Gastrite: sintomi, cause, diagnosi e trattamenti

La gastrite rappresenta una delle patologie più diffuse all’interno della popolazione mondiale. Il disturbo coinvolge le mucose gastriche, ed è caratterizzato da un processo di infiammazione a danno delle pareti dello stomaco. All’interno dei prossimi paragrafi andiamo quindi a scoprire i sintomi, le cause, la diagnosi e i trattamenti attuabili in caso di gastrite.

Caratteristiche della patologia

La patologia può presentarsi come un singolo caso, oppure come un disturbo ricorrente di natura cronica. La gastrite viene suddivisa in diverse tipologie, sulla base dei differenti corredi sintomatici. I sintomi più frequenti comprendono dolore e bruciore allo stomaco, nausea, vomito e gonfiore addominale, ma non solo, andiamo a vederli nello specifico.

Le cause

Le cause dell’insorgenza della gastrite possono essere singole o molteplici e saperle riconoscere è un primo e fondamentale passo verso la guarigione.

  • Alcolismo;
  • Alimentazione poco equilibrata;
  • Infezioni da helicobacter pylori;
  • Morbo di Crohn;
  • Stati fortemente ansiosi e situazioni stressanti;
  • Eccessiva assunzione di Fans;
  • Età avanzata

Le tipologie di gastriti

Le diverse tipologie, vengono discriminate tramite valutazione di criteri specifici, tra cui: esame endoscopico, l’estensione topografica, il grado della lesione e il criterio eziologico. Sono ben note e riconosciute:

  • Gastrite acuta: generalmente associata alle forme più transitorie della patologia. Molto spesso, in questo caso, i sintomi del disturbo possono, in un primo momento, rimanere silenti, mentre in casi più gravi la gastrite acuta può comportare il rischio di emorragie anche mortali per la salute del soggetto.
  • Gastrite erosiva: si presenta con una perdita dell’integrità delle mucose gastriche, con conseguente sanguinamento. La gastrite erosiva può essere una delle conseguenze dell’abuso di farmaci, alcool, eventi traumatici o gravi ustioni.
  • Gastrite ischemica: grave forma causata da ipovolemia, emboli, shock.
  • Gastrite corrosiva: può presentarsi in seguito all’indigestione di sostanze chimiche, abuso di alcolici.
  • Gastrite da farmaci: in questo caso si parla di una patologia dovuta all’eccessivo prolungamento di trattamenti farmacologici o può essere relazionato alle loro controindicazioni. Le terapie più a rischio sono i farmaci FANS (Antinfiammatori non steroidei), in quanto estremamente dannosi per la mucosa gastrica.
  • Gastrite nervosa: Anche questa tipologia è riconducibile ad uno squilibrio interno che però, non riguarda patologie sistemiche o sostanze assunte. Si tratta, bensì, di una somatizzazione di condizioni di forte ansia e situazioni particolarmente stressanti per l’individuo.

Le gastriti in forma acuta comportano lesioni che, nella maggior parte dei casi, tendono a risolversi in modo spontaneo nel giro di circa 48 ore, dimostrandosi piuttosto superficiali. La gastrite cronica si suddivide invece in:

  • Gastrite cronica di tipo A, del fondo: Si localizza nella curva dello stomaco, verso il fondo, è di tipologia autoimmune che colpisce generalmente i soggetti più anziani.
  • Gastrite cronica di tipo B, dell’antro: originata dal batterio Helicobacter pylori, in grado di colpire in maniera diretta le mucose gastriche. Le conseguenze più severe di questa gastrite sono il carcinoma gastrico e l’ulcera peptidica. La gastrite cronica di tipo B può essere rilevata anche tramite biopsia e gastroscopia, anche in assenza di lesioni visibili.

Forme croniche del disturbo

La gastrite cronica di tipo B si suddivide a sua volta in:

  • Gastrite cronica non atrofica: in grado di colpire soprattutto l’antro dello stomaco, un’area tipicamente meno acida, spesso responsabile dell’ulcera peptica.
  • Gastrite cronica atrofica: si presenta nella sede iniziale dell’antro dello stomaco, ma si estende per tutto il corpo dello stesso, provocando danni permanenti allo stato delle mucose.

I sintomi

Il corredo sintomatico della gastrite cronica prevede dolore allo stomaco, nausea, vomito, scarlattina, stati febbricitanti, carenza d’appetito, anoressia, emorragie, dispepsia. Nella maggior parte dei casi le forme croniche della patologia non presentano alcuna avvisaglia, manifestando i primi sintomi soltanto al momento delle complicazioni più serie. La gastrite cronica di tipo B può comportare anche l’insorgenza di anemia macrocitica, tipica di una insufficiente assunzione di vitamina B12, o ferro.

