Jet lag: cos’è, sintomi, alimentazione, trattamenti e rimedi naturali

In italiano conosciuto con il nome di “sindrome da fuso orario”, il jet lag è l’insieme di tutti quei fastidi che interessano coloro che effettuano un viaggio intercontinentale e attraversano più fusi. Questo disturbo si manifesta poiché il nostro organismo è sincronizzato su un ritmo di 24 ore che è determinato dall’alternarsi del giorno e della notte oltre che dalle abitudini personali.

Ognuno di noi, inconsciamente, è dotato di una sorta di orologio interno che prende il nome di “ritmo circadiano”, molto rigido, che se non viene rispettato può provocare disturbi come quello del jet lag. Andiamo a vedere nello specifico di cosa si tratta, quali sintomi può provocare e quali rimedi e trattamenti si possono utilizzare per alleviare i disturbi.

Ritmo circadiano: cos’è ?

I nostri ritmi biologici sono scanditi da un meccanismo molto complesso che prende il nome di “ritmo circadiano”. Questo, regola i ritmi di tutti gli esseri viventi, piante e animali in relazione all’ambiente circostante. In base alle peculiarità di ciascun individuo si possono definire tre tipi di ritmi che prendono il nome di “cronotipi”:

  • “i normali”: ovvero coloro che adattano il proprio ritmo con quello di ciò che li circonda, dormendo dalle 23.00 e le 7.00;
  • “i gufi”: coloro che tendono a posticipare la fascia oraria del riposo;
  • “le allodole”: i più mattinieri, che si addormentano e svegliano prima della normale fascia oraria.

Le principali cause

Il jet lag è un disturbo del ritmo circadiano che si presenta quando l’orologio biologico del corpo non è più sincronizzato con l’orario e il ciclo luce-buio con cui è regolato. Questo fenomeno è tipico di coloro che viaggiano in aereo, attraversando vari fusi orari.

Una sindrome complessa cui entrano in gioco diverse variabili ambientali, biologiche e climatiche. La principale causa che provoca la sintomatologia consiste nella mancata sincronizzazione tra i ritmi circadiani, a cui il nostro organismo è abituato, e l’alternanza del giorno e della notte della località di destinazione.

Quando il proprio orologio interno viene scosso da un improvviso adattamento ai nuovi tempi di riposo, attività, luce e buio, ecco che si sviluppa il disturbo. Si verifica infatti, un’alterazione della secrezione ormonale, con una variazione della pressione e dei parametri legati alla circolazione del sangue.

La produzione del cortisolo, ovvero “l’ormone dello stress“, tende ad aumentare. La sindrome diventa seria se si attraversano 6-7 fusi orari in poco tempo e possono essere necessari diversi giorni prima che il corpo riesca a ritrovare il proprio equilibrio. Gli effetti del jet lag variano in funzione di caratteristiche soggettive dei viaggiatori, come: età, ore di sonno a cui si è abituati a dormire, cronotipo.

Un soggetto cosiddetto “gufo” potrebbe infatti, soffrire maggiormente in un viaggio rivolto verso est, poiché i ritmi del sonno potrebbero essere anticipati a causa del fuso orario locale. Oltre alle caratteristiche personali, anche il tipo di viaggio può influire sugli effetti.

La sindrome si manifesta solo con i voli trasversali ovvero verso Est e Ovest, non quando ci si sposta all’interno dello stesso meridiano (Nord-Sud). Viaggiando con 12 ore di differenza verso Est o Ovest l’organismo viene esposto a uno shock, trovandosi così costretto a sincronizzare il proprio equilibrio con il ritmo di alternanza giorno-notte della località di destinazione.

Sintomatologia

Se il viaggio comprende l’attraversamento di due fusi orari, i sintomi si manifestano entro uno o massimo due giorni dalla partenza. I principali possono essere:

  • forte astenia specialmente di giorno, accompagnata da stanchezza e affaticamento;
  • inappetenza;
  • sensazione di malessere generale: nausea, forte mal di testa, dolori muscolari;
  • disturbi del sonno: eccessiva sonnolenza, insonnia, difficoltà nel prendere sonno;
  • difficoltà nel linguaggio e stati confusionali;
  • difficoltà a concentrarsi o svolgere normali attività;
  • riduzione del tono dell’umore;
  • problemi nella digestione, costipazione o diarrea;
  • irritabilità e nervosismo;
  • difficoltà motorie nel compiere normali attività quotidiane;
  • contrazioni involontarie del muscolo scheletrico durante i sogni;
  • lacrimazione eccessiva;
  • mancata salivazione con conseguente “bocca secca”.

La durata dei sintomi

La durata dei sintomi dipende da vari fattori, tra cui:

  • il fuso orario: il numero di fusi orari che si attraversano incide sulla quantità di giorni che possono essere necessari per sincronizzare il proprio orologio biologico;
  • direzione del viaggio: se si viaggia da est verso ovest è più facile che si possano manifestare i sintomi del jet lag, perché il nostro organismo allunga il ciclo circadiano piuttosto che accorciarlo;
  • età e stato di salute del viaggiatore;
  • l’assunzione di acqua.

