Patologie della Tiroide: sintomi, cause, diagnosi, trattamenti e rimedi naturali

La tiroide è una piccola ghiandola dalla forma di una farfalla, posta nella parte anteriore al collo, esattamente tra la laringe e la trachea. Nonostante le sue piccole dimensioni, svolge un ruolo importante nel nostro organismo, in quanto gli ormoni che produce sono fondamentali nella crescita, per la regolazione del metabolismo, della temperatura corporea e dei muscoli.

Una sua alterazione può influire negativamente sulla qualità della vita. Andiamo ad approfondire l’argomento, vedendo nel dettaglio quali patologie possono svilupparsi, i sintomi, quali sono le principali cause, trattamenti e rimedi naturali per contrastare i vari disturbi associati.

Caratteristiche e funzionalità della tiroide

Come abbiamo anticipato, la tiroide è una ghiandola endocrina, che presenta la forma di una piccola farfalla. Svolge una funzione molto importante nel nostro organismo e una sua alterazione può scompensare la salute creando anche gravi disturbi.

Le cause dell’alterazione possono essere numerose, oltre a quelle genetiche possiamo trovare patologie vere e proprie, allergie, malattie del metabolismo, o esposizione a radiazioni.

Per proteggere la salute di questa ghiandola è fondamentale seguire, oltre alle indicazioni del medico anche un’alimentazione sana ed equilibrata. Come tutte le ghiandole produce ormoni, ma di due tipi: quelli tiroidei T3 e T4. Queste due tipologie sono protette da cellule follicolari che producono ormoni tiroidei e da cellule esterne ai follicoli. 

Il compito principale della tiroide è quello di controllare molte funzioni del nostro organismo mediante i suoi ormoni T3, come:

  • la respirazione;
  • il battito cardiaco;
  • la temperatura del corpo;
  • il sistema nervoso centrale;
  • lo sviluppo del nostro corpo.

Attraverso gli ormoni T4 invece controlla il calcio nel sangue, funzione fondamentale per evitare malfunzionamenti del cuore e gli spasmi muscolari. Lo iodio che il nostro corpo assume grazie all’alimentazione oppure recandosi in zone di mare, permette la produzione degli ormoni tiroidei. Quotidianamente dovremmo introdurre circa 150 migrogrammi di iodio.

Principali cause e fattori di rischio

Le principali cause che possono sviluppare una delle patologie a carico della tiroide sono:

  • fattore età superiore ai 50 anni;
  • presenza in famiglia di altri casi di malattie tiroidee o avere sofferto di queste patologie in gravidanza;
  • essere ex fumatori o fumatori;
  • assunzione di farmaci o trattamenti particolari;
  • assunzione di poco iodio con l’alimentazione oppure uso eccessivo di integratori;
  • esposizione per lunghi periodi a radiazioni.

Patologie della tiroide

Nel mondo milioni di persone soffrono di tiroide, ma queste disfunzioni colpiscono maggiormente le donne.

Le patologie a carico della tiroide possono rientrare in categorie:

  • ipertiroidismo: quando la tiroide produce troppo ormone tiroideo e causa nervosismo, ansia, dimagrimento, aumento dei battiti cardiaci;
  • ipotiroidismo: quando c’è un’insufficiente produzione di ormone tiroideo che può provocare obesità, infertilità e problemi al cuore se non viene trattato adeguatamente;
  • noduli: ovvero piccole formazioni solide o piene di liquido, che vengono scoperti in modo casuale;
  • il gozzo: un aumento del volume della ghiandola, le cui dimensioni possono variare da persona a persona. Di solito è piccolo e non provoca sintomi, ma può aumentare significativamente portando problemi alla deglutizione e respirazione;
  • tumori: a causa di una crescita anomala delle cellule;
  • tiroidite: infiammazione della tiroide che può causare un aumento, diminuzione dei livelli dell’ormone tiroideo nel sangue e può avere origine batterica, virale e autoimmune.

Sintomatologia

I sintomi che indicano un problema alla tiroide possono essere diversi. Negli adulti provoca sintomi nelle fasi iniziali della malattia e se non vengono curati possono diventare un vero problema per la salute. I sintomi si sviluppano lentamente e quindi sono facilmente riconoscibili, tra questi elencati qui di seguito:

  • fatica e stanchezza;
  • aumento della sensibilità al freddo;
  • stitichezza;
  • pelle secca;
  • aumento del peso;
  • gonfiore al viso;
  • abbassamento della voce;
  • debolezza e dolori muscolari;
  • rigidità, gonfiore, dolore alle articolazioni;
  • aumento dei livelli del colesterolo;
  • irregolarità mestruale;
  • caduta dei capelli;
  • rallentamento del battito cardiaco;
  • depressione;
  • problemi di memoria.

