipoma è un nodulo formato da tessuto adiposo che può sorgere a livello sotto cutaneo così come in altre zone del corpo, e talvolta può essere necessario doverlo asportare. Generalmente non supera i 5 cm di diametro, è morbido al tatto e si muove facilmente con una leggera pressione delle dita. La maggior parte delle volte non provoca disturbi, ma può generare dolore se comprime i nervi vicini.

Quando si presenta una crescita nei tessuti di questi noduli, si parla di “lipomatosi”. Non se ne conoscono ancora oggi le cause, ma si pensa che possa essere dovuto a squilibri ormonali e neurologici. Lo stile di vita influenza molto lo stato di salute del nostro organismo, e oltre a seguire dei controlli medici periodici, una corretta diagnosi può essere risolutiva. Si consiglia, inoltre, di:

  • evitare di fumare;
  • consumare molta frutta e verdura;
  • limitare il consumo di grassi di origine animale;
  • limitare il consumo di alcolici;
  • tenere sotto controllo il peso corporeo;
  • non esporsi alla luce del sole e a lampade abbronzanti.

Obesità

Si tratta di una patologia che si verifica quando le calorie assunte dall’organismo sono maggiori rispetto quelle bruciate, attraverso le attività svolte quotidianamente, generando così un notevole aumento di peso. Una piccola percentuale di casi, ha origine genetica oppure è legata ad alterazioni metaboliche, della tiroide oppure ormonali.  L’obesità è favorita da abusi alimentari, diete scorrette, con un eccessivo apporto di zuccheri, fibre, assunzione di farmaci e scarsa attività fisica. Oltre a determinare una modificazione visibile del proprio aspetto fisico, questa patologia provoca diversi disturbi in base alla gravità, come:

  • acne;
  • affanno e difficoltà di movimento;
  • alterazioni del ciclo mestruale;
  • crisi di apnea durante il sonno;
  • aterosclerosi precoce.

Le complicazioni dell’obesità sono tantissime tra cui: ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari, amenorrea nelle donne, sindromi ansiose, disturbi del sonno e alterazioni ormonali.

Fattori che influenzano le alterazioni del tessuto adiposo

I fattori che possono portare ad alterazioni del tessuto adiposo variano da persona a persona. In particolare possono essere collegati: 

  • fattori genetici: che possono determinare il numero delle cellule adipose, provocare alterazioni del comportamento alimentare e del consumo dell’energia;
  • alimentazione: in generale, un regime alimentare basato su carboidrati e fibre, diete con un elevato apporto di grassi che, stimolando meno il senso di sazietà e rendendo i cibi più gustosi, portano a un aumento dell’assunzione di cibo;
  • vita sedentaria: uno stile di vita sedentario è un altro importante fattore che favorisce ad esempio l’obesità e il sovrappeso. Praticare attività fisica non solo aiuta a bruciare le calorie in eccesso, ma anche a regolare l’assunzione del cibo.
  • disfunzioni ormonali: diversi fattori endocrini possono causare obesità;
  • assunzione di farmaci: un aumento di peso può essere causato dagli ormoni steroidei e dalle quattro tipologie di farmaci psicoattivi.

Linee guida sull’alimentazione

Per cercare di intervenire migliorando lo stile di vita e quindi anche l’alimentazione in soggetti che soffrono di queste alterazioni del tessuto adiposo, ecco che vi indichiamo alcuni consigli da potere seguire a tavola:

  • consumare alimenti ricchi di fibre e poveri di grassi specialmente frutta e verdure;
  • sostituire i grassi di origine animale con quelli di origine vegetale;
  • svolgere attività fisica all’aria aperta per almeno mezz’ora al giorno.

Per cercare di contrastare l’obesità possono risultare utili strategie di prevenzione e del controllo del proprio regime alimentare.  Il medico, avrà il compito di tenere sotto controllo sia i fattori biologici che psicologici, controllando quanta energia il soggetto consuma e indicando non solo la corretta alimentazione da seguire, attività fisica da svolgere nell’arco della giornata ma anche, laddove necessario, il trattamento farmacologico più idoneo.

Trattamenti

Nel caso di lipomatosi occorre intervenire chirurgicamente qualora il nodulo si colloca in una posizione fastidiosa tale da provocare dolore o da aumentare di volume. Le procedure per la rimozione includono anche la liposuzione e le iniezioni di steroidi. Nel caso dell’obesità, si può modificare la propria alimentazione grazie all’aiuto di un nutrizionista, correggere la qualità del proprio stile di vita migliorandola se necessario, praticare più attività fisica e tenere sotto controllo la quantità di calorie consumate.

In coloro che soffrono di obesità gravi o con complicazioni rischiose per la salute, si può anche intervenire chirurgicamente con il bendaggio verticale e il bypass gastrico, che riducono il volume gastrico aiutando così a perdere i chili di troppo. Le terapie farmacologiche devono essere prescritte dal medico e assunte sotto precise indicazioni con il dovuto supporto psicologico, comportamentale ed educazionale. La chirurgia è riservata solo a coloro che non riescono a ottenere dei risultati a seguito dei trattamenti farmacologici oppure in situazioni gravi.

Rimedi naturali

Oltre a migliorare il proprio stile di vita, è opportuno rivolgersi a esperti qualificati per studiare il proprio caso specifico. Il rischio di intraprendere dei trattamenti fai da te, quindi senza alcun supporto sanitario e un’adeguata formazione, può non individuare la reale causa che sta alla base del problema, con il rischio di provocare danni fisici ma anche psicologici. Tra i rimedi naturali più diffusi per combattere le alterazioni del tessuto adiposo, in particolare la cellulite si può ricorrere all’utilizzo:

  • del rullo da automassaggio: che aiuta a massaggiare le zone interessate. Questo strumento aiuta ad intervenire sulle cellule adipose, ma deve essere supportata da sedute di drenaggio linfatiche altrimenti potrebbe risultare più dolorosa che efficace;
  • del vacuum: ovvero il sottovuoto mediante coppette in silicone, plastica o vetro con apparecchiature elettriche. In questo caso l’azione sarà più superficiale e meno invasiva, in quanto aiuterà a portare il sangue sulle zone interessate e a mobilizzare i tessuti. Anche in questo caso, può essere doloroso e si possono lasciare degli ematomi sulla zona se effettuato in modo errato.

A questi rimedi si possono anche aggiungere:

  • esercizio fisico: praticato con regolarità, evitando ambienti troppo caldi e sport che possano provocare ematomi, un rischio molto alto in coloro che soffrono di cellulite;
  • dieta sana ed equilibrata: sempre avvalendosi del supporto di un esperto qualificato. Evitare il consumo di alimenti ricchi di sale come affettati, formaggi e salumi, piuttosto consumare verdure e frutta che non sia troppo zuccherata;
  • bere tisane e decotti per eliminare i liquidi in eccesso e stimolare la diuresi;
  • evitare fumo e alcool;
  • limitare le fonti di stress;
  • praticare sedute di linfodrenaggio svolte da professionisti, una tecnica di massaggio ideale per aiutare a combattere la cellulite e per rilassare.

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