Gotta: sintomi, cause, alimentazione e trattamenti

La gotta è una patologia metabolica causata dal deposito di acido urico in forma cristallizzata, all’interno dei vasi sanguigni. Viene riconosciuta attraverso l’analisi di sintomi caratteristici, quali artrite infiammatoria e dolori articolari. La gotta provoca gonfiori e arrossamenti alle articolazioni, limitando i movimenti e impedendo la giusta deambulazione. In assenza di cure mediche adeguate, può scaturire serie complicazioni. Andiamo ad approfondire i sintomi, le cause, l’alimentazione più idonea e i trattamenti in caso di gotta.

Caratteristiche e sintomi della malattia

L’acido urico è una sostanza di scarto dell’organismo: quando non viene adeguatamente eliminata tramite l’azione renale, si aggrega in cristalli e, appesantita, si deposita. Normalmente, l’acido urico in procinto di essere espulso, circola nel sangue

La gotta comporta un importante arrossamento e un gonfiore di forte entità alle articolazioni. Generalmente la comparsa di questo corredo sintomatico avviene durante le ore notturne, ma la gotta può colpire in qualsiasi momento della giornata. Se diagnosi e trattamenti medici non arrivano tempestivamente, la patologia può degenerare e aggravare i sintomi, fino ad arrivare a compromettere la mobilità del soggetto.

Generalmente, la gotta si concentra soprattutto a livello dell’alluce, ma può fare la sua comparsa anche sui talloni, sulle caviglie, gomiti, polsi, ginocchia e dita di mani e piedi. Nella maggior parte dei casi, i sintomi iniziali tendono a migliorare nel corso di alcuni giorni, ma anche in caso di risoluzione spontanea è necessario compiere delle indagini. I sintomi comprendono un dolore improvviso localizzato sulla zona colpita, rossore, gonfiore anomalo, aumento della sensibilità tattile (fino a rendere insopportabile qualsiasi leggero stimolo) e talvolta, febbre e stanchezza.

Progressione e stadi della patologia

La gotta, se trascurata, tende a progredire aumentando l’entità dei suoi sintomi. La patologia viene suddivisa in 4 specifiche fasi:

  1. Iperuricemia asintomatica. In questa fase vengono riscontrati alti livelli di acido urico. Non è sintomatico e pertanto, è estremamente difficile rendersi conto dell’insorgenza della malattia in questa fase.
  2. Attacco acuto di gotta. La concentrazione di acido urico arriva a livelli eccessivi e si cristallizza. Si riscontrano i primi e dolorosi sintomi.
  3. Gotta intervallare. Si tratta di una nuova fase asintomatica che si verifica prima di quella cronica.
  4. Gotta tofacea. L’ultimo stadio della patologia, è una fase debilitante e limitante.

Rivolgersi al medico curante già dalle prime avvisaglie, vi permetterà di accedere ad una cura adeguata che potrà risolvere il problema con tempistiche discrete. L’importante, sin dalle prime fasi, è riuscire a rimuovere l’acido urico aiutando il suo naturale flusso di espulsione.

Complicazioni

La gotta può comportare diverse complicazioni se trascurata. Lo stato infiammatorio causato dalla gotta può estendersi anche ad altri organi, provocando gravi patologie cardiache. I cristalli possono accumularsi anche in altre zone del corpo, come i reni. Questa è una condizione molto rischiosa, in quanto le conseguenze possono essere insufficienza renale e calcoli.

Cause e fattori di rischio

  • Assunzione di farmaci,
  • Fattori genetici,
  • ipertensione,
  • sovrappeso,
  • Età avanzata,
  • Sesso maschile,
  • Esposizione al piombo,
  • Abuso di alcolici,
  • Assunzione di diuretici,
  • Problemi legati alla funzionalità renale,
  • Alimentazione errata.

Diagnosi

Il primo passo richiede delle analisi del sangue che verificheranno la presenza o meno di un accumulo di acido urico. Se la malattia è agli stadi iniziali, sarà possibile un intervento immediato legato allo smaltimento dello stesso.

Sarà, tuttavia, necessario controllare ed assicurarsi che l’acido urico non sia già cristallizzato; in caso di attacco acuto è già molto probabile che sia avvenuto. Per questo motivo verrà prescritta una risonanza magnetica, delle ecografie e delle radiografie delle zone sofferenti.

Gotta e alimentazione

La diretta correlazione tra gotta e dieta è nota già da tempi addietro. Veniva chiamata “la malattia dei Re”, poiché, all’epoca, erano i ricchi a potersi permettere grandi quantità di cibo che però, loro malgrado, provocavano l’insorgenza della malattia. Alcuni alimenti sono più rischiosi di altri e i cibi su cui vengono maggiormente puntati i riflettori sono le carni rosse, crostacei, fagioli secchi, acciughe, insaccati, fritture, grassi e frattaglie animali.

I cibi che invece sono consentiti sono quelli a basso contenuto di purine (basi azotate), per lo più magri. Pollo, tacchino, legumi, pesce e verdure sono indicati in questi casi. Sarà utile, inoltre, recuperare la forma fisica e compiere attività fisica giornaliera, una volta ripresi totalmente dall’ultimo attacco.

Cure e trattamenti

La cura è direzionata su due diversi fronti: la risoluzione della patologia e quella dei sintomi.

Verranno prescritti farmaci che aiuteranno ad eliminare l’acido urico in eccesso e FANS (antinfiammatori non steroidei) per contenere e guarire l’infiammazione. Generalmente si parla di aspirine e cortisonici. Gonfiori e dolori possono essere trattati con impacchi di ghiaccio e riposo. Infine, anche idratare l’organismo è fondamentale quando c’è stato un episodio di gotta.

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