Calcoli alla colecisti: sintomi, trattamenti e alimentazione consigliata

Per capire che cosa siano i calcoli biliari è necessario capire cosa sia la colecisti. La colecisti è un organo che possiede la forma di una pera, situato al di sotto del fegato, conosciuto anche come “cistifellea”. La funzione di questo organo è quella di raccogliere la bile prodotta dal fegato. La colecisti fa parte del sistema biliare e si trova nel dotto cistico, sotto il fegato con il quale è collegata mediante appositi tubicini chiamati “dotti”.

Quando quest’organo non funziona correttamente, la bile contenuta nel sacchetto si solidifica e non riesce a scorrere bene all’interno dei tubicini che mettono in collegamento la colecisti con il fegato, generando così un’infiammazione della cistifellea e in alcuni casi, anche del fegato. Scopriamo insieme quali sono i sintomi più comuni, come intervenire e che tipo di alimentazione seguire.

Quali sono i possibili sintomi dei calcoli alla colecisti?

Quando la bile si solidifica si possono formare dei calcoli alla colecisti che possono avere la forma di quelli renali ma che si differenziano per la sostanza con la quale sono composti. I calcoli renali sono solidi per via della cristallizzazione dei sali minerali che sono contenuti nell’urina, mentre i calcoli alla colecisti sono costituiti da colesterolo, sali biliari e bile che si cristallizza formando i calcoli biliari. I sintomi più diffusi che possono portare a un’infiammazione possono essere:

  • nausea e vomito: provocati da un malfunzionamento degli acidi e da un accumulo di residui da parte della cistifellea;
  • dolore nella zona destra dell’addome: che si propaga per la spalla, schiena e braccio. Questo tipo di fastidio può durare circa un quarto d’ora ma in situazioni più complesse può continuare per ore e comparire durante il riposo notturno;
  • indigestione con rigonfiamento dell’addome: i dolori solitamente compaiono nel momento in cui lo stomaco si riempie, quindi spesso si possono avvertire con più facilità dopo i pasti;
  • inappetenza: provocata dalla pressione che esercita la cistifellea sullo stomaco;
  • urina che può cambiare colore, diventando marrone o giallognola;
  • febbre;
  • ittero: se c’è un possibile accumulo di birulina che ristagnando nel sangue si infiltra nei tessuti del corpo e negli occhi, facendo assumere alla pelle un colorito tendente al giallo;
  • sonnolenza: provocata da una lenta e cattiva digestione.

Possibili cause

Tra le possibili cause che possono portare alla formazione dei calcoli biliari ci possono essere fattori genetici, legati al peso, all’età e patologie come il diabete. Da alcuni studi condotti in merito, sembra essere emerso che le donne possano avere una maggiore probabilità di soffrire di problemi alla cistifellea, a causa di un eccesso di estrogeni a seguito di una gravidanza o per via dell’assunzione di anticoncezionali.

Anche i fattori genetici possono influire, in quanto i calcoli biliari sono ereditari. Tra le altre cause che possono portare a un’infiammazione della cistifellea emerge anche il sovrappeso, per via dell’aumento del colesterolo e un’alimentazione povera di fibre ma ricca di grassi. Dimagrimenti eccessivi dovuti al digiuno possono fare aumentare il livello di colesterolo nella bile e non consentire così alla cistifellea di svuotarsi in modo corretto.

Con il passare del tempo e l’avanzare dell’età, si possono avere problemi connessi alla cistifellea in quanto un organismo invecchiato rilascia maggiore quantità di colesterolo nella bile. Le persone che soffrono di diabete sembrano avere meno probabilità di sviluppare calcoli biliari.

Ci possono essere casi in cui i calcoli alla colecisti possano contribuire alla formazione di polipi. Questi sono abbastanza comuni e solitamente sembrano essere di natura benigna. Spesso non sembrano provocare disturbi e possono essere individuati a seguito di un’ecografia.

Trattamento calcoli alla colecisti

In molti si domandano se i calcoli alla colecisti vadano rimossi con un’operazione. In realtà, non c’è una risposta uguale per tutti, poiché ogni caso va valutato in modo singolare. I calcoli diagnosticati con un’ecografia o TAC, effettuate per altre motivazioni, sono definiti “silenti”, in quanto non provocano alcun disturbo e non sembrano necessitare di interventi chirurgici.

Di solito si ricorre a interventi quando ai calcoli si associa la presenza di polipi, con sintomi frequenti e dolorosi. L’intervento prende il nome di “colecistectomia” molto diffuso nelle persone adulte anche perché non pregiudica il funzionamento dell’organismo, dal momento che la cistifellea non è un organo vitale ed essenziale.

Senza la colecisti il fegato può produrre solo bile in quantità tale da essere smaltita e digerita attraverso una sana alimentazione. La bile prodotta arriverà nell’intestino tenue e non verrà conservata da nessuna parte. L’unica conseguenza della rimozione potrebbe essere visibile nelle feci, che possono assumere una consistenza abbondante e morbida.

Linee guida sull’alimentazione

Gli esperti per aiutare a contrastare la formazione di questi sassolini consigliano di seguire un’adeguata alimentazione che possa aiutare ad evitare che l’organo della cistifellea si infiammi. In primo luogo, non sembra essere necessario eliminare dalla dieta in modo definitivo i grassi, perché questi se assunti in modo non eccessivo aiutano a svuotare la colecisti. Nello specifico, i grassi ingeriti non dovrebbero superare il 35% delle calorie giornaliere.

In particolare, viene consigliato di sostituire i grassi “comuni” con quelli “buoni”, come l’olio extravergine d’oliva e quelli pieni di omega, di cui è ricco il salmone ad esempio. Possono essere d’aiuto anche le fibre presenti nella frutta e verdura, così come il calcio. Prima di intervenire sulla correzione del proprio regime alimentare, che va fatto affidandosi a un esperto nutrizionista, si può anche introdurre il consumo di alcune tipologie di erbe e piante che possono aiutare ad aumentare la produzione della bile e a ridurre l’assorbimento del colesterolo nel fegato.

Le piante che possono aiutare a favorire lo svuotamento della cistifellea possono essere: il carciofo, il cardo, la cicoria, il rosmarino, il finocchio, la melanzana, l’uva, il limone, le ciliegie, le fragole, la cipolla, la menta piperita e l’avena.

Modificare le proprie abitudini alimentari assumendo alimenti ricchi di fibre può aiutare a migliorare le funzioni digestive. Infatti, gli esperti consigliano di evitare il consumo di alimenti di origine animale come i latticini, le uova e di diminuire l’assunzione degli zuccheri semplici come lo zucchero raffinato, le caramelle, i gelati, i biscotti e ogni tipo di dolce di origine industriale.

Un’altra buona abitudine potrebbe essere quella di consumare cibi come pane, riso e pasta integrali. Oltre al cibo solido, si possono consumare alimenti liquidi come i succhi a base di carote, sedano, pomodori, ravanello e prezzemolo, oppure una tisana alla menta.

Oltre a una corretta, sana e bilanciata alimentazione è bene anche affiancare della regolare attività fisica che possa aiutare l’organismo a espellere le sostanze tossiche, aiutando a diminuire la presenza del colesterolo e quindi, la conseguente possibile formazione dei calcoli biliari. Nei casi più severi può essere necessario ricorrere a trattamenti farmacologici prescritti dal medico.

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