Come avviene la diagnosi della gastrite?

La gastrite può essere difficile da diagnosticare, soprattutto in assenza di sintomi specifici e contando il fatto che questi, in molti casi, vengano generalmente avvertiti in un momento secondario della patologia. Uno dei metodi medici più efficaci per diagnosticare la gastrite consiste nella gastroscopia, esame improntato sull’osservazione diretta, tramite microcamera delle condizioni dello stomaco, delle mucose, del duodeno. Tramite gastroscopia possono essere individuate e analizzate le lesioni presenti, ma di uso frequente ci sono anche biopsie, utili per analizzare al microscopio la tipologia di gastrite sulla quale è necessario intervenire. Per l’indagine su un’eventuale infezione da helicobacter, esistono test casalinghi o analisi del sangue che risultano ben più affidabili e accurate.

Prognosi e trattamenti

Il trattamento si basa sulla sintomatologia, sullo stato di gravità della malattia e soprattutto sulla sua causa.

Quando sopraggiungono sanguinamenti interni delle mucose la gastrite può aumentare il rischio di emorragie sulle quali intervenire con estrema urgenza tramite intervento chirurgico. In caso di infezione causata dal batterio Helicobacter pylori vengono impiegati trattamenti farmacologici antibiotici. In caso di reflusso esofageo, invece si rende opportuno una prescrizione medica a base di farmaci protettivi. La parola finale spetta al medico, che una volta ricevuto il quadro completo, potrà formulare una diagnosi e decidere per la cura più adatta al caso.

La dieta per combattere e prevenire la patologia

In caso di gastrite ricorrente è importante modificare anche le proprie abitudini alimentari.  Possono quindi essere assunti alimenti come: pesce magro, carni bianche, latte parzialmente scremato, formaggi magri, optando per cotture leggere prive di condimenti ricchi di grasso, riso e pasta integrale, semi di sesamo, vegetali ricchi di beta-caroteni, avena, infusi e tisane a formulazione naturale. Queste buone abitudini aiutano anche, in buona parte, nella prevenzione della patologia. Ciò nonostante, combattere e prevenire la gastrite a tavola non risulta sufficiente al fine di scongiurare ogni rischio o complicazione, è necessario informarsi sempre sulle buone norme da seguire, specialmente quando si è in procinto di assumere farmaci.

Cibi a rischio da evitare

Gli alimenti da evitare in caso di gastrite sono: carni lavorate e insaccati, condimenti grassi, alimenti confezionati di origine industriale, pesce e carne affumicati, formaggi grassi, alcolici, bibite zuccherate e gassate, caffè, peperoncino e spezie piccanti, pomodori, frutta secca, cioccolato, agrumi. Gli eccessi alimentari, in caso di gastrite diagnosticata, incrementano la produzione dei succhi gastrici e del reflusso acido.

D’altra parte, non è consigliabile cadere nella trappola del digiuno. Quest’ultimo può presentare diversi effetti collaterali e controindicazioni in caso di gastrite. In questo caso i succhi gastrici prodotti dallo stomaco vuoto risultano particolarmente nocivi per le condizioni delle mucose. Anche gli alimenti eccessivamente caldi ed eccessivamente freddi possono comportare diverse controindicazioni. In presenza di gastriti è quindi necessario prestare occhio a cosa viene consumato, cercando di rendere l’alimentazione abituale magra e priva di eccessi. Altra buona abitudine è quella di cuocere gli alimenti a fuoco leggero o a temperature medie E’ importante preferire acqua naturale, evitando le sue versioni gassate ed effervescenti.

Rimedi naturali contro la gastrite

Per completare la terapia con rimedi naturali, è possibile ricorrere all’olio essenziale di camomilla per rilassare le pareti dello stomaco, al cavolo, verdura dalle proprietà cicatrizzanti, alle patate, che presentano proprietà emollienti e carote, ricche di pectina e vitamina A.

Per lenire i fastidi provocati dalla gastrite si può ricorrere alla masticazione delle radici di liquirizia, sconsigliata però in caso di ipertensione. Anche l’infuso a base di malva si presenta particolarmente indicato per lenire i crampi addominali, mentre il tè verde stimola la cicatrizzazione delle lesioni interne. Il bicarbonato di sodio può, infine, essere assunto per regolarizzare il Ph interno dello stomaco.

Rivolgendosi al proprio erborista di fiducia, è possibile farsi consigliare nell’acquisto di diverse tisane e infusi a base di carote, finocchio, patate, timo, aloe vera, melissa, altea, camomilla e rosmarino.

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