Mononucleosi: sintomi, cause, diagnosi e prevenzione, trattamenti e rimedi naturali

La mononucleosi è una malattia infettiva, contagiosa e di origine virale che colpisce il nostro organismo e che può essere trasmessa tramite la saliva. Per questo motivo, questa malattia è anche conosciuta con il nome di “malattia del bacio”.

La sintomatologia è molto varia, e si manifesta in modo più blando nei bambini rispetto che negli adulti. Esistono casi in cui, una volta contratta la malattia, ogni successivo contatto con chi ne è affetto non genera conseguenze. Andiamo a vedere nello specifico di cosa si tratta, quali sono i sintomi e che tipo di trattamenti farmacologici e rimedi si possono adottare per lenire la sintomatologia.

Caratteristiche

L’infezione da mononucleosi può essere contratta in modo indiretto tramite l’utilizzo di oggetti contaminati ma anche a seguito di sternuti, colpi di tosse e goccioline di saliva. Si tratta di una malattia con un livello modesto di contagiosità che può interessare la fascia di età compresa tra i 15 e i 35 anni. Prende questo nome per la presenza del virus EBV che si insedia nell’organismo, stimolando così la produzione di globuli bianchi, in particolare delle cellule con un solo nucleo o “monociti” che generalmente sono presenti in numero ridotto.

Il virus può rimanere latente nel corpo è ricomparire periodicamente. Nelle prime fasi dell’infezione, la malattia può risultare abbastanza contagiosa. Solitamente però, la quantità di virus presente nella saliva diminuisce già dopo 5-7 giorni dalla comparsa dei sintomi, nonostante diverse persone continuino a manifestare tracce nella saliva, anche molto tempo dopo l’infezione.

Principali cause

Trattandosi di una malattia di origine virale, il contagio avviene soprattutto per via orale, tramite le goccioline di saliva. Come abbiamo detto, la trasmissione avviene solitamente con sternuti, mediante l’utilizzo di bicchieri, posate, bottiglie o lattine, rapporti sessuali non protetti, urina e trasfusioni di sangue. 

Sintomatologia

Nei bambini piccoli o nei ragazzi che sono esposti al contagio, i sintomi si manifestano in modo molto leggero e alcune volte in modo asintomatico. Si può manifestare raramente nei primi anni di vita mentre negli adolescenti e adulti, i sintomi sono più evidenti e riconoscibili. Quando la malattia si manifesta, provoca un malessere generale e spesso può essere paragonata all’influenza. I sintomi della fase acuta sono:

  • febbre dai 37° ai 40° che può durare anche per 8-15 giorni;
  • spossatezza e stanchezza;
  • perdita dell’appetito;
  • arrossamento e gonfiore delle tonsille;
  • dolori muscolari e addominali;
  • mal di gola;
  • mal di testa;
  • milza e fegato ingrossati;
  • lesioni cutanee;
  • linfonodi del collo ingrossati, dolenti soprattutto al tatto che possono assumere le dimensioni di una noce. In particolare si tratta di quelli situati lateralmente o posteriormente al collo ma possono anche essere coinvolti quelli situati nell’inguine e nelle ascelle.

Nei bambini con un’età al di sotto dei 5 anni si possono associare alla sintomatologia anche delle complicazioni come gastroenterite ed edema alle palpebre. Questi sintomi sono similari a quelli influenzali e tendono a scomparire nel giro di alcune settimane.

La malattia del bacio, non sembra essere considerata una patologia tale da diventare cronica, anche se in alcune situazioni la il sentirsi stanchi e deboli, è una sensazione che può persistere per mesi. La complicanza più temuta è la rottura della milza ingrossata. Il periodo di incubazione è lungo, può variare da un mese fino a 50 giorni, sia negli adolescenti che negli adulti. Questo periodo che precede la manifestazione della malattia è inferiore nei bambini e corrisponde a circa 10-15 giorni, durante i quali la malattia si sviluppa priva di sintomi.

Mononucleosi in gravidanza

La mononucleosi non sembra manifestare delle complicazioni nelle donne in gravidanza, e non sono state rese note relazioni tra infezione del virus e possibili malformazioni al feto o aborti spontanei. L’unico rischio potrebbe essere la compromissione delle difese immunitarie, che può rendere la donna più vulnerabile nel contrarre altre forme virali.

