Infiammazione tendini: sintomi, cause, fattori di rischio, trattamenti e rimedi naturali

Le infiammazioni ai tendini in medicina sono conosciute con il nome di “tendinite” e possono manifestarsi con caratteristiche diverse, a seconda della zona colpita. L’approccio terapeutico varia e talvolta, possono anche essere utili dei rimedi naturali da associare per aiutare ad alleviare i sintomi correlati.

La tendinite chiamata anche “brasinite”, è un’infiammazione a un tendine, ovvero a un fascio di tessuto connettivo che non si può contrarre ma che collega i muscoli allo scheletro. Quando si infiamma una guaina, lo strato sottile di tessuto connettivo che avvolge il tendine e lo protegge dallo strofinio contro le superfici ossee, si parla invece di “tenosinovite”. Scopriamo quali sono i sintomi, le principali cause e i rimedi naturali da potere utilizzare per aiutare ad alleviare la sintomatologia.

Che cos’è la tendinite?

Si parla di tendinite per indicare una patologia caratterizzata da un’infiammazione acuta oppure progressiva di un tendine, ovvero la struttura che collega i muscoli alle ossa, consentendo il movimento delle articolazioni. Quelle più colpite possono essere:

  • polsi e tendini delle dita della mano, in particolare il pollice;
  • gomiti: dove si può manifestare con sintomi dolorosi che si estendono per tutto il braccio;
  • spalle: che interessa i quattro muscoli con i rispettivi tendini che lavorano per consentire il movimento dell’articolazione della spalla;
  • ginocchia: le articolazioni più sottoposte agli sforzi, specialmente quando si pratica sport. Queste possono essere oggetto di tre tipologie di tendiniti: quella che interessa il quadricipite, quella della rotula e quella che interessa la parte posteriore della gamba che collega il muscolo popliteo al ginocchio e femore;
  • caviglie: ovvero il famoso “tendine di Achille”, provocando un dolore che può irradiarsi anche a livello plantare;
  • piedi: la cui tendinite può interessare i tendini delle dita dei piedi ma anche altre parti.

Solitamente l’infiammazione ai tendini non è un disturbo grave ma se non viene trattata adeguatamente può provocare delle complicazioni con calcificazioni del tendine e problemi all’articolazione coinvolta. Questo può portare a una perdita progressiva del movimento delle parti del corpo interessate.

Principali cause

Le cause che stanno alla base dell’infiammazione ai tendini sono di tipo meccanico. Nelle forme più gravi l’origine può essere traumatica, specie se si pratica sport, come il tennis. Nelle forme croniche invece, un movimento ripetuto e continuativo può provocare infiammazione in coloro ad esempio che trascorrono tanto tempo con le mani sulla tastiera e i polsi non bene posizionati.

Coloro che sono affetti da patologie come artrite, gotta e disturbi della tiroide possono maggiormente essere colpiti da tendiniti. Non sono da escludere cause:

  • congenite: come difetti della postura;
  • sistemiche: come diabete, colesterolo;
  • legate all’invecchiamento: che rende meno elastici e funzionali i tessuti;
  • patologiche: come obesità e sovrappeso che possono sovraccaricare il lavoro muscolare e dei tendini, generando dolorose infiammazioni.

Sintomatologia

Il principale sintomo che accompagna l’infiammazione ai tendini è il dolore, ovvero il segnale che può aiutare a stabilire la diagnosi e di conseguenza la terapia da intraprendere. I sintomi possono comparire solo in seguito a movimenti attivi oppure nelle prime fasi del movimento, per poi diminuire poco per volta. Se acuto il dolore, ai tendini e ai muscoli collegati, indica la presenza di un’infiammazione ai tenditi. La zona colpita può presentare gonfiore, emanare calore e raramente può anche essere arrossata. Nei casi di infiammazioni gravi ci possono anche essere lesioni parziali o totali del legamento oltre l’infiammazione. Il dolore si può manifestare in modo acuto e molto intenso, provocando gonfiore e impossibilità di compiere movimenti.

Diagnosi tendinite

Quando si manifestano i primi sintomi è bene rivolgersi al proprio medico. Così facendo, durante la visita, l’ortopedico potrà stabilire la diagnosi corretta, indagare sulle possibili cause che stanno alla base della patologia. Successivamente, tramite un esame obiettivo cercherà di individuare quali strutture siano infiammate o lesionate. Può anche ricorrere all’utilizzo di test strumentali. Per diagnosticare la tendinite è necessaria, quindi, una visita specialistica in ortopedia, ed eventuali ecografie o risonanze magnetiche laddove è necessario approfondire.

Consigli sulla prevenzione

Per evitare di ritrovarsi a fare i conti con un’infiammazione ai tendini è consigliato non svolgere mai attività sportive senza prima avere effettuato un’adeguata preparazione fisica e ogni qualvolta ci si mette in movimento è bene sempre fare un riscaldamento muscolare. Lo stretching, sia prima che dopo l’attività fisica, è un ottimo modo per aiutare a stimolare i movimenti delle articolazioni interessate, rendendole così sciolte e ben funzionanti.