Nel feto e nei bambini ai primi anni di vita, l’ipotiroidismo può portare a un grave ritardo nello sviluppo del sistema nervoso e nella crescita. I sintomi frequenti di ipertiroidismo, invece, sono:

  • nervosismo e ansia;
  • incapacità di stare fermi;
  • perdita di peso nonostante l’aumento della fame;
  • irregolarità del battito cardiaco;
  • aumento del volume della tiroide;
  • ciclo mestruale irregolare;
  • disturbi del sonno.

In presenza di noduli o gozzo non ci sono sintomi evidenti, tranne che nei casi più gravi in cui il volume del gozzo può ostacolare deglutizione e respirazione. I noduli, talvolta possono anche produrre sintomi tipici dell’ipertiroidismo.

Per quanto riguarda, invece, tumori alla tiroide i sintomi sono indolore e al massimo si sviluppa un gonfiore visibile sul collo. Altri sintomi possono comparire solo quando la malattia raggiunge uno stadio avanzato e si manifestano sotto forma di abbassamento della voce per qualche settimana, mal di gola e problemi di deglutizione.

Diagnosi

Non appena compaiono i primi sintomi è bene parlarne col medico che dopo un’attenta visita prescriverà degli esami per approfondire la situazione. I principali esami per giungere a una corretta diagnosi sono:

  • esami del sangue per valutare i livelli degli ormoni tiroidei;
  • misurazione degli anticorpi nel sangue;
  • ecografia per verificare la presenza di noduli solidi o cisti;
  • agoaspirato e biopsia per capire se si tratta di noduli benigni o maligni;
  • scintigrafia per capire la struttura e la funzione della tiroide.

Linee guida sull’alimentazione per la tiroide

A scopo preventivo ma anche per permettere un perfetto funzionamento della tiroide si raccomanda di consumare tutti quegli alimenti che contengono più iodio, che vanno però moderati nel caso di ipertiroidismo. Tra questi abbiamo:

  • sale iodato: in sostituzione del comune sale da cucina;
  • pesce azzurro: sgombero, cefalo, baccalà, merluzzo, sarde, da consumare tre volte a settimana mentre una volta a settimana i crostacei;
  • frutti di mare: come vongole e cozze che non sono indicate in gravidanza ma possono essere consumate come condimento di pasta e riso;
  • alghe marine;
  • uova: da consumare 2-3 a settimana;
  • yogurt: di latte intero, un vasetto al giorno;
  • carne di vitello: la parte del muscolo senza grasso, e fegato;
  • frutta secca a guscio: come noci, pistacchi e anacardi;
  • mirtilli rossi;
  • latte e derivati: introdotti nella dieta di tutti i giorni, come il Grana Padano in quanto contiene vitamina A, B, B12.

Ci sono invece alimenti che se consumati possono modificare l’assorbimento dello iodio, come nel caso di rape, soia e cavolfiore. Un consumo limitato, all’interno di una dieta varia, non provoca una disfunzione della tiroide ma può modificare l’effetto della terapia farmacologica o ormonale. Insieme allo iodio è importante assumere selenio, zinco e magnesio. Tra gli alimenti ricchi di selenio abbiamo sempre il pesce azzurro, i molluschi, il fegato, cereali integrali, prodotti lattiero-caseari come il Grana Padano.

Trattamenti e rimedi naturali

La medicina naturale ha condotto passi in avanti per migliorare le funzionalità della tiroide puntando sulla disintossicazione dell’organismo, sulla riduzione dell’infiammazione e sulla correzione dell’alimentazione.

I migliori rimedi naturali da adottare in tal proposito sono:

  • la genziana e betulla: per disintossicare e disinfiammare i tessuti, per permettere al sistema immunitario di funzionare correttamente. La genziana stimola l’attività del pancreas e del fegato purificando il corpo dalle tossine. Viene associata alla betulla per il potere antinfiammatorio;
  • la mirra: preziosa per il potere antisettico e analgesico, oltre che antinfiammatorio. Stimola l’attività della tiroide in modo più sicuro delle piante iodate;
  • coleus: è una pianta che contiene un principio attivo che regola il funzionamento del metabolismo, aumenta la produzione degli ormoni tiroidei ed è antinfiammatoria. Non si devono superare le dosi consigliate e non va assunta in gravidanza;
  • la melissa: raccomandata per l’ansia e i problemi di origine emotiva o nervosa ma anche per disturbi gastrici e premestruali. Ultimamente sono stati confermati i suoi benefici sulla tiroide;
  • il marrubio aquatico: i cui fiori producono ormoni a basso contenuto di iodio e riducono l’attività della tiroide.

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