Chitosano: cos’è, benefici, utilizzi, controindicazioni

Il chitosano è un polisaccaride, una sostanza simile alla cellulosa, ottenuto da un componente dello scheletro esterno dei crostacei, la chitina. Questa sostanza venne scoperta in Francia all’inizio dell’Ottocento e oggi viene utilizzata in vari settori. Scopriamo cos’è, a cosa serve, se funziona realmente per dimagrire e quali sono gli effetti collaterali dovuti ad un lungo o errato utilizzo.

Che cos’è il chitosano?

La chitina da cui deriva è, una sostanza che protegge crostacei come gamberetti, astice e granchi, ma anche gli insetti dando resistenza ai loro gusci e corazze. In campo industriale viene prodotto ed utilizzato per bonificare le acque marine, utilizzando la sua capacità elettrolitica di attirare composti come il petrolio.

Questa caratteristica fa si che il chitosano possa anche essere impiegato in ambito medico. Nonostante il nostro corpo non sia in grado di digerire questa fibra, la sua capacità di assorbire i grassi espulsi poi con le feci, potrebbe essere utilizzata nella creazione di molti prodotti mirati per le persone in sovrappeso, con alti livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

La fibra di chitosano è biocompatibile e biodegradabile, cioè può essere metabolizzata dall’organismo senza provocare allergie, non è tossica e possiede caratteristiche antibatteriche. Il chitosano è inoltre resistente all’ossidazione.

Attualmente le industrie farmaceutiche ne incrementano le vendite per le sue presunte proprietà dimagranti.

Perché si usa? A cosa serve?

Questa sostanza è stata per molto tempo oggetto di studi e ne è emersa la sua capacità di limitare l’assorbimento dei grassi, utile a prevenire e contrastare diversi disturbi. Da varie ricerche sembrerebbe che il chitosano sia in grado di bloccare l’assorbimento dei trigliceridi riducendo i valori del colesterolo nel sangue. Tutto questo riduce il rischio dell’insorgenza di ictus e patologie cardiovascolari.

Gli integratori a base di chitosano vengono generalmente prescritti per contrastare deficit metabolici. Anche in caso di insufficienza renale cronica e per la prevenzione e trattamento della stitichezza il chitosano risulta particolarmente efficace. Quest’ultima affermazione però ha riscontri positivi da parte di chi afferma che ha ottenuto benefici grazie all’effetto lassativo, e riscontri negativi da parte di chi afferma che il disturbo dopo l’assunzione sia peggiorato.

Utilizzi del chitosano

Il primo utilizzo di questa sostanza fu nell’ambito dell’industria delle bevande, oggi invece viene utilizzato in diversi ambiti:

  • per la purificazione delle acque grazie alla sua funzione di assorbimento delle sostanze come il petrolio;
  • sotto forma di membrane per addolcire le acque;
  • nelle industrie cartiere per rendere la carta più resistente a strappi e umidità;
  • per l’imballaggio di prodotti alimentari grazie alla sua funzione antibatterica;
  • in biomedicina per produrre bendaggi, fili di sutura, membrane per emodialisi, nel processo di rilascio di insulina, grazie al fatto che è anallergico;
  • nella cosmetica come idratante per pelle e capelli, per le schiume da barba e lacche;
  • in agricoltura come protezione per frutta e semi, fertilizzante, per i pesticidi;
  • nell’industria tessile per la tintura dei tessuti e come effetto antinfeltrente per la lana;
  • nel settore vitivinicolo come agente antimicrobico contro funghi e batteri e come induttore dei meccanismi di difesa delle piante;
  • per i farmaci poiché accelera la guarigione delle ferite/ustioni e per farmaci a uso nasale, orale;
  • in chimica analitica per assorbire ioni di metalli pesanti;
  • per il trattamento di tumori, contro del virus dell’AIDS, per la riparazone della cartilagine, dei tessuti, come emostatico, anticoagulante e immunoadiuvante;
  • in allevamento.

Proprietà ed efficacia del chitosano

Il chitosano viene utilizzato prevalentemente per la proprietà principale: la riduzione del peso corporeo, in quanto ha la capacità di agganciare a sé i grassi bloccandone l’accumulo. L’intensa carica positiva di cui è dotato attira colesterolo, trigliceridi e gruppo biliare (a carica negativa). Questa capacità di assorbire i grassi, ne agevola l’espulsione con le feci.

Viene utilizzata in molti prodotti mirati per le persone in sovrappeso o con alti livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue. Così facendo, ne circoscrive l’assorbimento e l’accumulo agevolando l’equilibrio tra massa grassa e massa magra o muscolare.

Questi legami di tipo elettrolitico che si formano tra la sostanza e lipidi difficilmente riescono a legarsi con l’acqua. Non essendo digeriti dagli enzimi del nostro apparato digerente, non possono essere assorbiti per via intestinale.

Quali sono i benefici del chitosano?