Diagnosi e prevenzione

A livello clinico questa malattia può essere confusa con altre tipologie infettive, che manifestano gli stessi sintomi. Per avere una diagnosi certa occorre sottoporre il paziente a dei test per constatare la presenza di linfociti particolari nel sangue in associazione a specifici test sierologici. Per confermare il sospetto della malattia, occorre tenere sotto controllo l’aumento dei globuli bianchi indicati mediante appositi esami del sangue con annessa la ricerca degli anticorpi anti-EBV.

Così come per qualsiasi malattia infettiva, anche per la mononucleosi è importante la prevenzione, per evitare forme di contagio. Pertanto si consiglia di evitare il contagio diretto o indiretto con persone che sono affette non solo durante il periodo della malattia ma anche nei giorni successivi al termine della sintomatologia.

Nel caso in cui il contagio fosse avvenuto mediante contatto diretto con la saliva, rapporto sessuale completo e non protetto, è opportuno evitare ulteriori contatti. Attenzione all’uso di stoviglie, bicchieri, spazzolini, oggetti personali che potrebbero essere contaminati.  Un altro consiglio è quello di aumentare le proprie difese immunitarie con un regime alimentare sano, equilibrato, uno stile di vita attivo e ancora meglio se poco esposto allo stress. 

Fattori di rischio

Il periodo di tempo nel quale si manifesta la malattia, non sembra essere caratterizzato da complicazioni ma alcune volte può avvenire la rottura della milza, laddove la mononucleosi ne abbia provocato l’ingrossamento. Coloro i quali siano interessati da un aumento significativo della dimensione della milza, non devono sottoporsi ad attività sportive pericolose. La presenza latente della malattia nell’organismo, rende possibile la riattivazione del virus con una sintomatologia modesta che in alcuni casi potrebbe essere causata dalla stanchezza cronica. 

Trattamenti farmacologici

Attualmente non sembra esistere una cura che possa essere efficace a tal punto da debellare questo virus. Si può però seguire una terapia sintomatica che aiuti ad alleviare i sintomi. Farmaci come il cortisone o gli antibiotici sono prescritti dal medico, solitamente per agire su eventuali complicazioni o infezioni batteriche. Il trattamento farmacologico pertanto si basa sulla somministrazione di analgesici, paracetamolo e antipiretici. Nei bambini viene esclusa la somministrazione dell’acido acetilsalicilico in quanto può provocare la sindrome di Reye.

Nel caso in cui la terapia farmacologica non dia il risultato sperato, il medico può avvalersi delle immunoglubuline. Si sconsiglia la somministrazione fai date di antibiotici in quanto trattandosi di una malattia virale, potrebbe causare danni ulteriori al sistema immunitario. Non appena cessano i sintomi, la persona smette di essere contagiosa.

Rimedi naturali

Alla terapia farmacologia è sicuramente indicato anche il riposo a letto in fase acuta ma anche nelle fasi successive, fino a quando non sarà scomparsa la febbre, in associazione all’uso di antipiretici e antinfiammatori. In particolare per un paio di mesi è sconsigliata qualsiasi tipologia di attività fisica o sportiva che preveda la possibilità di traumi alla milza. Si consiglia il consumo di una dieta leggera, facilmente digeribile, ricca di frutta e verdura. Da evitare alcool e fumo.

Si possono anche integrare degli ottimi rimedi naturali per aiutare a rafforzare il sistema immunitario e velocizzare la scomparsa dei sintomi:

  • echinacea: aiuta a stimolare le difese immunitarie ed è anche consigliata in caso di influenza per le sue proprietà benefiche;
  • astragalo: agisce sugli stati influenzali, e particolarmente indicato in presenza di malattie infettive per le sue presunte proprietà antivirali e antiossidanti. Aiuta a stimolare le difese immunitarie e l’aumento dei linfociti T;
  • eleuterococco: un rimedio naturale che aiuta a proteggere l’organismo dalle infezioni;
  • estratto secco: da assumere su indicazione di un esperto, per via orale. Questo può aiutare a rafforzare le difese immunitarie e a contrastare il virus.

Lascia un commento

Continuando la navigazione sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie come specificato nella cookie policy, in alternativa ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy.. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi