Latte di pecora: proprietà, benefici, utilizzi e differenze, controindicazioni

Tra le possibili alternative al consumo del latte vaccino troviamo quello di capra e di pecora, un latte con un sapore molto caratteristico, simile per valori nutrizionali. A parità di quantità, però, il contenuto calorico è più elevato rispetto al latte vaccino intero. In Italia il latte di pecora è quello più consumato subito dopo quello di mucca nonostante diverse leggi e restrizioni ne ostacolino la commercializzazione.

A livello industriale i prodotti che derivano dalla lavorazione del latte di pecora sono molto apprezzati nonostante la produzione sia inferiore rispetto i prodotti caseari di latte vaccino. Andiamo a vedere quali sono le principali caratteristiche di questo latte, come viene utilizzato in cucina e che tipo di controindicazioni si possono avere.

Proprietà ed effetti benefici del latte di pecora

Molte persone apprezzano le qualità e le possibili proprietà benefiche del latte di pecora, grazie all’elevata quantità di proteine, ferro, calcio, magnesio e vitamine (B6-B12-D) che contiene. Il latte di pecora contiene:

  • un terzo di energia in più rispetto quello vaccino e di capra;
  • il doppio delle proteine;
  • molti più grassi rispetto il latte vaccino, considerati sani in quanto aiutano a contribuire allo svolgimento di molte funzioni del nostro organismo, come l’assorbimento delle vitamine. I grassi contenuti al suo interno, inoltre, aiutano ad abbassare i livelli del colesterolo cattivo e ad aumentare quello buono;
  • poco sodio;
  • il doppio della vitamina C;
  • una buona riserva di acido folico.

Questo latte risulta essere molto più digeribile del latte di capra o vaccino, e quindi contribuisce al mantenimento dei valori standard del colesterolo e aiuta a ridurre il rischio di contrarre malattie cardiache. Andiamo a vedere quali sono i principali effetti benefici che possono derivare dal consumo di questo tipo di latte:

  • può aiutare coloro che soffrono di intolleranza al lattosio: le persone che sviluppano un’intolleranza al latte di capra o vaccino, potrebbero ben tollerare il consumo di prodotti a base di latte di pecora. Ciò è possibile, in quanto durante la produzione di formaggi a pasta dura, il lattosio viene liberato nel siero del latte scartato. Il latte di pecora infatti, viene spesso consigliato a coloro che soffrono di malattie allergiche, asma o eczema grazie all’elevato contenuto di zinco, che può aiutare a contrastare questi disturbi;
  • può aiutare a favorire i processi digestivi: i prodotti a base di latte di pecora come lo yogurt sembrano essere più digeribili per i neonati e gli anziani. Le proteine ovine sono decomposte più velocemente di quelle bovine per via della loro diversa struttura molecolare;
  • può aiutare a mantenere bassi i livelli della pressione sanguigna: le concentrazioni elevate di alcuni aminoacidi contenuti nel latte di pecora possono aiutare ad abbassare la pressione sanguigna, se ovviamente si segue in concomitanza un’adeguata terapia farmacologica. Il solo consumo del latte non è un rimedio per eventuali patologie;
  • può aiutare ad aumentare l’assorbimento del calcio: essenziale per il funzionamento del nostro organismo e per aiutare a contrastare disturbi alle ossa, come l’osteoporosi e l’invecchiamento.

Differenza tra il latte di pecora e di capra

Il latte di pecora ha un maggiore apporto lipidico e contiene meno lattosio rispetto quello vaccino. Il latte di capra e di pecora, invece, sono molto simili tra loro per il contenuto di calcio e lattosio ma la composizione delle proteine e la tollerabilità sono molto diverse. Il beneficio che può derivare dal consumo del latte di pecora sembra agire positivamente sulle infiammazioni a livello intestinale, e sembra essere molto più digeribile in quanto le molecole di grasso, seppure presenti, sono molto più piccole e vengono anche assorbite più velocemente.

A questi effetti benefici si aggiunge anche la presenza della “taurina” un amminoacido essenziale per la sintesi della bile e per il mantenimento in salute della vista. Inoltre, il consumo di latte di pecora non favorisce il deposito dei grassi nelle arterie e nei vasi sanguigni, la principale causa dell’insorgenza di diverse patologie cardiache.

Modalità di utilizzo

In cucina

Il latte di pecora può sostituire quello vaccino in tutte le preparazioni culinarie. A livello industriale, viene utilizzato per la produzione di ricotta, burro, formaggi e preparazioni varie con un sapore particolare. Con il burro ovino, si possono creare sfiziose ricette come besciamella, creme, purè e vellutate.

Il latte di pecora viene raramente consumato così ma piuttosto utilizzato come materia prima per la produzione di formaggi e mescolato anche al latte vaccino. Questo accade perché si tratta di un latte molto ricco di calorie e l’elevata concentrazione di caseina, grassi e poca quantità di acqua, lo rende ideale per la produzione di formaggi stagionati.

Il pecorino, di cui ne esistono diverse tipologie a seconda della regione in cui viene prodotto, è il formaggio che più viene prodotto con latte di pecora. In Sardegna viene anche prodotto il siero e il latte in polvere di pecora, un prodotto molto ricercato ma di nicchia, sottoposto a leggi restrittive per la vendita. Viene molto apprezzato all’estero, in particolare in Cina dove è considerato più adatto per il consumo da parte dei bambini in quanto sano e più digeribile.

In cosmetica

Il latte di pecora viene oggi utilizzato, da diverse aziende pregiate di cosmetica, come ingrediente per la produzione di prodotti per il corpo e per il viso, come creme, solari, saponi naturali per le sue proprietà emollienti e idratanti che aiutano a contrastare i segni dell’invecchiamento sulla pelle, rendendola tonica, luminosa e morbida al tatto. Ideali per essere utilizzati su tutti i tipi di pelle, anche quelle più sensibili e delicate.

Oltre al latte fresco che viene utilizzato come ingrediente principale si possono anche trovare all’interno di questi prodotti ingredienti naturali come essenze di malva, biancospino, calendula e pregiati olii essenziali.

Controindicazioni e possibili effetti collaterali

Il latte di pecora anche se viene consigliato all’interno di quasi tutti i regimi alimentari, per la presenza di grassi saturi, il consumo deve avvenire con moderazione per coloro che sono in sovrappeso e per chi soffre di ipercolesterolemia.  Il grasso contenuto è in quantità doppia rispetto quello contenuto nel latte vaccino o di capra. La sua percentuale varia in base al periodo di mungitura, alla razza dell’animale e al tipo di alimentazione a cui è stata sottoposta la pecora.

Tranne che nelle regioni appenniniche e in Sardegna, il latte di pecora difficilmente si riesce a reperire. Per trovarlo occorre recarsi nelle piccole aziende o dai produttori, i pastori, dove lo si può trovare non pastorizzato e imbottigliato.  Ricordate che si tratta di un latte a breve conservazione e dal punto di vista normativo il latte crudo dovrebbe essere sottoposto a un trattamento termico di pastorizzazione e sterilizzazione che ne inficia le proprietà, ma allo stesso tempo lo rende sicuro in quanto ne elimina le contaminazioni di microrganismi pericolosi per la nostra salute.

Dove comprare il latte di pecora? Prezzo

Il latte di pecora è destinato al consumo diretto e può essere acquistabile presso produttori diretti e piccole aziende, imbottigliato e non pastorizzato. Tranne che in Sardegna e nelle regioni appenniniche, la versione non pastorizzata, ovvero cruda, è più difficile da trovare. Per reperirlo occorre andare nelle piccole aziende o dai pastori.

Alcune catene di supermercati o negozi specializzati nella vendita di prodotti biologici hanno una buona disponibilità di questa tipologia di latte. Anche online diversi produttori, siti e-commerce e produttori hanno iniziato a intraprendere la vendita online di tutti i prodotti caseari a base di latte di pecora.

In commercio si possono anche trovare prodotti di cosmetica come creme corpo e saponi a base di latte di pecora. Il costo al kg si aggira intorno ai 12-17 euro. Per i prodotti di cosmetica, il costo varia in funzione della tipologia e della qualità.

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