Recenti studi clinici hanno portato alla luce effetti benefici del chitosano a livello del metabolismo lipidico poiché blocca l’assorbimento dei triglicerirdi garantendo una riduzione di questi nel sangue. Interviene positivamente anche sulle concentrazioni nel sangue del colesterolo LDL.

Il polisaccaride ha dimostrato importanti vantaggi anche in caso di patologie renali, come l’insufficenza renale cronica poiché in soggetti nefropatici riduce la concentrazione ematica di creatinina e urea, aumenta la sensazione di appetito, migliora la forza muscolare e il riposo notturno.

Chitosano per perdere peso: funziona davvero?

In commercio sono numerosi gli integratori a base di chitosano per dimagrire, ma non esistono test clinici che garantiscano l’efficacia del prodotto. Nonostante molte ricerche abbiano dimostrato come possa essere in grado di aiutare nella perdita del peso, risulta essere inefficace per il controllo dell’obesità.

Nel campo della dietetica il chitosano viene utilizzato per il suo effetto saziante, in quanto riduce il desiderio di mangiare. Questo avviene perché attrae gli acidi grassi nell’intestino e li fa rimanere nel lume dell’apparato digerente bloccandone l’assorbimento. Il problema è che pur rallentando il processo di assorbimento non ha effetti a livello quantitativo della riduzione dei grassi.

Effetti del chitosano sull’obesità

Gli effetti della fibra naturale nel trattamento dell’obesità sono stati a lungo oggetto di indagine, ma non sempre i risultati sono stati chiari, a causa di dosaggi sbagliati nel corso degli studi. In uno studio clinico condotto nel 2016, si è indagato sull’efficacia del chitosano su un gruppo di pazienti obesi, ed è emerso che non è stata apportata alcuna modifica nella loro dieta alimentare. Questa fibra ha dimostrato di ridurre il peso corporeo e l’emoglobina glicata in modo significativo, permettendo di utilizzarla come integratore per il controllo del peso e di alcuni parametri metabolici.

Il trattamento dell’obesità prevede interventi basati sullo stile di vita come una dieta adeguata supportata da un buon esercizio fisico, talvolta terapie farmacologiche o interventi chirurgici. L’uso dei farmaci che limitano l’assorbimento del cibo, riducono l’appetito, alterano il metabolismo o aumentano il dispendio energetico, a causa degli effetti collaterali.

Dosaggio e modalità d’utilizzo

Sul mercato esistono numerosissimi integratori a base di chitosano il cui dosaggio giornaliero è di 1.000-1.200 mg, 3 gr per ridurre il colesterolo, posologia che varia a seconda della casa produttrice. In genere, questa tipologia di prodotto è consigliata assumerla prima dei pasti con un bicchiere di acqua.

Effetti collaterali, controindicazioni e precauzioni per l’uso

Essendo spesso sotto forma di integratore alimentare, il chitosano viene utilizzato in soggetti in sovrappeso, per il trattamento del morbo di Crohn oppure come sostegno nel combattere il colesterolo. I suoi effetti collaterali sono ridotti ma possono essere legati alla durata del trattamento ed è quindi consigliato non assumerlo per tempi superiori ai 6 mesi.

Gli effetti collaterali a breve termine sono: nausea, costipazione, flatulenza, diarrea, che regrediscono una volta sospesa l’assunzione, disturbi di tipo gastrointestinale, sensazione di pesantezza, inibizione dell’assorbimento delle vitamine A, D, E e K, problemi cutanei come orticaria e prurito.

L’uso degli integratori naturali è controindicato in caso di pazienti ipersensibili al principio attivo, allergici ai crostacei, in gravidanza e durante l’allattamento. In presenza di particolari condizioni patologiche è bene chiedere il parere del medico prima di “autosomministrarsi” qualsiasi prodotto a base di chitosano.

Quali farmaci o nutrienti possono modificare l’effetto del chitosano?

Come abbiamo detto prima negli effetti collaterali, può succedere che il chitosano leghi nel lume dell’intestino le vitamine A, D, E, K, gli antiossidanti come i carotenoidi e i flavonoidi, e alcuni minerali come ad esempio lo zinco, omega 3 e omega 6 causando malassorbimento e carenze nutrizionali. È raccomandato pertanto non assumere l’integratore insieme a multivitaminici o farmaci antidiabetici, anticoagulanti, anticoncezionali. Al contrario, l’assunzione di Vitamina C e di acido idrossicitrico, contenuto nella garcinia cambogia, ne aumenta i benefici.

Dove si compra? Si trova in farmacia? prezzo

Il chitosano è acquistabile sotto forma di integratore in farmacia, parafarmacia, ma anche online sui siti e-commerce sotto forma di compresse, tavolette o capsule.

Il prezzo varia da un minimo di 8 euro per una scatola da 60 compresse, ad un massimo di 100 euro per confezioni da 200 capsule.

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