Placche in gola: sintomi, cause, come intervenire e trattamenti

Le placche in gola sono un sintomo che si manifesta in concomitanza all’infiammazione delle tonsille, con conseguente aumento di volume delle ghiandole, a cui possono associarsi altri sintomi molto fastidiosi. Le placche sono di colore bianco e ben visibili anche ad occhio nudo.

Quando la tonsillite e le placche sono causate da un virus spesso vengono trattate con farmaci e anche con alcuni rimedi naturali che possono lenire i fastidi provocati dal mal di gola. Andiamo a scoprire nello specifico di che cosa si tratta, quali sono i sintomi e le principali manifestazioni, le cause, come viene effettuata la diagnosi e che tipo di trattamenti, rimedi naturali si possono adottare.

Cosa sono le placche in gola?

La gola fornisce sempre delle indicazioni molto importanti sullo stato di salute del nostro corpo, in quanto presenta le tonsille che svolgono una funzione di difesa per il nostro organismo. Si tratta di “organi linfoidi” posti nel cavo orale, che producono globuli bianchi e aiutano il corpo a combattere le infezioni. In alcune situazioni, queste possono infiammarsi e la patologia che si manifesta prende il nome di tonsillite.

Le placche in gola compaiono come delle piccole vesciche bianche o gialle, che si formano sulle tonsille e nelle zone circostanti, caratterizzate dalla presenza di pus nelle fasi più acute. La comparsa può essere molto fastidiosa specie per i più piccoli, anche se non vi è febbre, perché possono causare difficoltà nella deglutizione e inappetenza. 

La condizione di placche prive di febbre è quella più diffusa, e passano un paio di giorni prima che la persona se ne accorga e possa ricorrere a un trattamento farmacologico adeguato. Nonostante la mancanza di febbre, non vanno sottovalutate ma bensì curate con antibiotico prescritto dal medico.

Sintomatologia

Le placche in gola solitamente sono ben visibili e riconoscibili sulle tonsille, palato e ugola. Si manifestano come piccole vesciche bianche o gialle se riempite di pus, in fase avanzata. I principali segnali che accompagnano le placche sono:

  • gola arrossata e dolorante;
  • alitosi e afte;
  • febbre;
  • linfonodi ingrossati;
  • difficoltà a deglutire;
  • tonsille infiammate;
  • tosse;
  • congestione nasale;
  • mal di testa.

Si possono anche manifestare problemi respiratori nei casi di tonsillite acuta, quando queste sono talmente gonfie da ostacolare il normale passaggio dell’aria.

Principali cause

La comparsa delle placche in gola può essere causata dalla febbre, malattie respiratorie, raffreddori, influenze e mal di gola tipici dei mesi più freddi. Le cause più comuni sono riconducibili a virus e batteri, che provocano un’infezione. Si possono individuare varie condizioni che provocano le placche, quali:

  • tonsillite: infiammazione alle tonsille generata da virus o batteri. Il batterio più diffuso è lo streptococco e le tonsille cercando di contrastarlo, aumentano di volume e producono pus bianco che si accumula generando la formazione delle placche. Altri sintomi associati sono: febbre, mal di testa e congestione nasale;
  • calcoli tonsillari: sono delle formazioni solide di muco, residui di cibo, leucociti o batteri che si accumulano col tempo nelle tonsille. Queste formazioni sono perfette per sviluppare batteri che producono nuove infezioni. L’infiammazione genera un aumento dei calcoli che fanno infiammare le tonsille. I sintomi principali sono: alitosi, mal di gola e mal d’orecchio;
  • afte orali: ovvero infezioni da funghi e afte. La causa principale è la candida. I soggetti immunodepressi, persone con diabete e coloro che hanno seguito terapie antibiotiche sono più soggette a contrarre afte. Le placche bianche possono comparire nella parte interna alle guance oppure sulla lingua;
  • faringite: infiammazione della faringe causata dallo streptococco, un’infezione molto diffusa nei bambini che provoca bruciore alla gola durante la deglutizione e febbre. Altri sintomi possono essere: mal di testa, gola arrossata, e nausea;
  • mononucleosi: è un’infezione causata da un virus che si diffonde tramite la saliva, per questo conosciuta come la “malattia del bacio”. Le persone affette possono avere spesso anche placche con pus attorno alle tonsille, mal di testa, febbre e debolezza.

Diagnosi delle placche alla gola

È importante assicurarsi che le placche siano causate da virus o batteri per potere seguire il trattamento più idoneo alla guarigione. I test a cui ci si sottopone per ottenere una diagnosi precisa sono: il test per lo streptococco e la coltura della gola.

Il primo aiuta a individuare la presenza di questo batterio ma non individuerà altri tipi di batteri. I risultati sono disponibili nel giro di una ventina di minuti e qualora fossero negativi, si deve ricorrere al secondo test della “coltura della gola”, che consiste nel prelevare un campione tramite tampone da analizzare in laboratorio.

Contagio e durata

Come abbiamo detto, le placche in gola sono causate da un’infezione di origine virale, funghi o di origine batterica, come nel caso dello streptococco. In queste circostanze le placche sono contagiose. I soggetti più a rischio sono sicuramente i bambini che ancora non hanno un sistema immunitario ben definito ma possono anche contrarle gli adulti che hanno un sistema immunitario compromesso. Solo in caso di placche dovute a calcoli tonsillari si riduce notevolmente il rischio di contagio.