Consigli utili e prevenzione

Per cercare di ridurre l’intensità dei sintomi o evitarne la comparsa, si possono seguire alcuni piccoli ma importanti consigli. Prima di partire si può:

  • regolare il sonno: per abituarsi all’orario del paese di destinazione, mentre ancora si è a casa è possibile posticipare o anticipare di mezz’ora il momento in cui si va a dormire o ci si sveglia;
  • sottoporsi regolarmente a sedute con lampade (fitoterapia) che possano simulare la luce solare, che aiuta ad attutire il cambiamento del fuso orario;
  • adattare gli orari dei pasti modificandoli in base al paese di destinazione.

Durante il volo:

  • si possono consumare pasti leggeri, diminuendo il consumo di tè, caffè ed alcolici, anche prima della partenza;
  • bere molta acqua per evitare la disidratazione che potrebbe aumentare la sintomatologia;
  • si possono consumare cene a base di carboidrati e zuccheri, che possono aiutare a favorire il sonno, specialmente indicati per coloro che soffrono di insonnia non appena arrivati a destinazione;
  • si può riposare durante il viaggio se è di lunga durata, cercando di rilassarsi il più possibile. Se non appena arrivate a destinazione, non riuscite ad affrontare la giornata potete riposare per 20-30 minuti, senza però dormire per lunghi periodi. Meglio arrivare a sera stanchi, così da evitare di avere problemi di insonnia;
  • si può evitare di bere alcolici per aiutare a favorire il sonno;
  • si possono evitare dosi eccessive di bevande contenenti caffeina che potrebbero interferire con la qualità del sonno. Evitare anche cioccolato, tè e altre bevande eccitanti nelle sei ore che precedono il riposo notturno;
  • si può sfruttare l’azione benefica del sole, in quanto può aiutare a ripristinare il proprio orologio biologico. Per i viaggi ad ovest è consigliato esporsi alla luce solare nel tardo pomeriggio, mentre per quelli verso est, al mattino. Durante il giorno, per proteggersi dalla luce, è possibile indossare occhiali da sole, mentre la notte si possono chiudere le tende per oscurare la stanza e garantire un migliore riposo notturno.

Trattamenti farmacologici

Per quanto riguarda la somministrazione di farmaci, possono essere prescritti per aiutare ad adattarsi al cambiamento del fuso orario, specialmente a coloro che hanno difficoltà a conciliare il sonno durante la notte.

I farmaci sembrano non essere in grado di diminuire i sintomi ma possono migliorare la qualità e la durata del sonno sia durante il volo che nelle successive notti. I medici possono prescrivere farmaci specifici benzodiazepinici oppure non contenenti benzodiazepine.

Linee guida sull’alimentazione

All’interno della propria alimentazione è bene introdurre alimenti che contengono melatonina, che può aiutare a regolare il ritmo biologico del nostro organismo in modo naturale. In particolare si consiglia il consumo di:

  • avena, mais, mandorle, cacao;
  • ortaggi come pomodori e cavoli;
  • frutta come mele, ananas, arance e ciliegie.

Alla dieta si possono anche associare integratori a base di melatonina, senza eccedere con le dosi che non dovrebbero superare gli 0.5 mg al giorno, in prossimità dell’orario cui si è soliti andare a dormire. Possono essere utili anche i rimedi naturali che aiutano a rilassarsi e indurre il sonno come la valeriana, la camomilla e la passiflora.

Rimedi naturali per il jet lag

Un rimedio semplice e naturale consiste nel cercare di abituare l’organismo, poco per volta, ai ritmi del nuovo fuso orario. È possibile riequilibrare il proprio orologio biologico andando a letto prima, per alcuni giorni. Ottime alleate per aiutare a prendere sonno e alleviare i sintomi sono le tisane rilassanti. Queste possono aiutare a rilassare, e in particolare:

  • si possono preparare tisane a base di malva a cui si può aggiungere: ortica, gramigna, verbena e finocchio;
  • gli infusi di piante che possiedono proprietà a possibile azione calmante come la camomilla, la passiflora, il tiglio, la melissa, il biancospino, la lavanda, la verbena, la valeriana, che possono essere un valido aiuto per riequilibrare i ritmi biologici;
  • rooibos: dal sapore dolce che può aiutare a tonificare la mattina e a rilassare la sera;
  • alimenti ricchi di zuccheri semplici: possono aiutare ad aumentare la serotonina e a migliorare l’umore. Specialmente a colazione, uno dei pasti principali, se consumati mezz’ora dopo il risveglio possono aiutare a recuperare i ritmi e a dare energia, attivando tutti i sistemi vitali del nostro corpo;
  • ginseng: può aiutare a migliorare memoria e capacità di attenzione;
  • nux vomica: un rimedio omeopatico che può essere consigliato per coloro che soffrono di insonnia;
  • l’arnica e il Bellis perennis: che possono aiutare a conciliare il sonno, a combattere lo stress e l’irrequietezza dovuta all’eccessiva stanchezza.
Inversaonlus
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.