Gonfiori muscolari: sintomi, cause, diagnosi, trattamenti e rimedi naturali

Il gonfiore muscolare viene anche indicato in ambito medico con il norme di edema“, per indicare un accumulo di liquido negli spazi tra le cellule e i tessuti. Questa condizione si manifesta con gonfiore e sensazione di tensione. A questi si associano vari sintomi, legati alla patologia che ha scatenato il disturbo.

All’origine delle formazione di questi liquidi, possono esserci meccanismi complessi come problemi legati alla circolazione del sangue, a scapito dei vasi capillari, un aumento del sodio nei tessuti o un’insufficienza del sistema linfatico. Andiamo a vedere nello specifico di cosa si tratta, quali sono i sintomi, le cause e che tipo di trattamenti e rimedi naturali si possono utilizzare per intervenire sui disturbi.

Quando si parla di edema o gonfiore muscolare?

L’edema o gonfiore muscolare può manifestarsi improvvisamente oppure lentamente e in modo progressivo, interessando qualsiasi parte del corpo, muscoli e persino il cervello. La compressione della parte gonfia può lasciare a seconda della parte coinvolta dei danni per un certo periodo di tempo. Questo gonfiore inoltre, può essere prodotto da un processo generalizzato o locale.

Con questo termine, pertanto, si indica un accumulo di liquidi in quegli spazi liberi che si trovano tra le cellule esterne ai vasi, producendo così un gonfiore. Il disturbo può riguardare tutto il corpo ma generalmente le parti coinvolte sono: mani, braccia, gambe, caviglie e piedi.

Il gonfiore può variare da persona a persona, tanto che a volte può essere necessario intervenire sull’alimentazione mentre in alcuni casi si deve intervenire con opportune cure farmacologiche o terapie per risolvere nei casi più gravi, patologie come disfunzioni renali. L’edema, può essere considerato più un sintomo che una patologia e colpisce maggiormente le donne in gravidanza e le persone anziane.

Sintomatologia

Come abbiamo anticipato, il gonfiore muscolare è un sintomo per cui va ricercata la causa che lo ha prodotto. Quando un edema è dovuto a un trauma, il primo sintomo che si manifesta è il dolore locale a cui segue il gonfiore e la formazione di un ematoma con colorazione bluastra della pelle. In questo caso si tratta di una reazione infiammatoria che il nostro corpo attua per proteggere la zona colpita da ulteriori traumi.

Quando il gonfiore è generalizzato, il primo sintomo che si manifesta riguarda l’aumento del peso corporeo a causa di un’elevata quantità di liquidi accumulati. Gli altri sintomi che si possono associare sono: gambe pesanti e gonfiore alle caviglie. Il sintomo caratteristico quindi è il gonfiore che può interessare qualsiasi parte del corpo.

Quando il gonfiore è localizzato alle gambe o alle braccia, si possono associare altri sintomi:

  • senso di tensione e pesantezza;
  • sensazione di dolore;
  • difficoltà nel movimento;
  • edema duro e irreversibile.

In caso di allergia, può comparire un improvviso edema al volto e alle mani con gonfiore alle palpebre, occhi, labbra, laringe, a cui si associano prurito, bruciore che può sfociare in rischio di soffocamento.

Principali cause

Le cause che stanno alla base della comparsa di gonfiore muscolare o edema, possono essere molteplici. Ma in particolare se l’edema è generalizzato può essere una conseguenza di:

  • insufficienza epatica;
  • problemi renali;
  • insufficienza cardiaca;
  • dimagrimento notevole;
  • atrofia muscolare;
  • alterazione della cute;
  • ritenzione idrica causata da alterazioni ormonali;
  • assunzione di farmaci come estrogeni, anti infiammatori FANS;
  • insufficienza venosa cronica;
  • allattamento;
  • consumo eccessivo di alimenti salati.

Se il gonfiore muscolare è localizzato negli arti inferiori, ma può estendersi anche al viso e alle mani, può essere causato da:

  • problemi venosi e linfatici;
  • allergie o infiammazioni con gonfiore di colora rosa-rossastro, secchezza della cute, prurito e bruciore;
  • infezione con dolore al tatto, arrossamento, tumefazione e sensazione di calore;
  • cellulite.

Diagnosi di gonfiore muscolare

Il compito dei capillari solitamente è quello di filtrare a livello arterioso e riassorbire a livello venoso il sangue, che circola al loro interno, in modo che l’ossigeno e le sostanze utili possano essere direzionate verso le estremità delle arterie e potere condurre i prodotti di scarto verso le estremità delle vene. Questi passaggi sono influenzati da vari fattori come: pressione venosa e concentrazione delle proteine nel plasma e nel liquido che si forma negli spazi liberi tra le cellule esterne ai vasi.

Quando questo liquido manca o scarseggia, ecco che si verifica l’edema. Quindi, questo gonfiore è frutto di uno scambio capillare alterato. Le cause possono essere molteplici ed è necessario parlarne con il proprio medico.

Generalmente una veloce diagnosi può essere effettuata comprimendo l’edema con un un dito:

  • se si crea una fossetta: chiamata “fovea” si è in presenza di un edema legato a una patologia;
  • se l’edema è causato da ipotiroidismo: i tessuti tornano alla loro posizione iniziale;
  • se l’edema è diffuso a tutto il corpo: si parla di “anasarca”, una condizione causata da scompensi cardiaci gravi, insufficienza epatica o sindrome nefrosica;
  • se l’edema è di natura congenita: si parla di “linfedema”, un’anomalia a carico del sistema linfatico, con un’eccessiva permeabilità dei vasi. Può manifestarsi dopo traumi post operatori o trattamenti di radioterapia;
  • se il gonfiore è dovuto a un trauma: si avvertirà prima dolore, poi comparirà il gonfiore e infine la pelle assumerà una colorazione bluastra a causa dell’ematoma;
  • se l’edema è accompagnato da arrossamento e senso di calore: oltre al dolore si possono avvertire sintomi legati a infezione e infiammazione.