Durante attività lavorative in cui è necessario effettuare movimenti ripetuti o assumere posture per lunghi periodi, è consigliato prendere qualche minuto di pausa quando si inizia ad avvertire un senso di affaticamento o tensione muscolare. Se possibile, anche in questo caso è consigliato, praticare esercizi di stretching e scioglimento dei muscoli indolenziti.

Linee guida sull’alimentazione

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella salute e benessere di muscoli, articolazioni e tendini. Quando si soffre di questa patologia o si infiammano i tendini, è bene evitare il consumo di alimenti che possono provocare infiammazioni interne al corpo e che lo portano a sviluppare uno stato di acidosi. Si consiglia di consumare:

  • frutta e verdura in quantità, poiché contengono la vitamina C presente negli agrumi, kiwi, fragole, rape, peperoni, cavoli, broccoli, e pomodori;
  • cibi che contengono betacarotene o pro-vitamina A come: fegato, latte, burro, uova, ortaggi;
  • frutta di colore giallo, arancione e verde scuro: carote, broccoli, pomodori, albicocche, cachi, meloni, mirtilli, pesche;
  • semi oleosi ricchi di vitamina E.

Trattamenti e terapie farmacologiche

Per cercare di ridurre la sintomatologia legata alla tendinite si possono attuare delle terapie conservative ovvero riposo nei casi meno gravi, in modo che si possa aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione. In questa fase, è bene non sforzare il tendine infiammato altrimenti si potrebbero causare delle lesioni oppure esporre il tendine al rischio di estendere l’infiammazione alle strutture vicine.

I tempi di recupero variano e dipendono da fattori come età, zona interessata e gravità dell’infiammazione, se si tratta di un episodio sporadico oppure cronico. Solitamente, possono essere necessarie dalle due alle tre settimane di riposo per iniziare a vedere i primi segnali di miglioramento. Nel caso in cui il dolore dovesse persistere è consigliato parlare con il proprio medico, il quale potrà consigliare due rimedi:

  • applicazione del ghiaccio sulla parte dolente;
  • assunzione di farmaci FANS, compresse o soluzioni orali, gel, pomate, cerotti e spray.

Può essere utile anche intervenire con l’applicazione di un tutore per aiutare ad alleggerire il carico di lavoro sui tendini infiammati, in modo da potere agire anche sul dolore ad esempio se si tratta di polso o gomito. Per aiutare a migliorare la sintomatologia e quindi ridurre l’infiammazione è consigliato tenere a riposo il tendine e praticare tecniche tra cui:

  • onde d’urto: una terapia che può aiutare ad aumentare il metabolismo delle cellule danneggiate;
  • laser e ultrasuoni: che sfruttano il calore esterno al corpo per aiutare a migliorare la circolazione, l’apporto dei nutrienti e delle sostanze utili per ricostruire il tendine danneggiato;
  • terapie che emanano calore all’interno dei tessuti possono aiutare a favorire la circolazione sanguigna;
  • ionoforesi: somministrazione di medicine per via transcutanea in modo da velocizzare l’efficacia del farmaco e potere raggiungere il tendine.

Quando l’infiammazione è provocata da piccoli traumi dovuti a posture scorrette, può essere utile agire mediante terapie mirate all’articolazione o alle fasce muscolari interessate. Se necessario, il medico può anche suggerire di intervenire chirurgicamente.

Rimedi naturali per la tendinite

Alle terapie farmacologiche e tecniche di fisioterapia possono essere associati dei rimedi naturali, a seconda dei casi e sotto stretto parere medico. I rimedi naturali non vanno somministrati in sostituzione dei farmaci, ma devono essere intesi con un supporto alla medicina per aiutare a ridurre lo stato di infiammazione e il dolore associato. In particolare possiamo trovare:

  • artiglio del diavolo e arnica: ottimi rimedi naturali da adoperare sia in gel che per bocca. Queste piante sono considerate degli antinfiammatori naturali che possono aiutare a ridurre l’infiammazione ai tendini;
  • spirea anche conosciuta come “salicilato vegetale”: una pianta che può svolgere un’azione antinfiammatoria naturale, analgesica e antipiretica. Può aiutare ad alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, artrite reumatoide, dolori articolari, mal di denti, mal di schiena e cervicale;
  • fiori di Bach: il Beech che può aiutare a ridurre i dolori che interessano tendiniti e strappi muscolari;
  • massaggi cinesi e agopuntura: in caso di tendinite si possono utilizzare preparati a base di gardenia. Si può praticare il massaggio Tui-na per aiutare a ridurre la tumefazione, il dolore e aumentare la circolazione;
  • omeopatia: i migliori rimedi omeopatici sono l’arnica montana, un possibile antinfiammatorio naturale, e la ruta un possibile spasmolitico naturale. Entrambe possono essere utilizzate per agire sia a livello psichico che fisico, indicate per coloro che lamentano dolore prima o dopo avere effettuato attività fisica. Se l’infiammazione è causata da un trauma, invece, possono svolgere un’azione benefica che sembra essere in grado di aiutare a ridurre il senso di affaticamento e la tensione accumulata.

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