Non esiste un tempo prestabilito che indichi la durata delle placche. Queste dipendono da tanti fattori, come:

  • tipo di infezione;
  • presenza di particolari condizioni di salute;
  • tempo trascorso dalla manifestazione dei primi sintomi e l’inizio del trattamento.

Generalmente, le placche in gola, non durano più di cinque giorni e raramente una settimana. Durante questo tempo, è importante iniziare le cure il prima possibile assumendo antibiotici, per evitare che le placche possano rimanere ancora più a lungo nella gola, peggiorando l’infezione che può anche diventare resistente agli antibiotici.

Già nelle 24 ore successive all’assunzione degli antibiotici si iniziano a vedere i primi miglioramenti. Nel caso in cui ciò non avvenisse, e le placche non fossero andate via, occorre parlarne con il medico che probabilmente cambierà la cura in favore di un altro antibiotico più efficace o qualora lo ritenesse opportuno, vi sottoporrà a ulteriori accertamenti. Il rischio di contagio continua fino alle 24 ore successive l’inizio del trattamento antibiotico.

Trattamenti farmacologici

Quando le placche sono dovute a un’infezione virale, non occorre somministrare antibiotici, basta un po’ di riposo e antipiretici per fare scendere la febbre. Cosa che non si può dire se invece l’origine è batterica, dove in tal caso è necessario ricorrere all’uso degli antibiotici. La penicillina è uno dei farmaci più utilizzati, ma quando non è sufficiente o in presenza di allergie, si possono assumere altri antibiotici. La terapia non va interrotta prima dei giorni indicati dal medico, perché la sospensione può provocare una ricaduta.

Se l’aspetto delle tonsille non è sufficiente per capire cosa abbia generato l’infezione, sarà utile indagare sulla storia clinica della malattia. Tranne in alcuni casi, in caso di febbre alta e sintomi evidenti, non è sbagliato dare antibiotici o cortisone. Recentemente si sta perfezionando un trattamento che si basa sulla somministrazione di batteri a livello locale.

Questi batteri che prendono il nome di “flora batterica associata”, hanno un effetto di protezione per la nostra salute, in quanto non permettono ai batteri “cattivi” di aggredire il nostro organismo. A seguito, però, di terapie antibiotiche i batteri “buoni” possono essere distrutti insieme a quelli “cattivi”, esponendo il fisico alle infezioni.

Le nuove terapie “probiotiche” si pongono come obiettivo l’introduzione dei batteri “buoni” nel nostro organismo al fine di proteggerci dalle infezioni. Si tratta di terapie lunghe, ma che non provocano effetti collaterali perché si basano sulla somministrazione di organismi che sono già presenti in natura e pertanto sicuri.

Rimedi naturali per le placche alla gola

Nel caso dei batteri, come abbiamo visto ci si basa sulla somministrazione di antibiotici. Se le placche sono collegate a virus, si ricorre invece a farmaci per contrastare il mal di gola. Esistono però dei rimedi naturali che possono aiutare a diminuire il dolore e i fastidi provocati dalle placche. I principali rimedi sono:

  • caramelle alle erbe: quelle indicate per la gola, svolgono un’azione disinfettante della bocca. Nel caso di mal di gola e placche, le caramelle alle erbe o balsamiche, aumentano la salivazione che aiuta a ridurre la sensazione di secchezza alla gola;
  • zenzero fresco: un potente antinfiammatorio, antidolorifico e antibatterico naturale. Assumere un pezzettino di zenzero fresco, grande quanto una caramella, aiuta a sconfiggere il mal di gola, il bruciore e la formazione delle placche. Nel caso in cui queste siano presenti, lo zenzero aiuta a lenire il dolore. Il consiglio è di mangiare la radice dello zenzero fresco piuttosto che le caramelle allo zenzero, che non hanno la stessa efficacia;
  • acqua tiepida e sale: si tratta di un rimedio che viene consigliato sotto forma di gargarismi in presenza di placche. Basta aggiungere un pizzico di sale in mezzo bicchiere di acqua tiepida e mescolare. I gargarismi possono essere ripetuti mattina e sera;
  • limone o aceto di mele: anche in questo caso sono un ottimo rimedio se usati come gargarismi, cercando di arrivare fin dove sono presenti infiammazione e il dolore. Il succo di limone e l’aceto di mele, sono entrambi disinfettanti e svolgono quindi una duplice funzione. Basta versare un cucchiaino di aceto o succo di limone, in mezzo bicchiere di acqua tiepida e procedere con i gargarismi;
  • infusi di timo o salvia: si tratta di due erbe medicinali utilizzate in caso di mal di gola e placche, sotto forma di infusi o decotti. In erboristeria sono facilmente reperibili essiccati adatti per la preparazione delle tisane. Basta chiedere consiglio all’erborista sulla modalità di preparazione e assunzione a seconda del vostro stato di salute;
  • suffumigi con oli essenziali: meglio se di lavanda, timo ed eucalipto;
  • bere spesso tè o latte tiepidi: con l’aggiunta di un cucchiaino di miele oppure ricorrere a bevande fredde;
  • spray al propoli;
  • un cucchiaino di miele con qualche goccia di succo di limone.

Ricordate di evitare il consumo di cibi o bevande che possono irritare la gola come alimenti molto piccanti. In generale, per proteggere il corpo dalle influenze stagionali potete assumere a inizio stagione autunnale delle tisane a base di echinacea.

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