Linee guida sull’alimentazione

Il gonfiore alle gambe e alle caviglie, sono sintomi avvertiti maggiormente dalle donne nel periodo estivo, quando si resta per troppo tempo seduti o in piedi. Molte donne di età compresa tra i 35 e i 45 anni ne soffrono, specialmente donne in gravidanza o che allattano per lunghi periodi, donne che assumono anticoncezionali, in sovrappeso, che conducono una vita sedentaria, che soffrono di problemi di stitichezza o che hanno l’abitudine di portare i tacchi alti.

Per cercare di limitare il disturbo, in alcuni casi (non gravi) si può intervenire sull’alimentazione aiutando così il nostro corpo a trovare un maggiore sollievo. In particolare, l’alimentazione:

  • può aiutare a tonificare le pareti dei vasi: un menù a base di frutta e verdura di colore rosso-viola e blu, possono svolgere un’azione antiossidante che può aiutare a dare tonicità ai tessuti delle vene, quindi favorire il flusso del sangue, evitando anche la rottura dei capillari. I frutti consigliati sono: mirtilli, ribes, more anche come marmellata e verdure come: melanzane, cavolo, radicchio rosso, cavolfiori, carote e patate viola; 
  • può aiutare a lenire le infiammazioni delle vene: sono infatti consigliati cibi ricchi di vitamina C da consumare crudi, subito dopo essere stati tagliati o spremuti. I cibi consigliati sono: pomodori, rucola, peperoni, agrumi, fragole e kiwi, che vantano anche proprietà antiossidanti;
  • può aiutare a velocizzare il flusso di sangue: utile per aiutare a contrastare i ristagni negli arti inferiori. In particolare si consiglia di assumere sali minerali come magnesio, potassio e calcio. Si possono consumare cibi come latticini, bere un litro al giorno di acqua in bottiglia ricca di calcio oppure consumare latte o yogurt di soia, con l’aggiunta del calcio. Il magnesio, lo si può trovare in tutti gli alimenti, maggiormente nei cereali e legumi. Ottime fonti di potassio sono frutta e ortaggi, quindi pomodori e finocchio;
  • può aiutare ad attivare l’intestino: la stitichezza non aiuta le gambe, in quanto questa difficoltà si ripercuote sulla circolazione, andando così ad affaticare vene e capillari. I cibi consigliati sono cereali integrali, frutta, verdura e legumi, orzo, avena, piselli, fagioli e fichi.

Conseguenze e trattamenti

Alcune forme di gonfiore muscolare, lieve, spesso non necessitano di cure farmacologiche ma regrediscono spontaneamente. Quando il gonfiore invece è localizzato alle gambe, oltre ai trattamenti farmacologici mirati per contrastare la patologia che vi sta alla base, il medico può anche suggerire:

  • bendaggi che comprimano;
  • il consumo di una dieta con basso contenuto di sale;
  • l’utilizzo di calze elastiche;
  • l’utilizzo di cuscini sotto le gambe durante il riposo;
  • massaggi drenanti;
  • l’utilizzo di farmaci diuretici.

Se si tratta di edema diffuso provocato da malattie può essere necessario il ricovero del paziente, per evitare di imbattersi in possibili complicazioni. Se alla base vi è un trauma, può essere ad esempio causato dalla rottura di un osso e quindi dopo avere effettuato i dovuti controlli, le cure saranno mirate alla risoluzione della lesione, con il conseguente recupero delle funzionalità.

Il gonfiore alle gambe, se non preso in tempo tempestivamente, può arrivare alla rottura di una vena varicosa, con la conseguente associazione di flebite o di trombosi. In questo caso, quindi si deve innanzitutto curare la patologia venosa, con specifici trattamenti farmacologici. Il medico può indicare la somministrazione di diuretici, e regime alimentare povero di sale.

Rimedi naturali

Si consiglia a chi è solito svolgere un lavoro sedentario di alzarsi spesso dalla scrivania e fare esercizi di stretching in modo da contrastare il ristagno dei liquidi negli arti inferiori. È importante cercare di mantenersi in movimento ma anche bere molto, mantenere le gambe leggermente più rialzate rispetto al corpo quando si è a letto, utilizzare rimedi naturali che possano aiutare a ritrovare un po’ di sollievo.

Tra i rimedi naturali, che non devono essere intesi come sostituti delle terapie farmacologiche ma tutt’al più utilizzati in concomitanza, troviamo:

  • preparati naturali a base di aloe vera, arnica;
  • estratto di ananas, estratto ippocastano che svolgono un’azione di protezione utile per aiutare a lenire le infiammazioni, il dolore e a favorire il riassorbimento dei liquidi;
  • decotto a base di peduncoli di ciliegio, equinacea, miscelate ad altri ingredienti per favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso, da consumare due tazze al giorno;
  • decotto a base di foglie di betulla per aiutare a contrastare la ritenzione idrica e la cellulite, da consumare due tazze due volte al giorno;
  • infuso a base di rusco e achillea millefoglie per aiutare a tonificare le pareti dei capillari, da assumere una tazza 1-2 volte al giorno.

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