Deterioramento delle cellule: possibili cause, sintomatologia e rimedi naturali

Il deterioramento delle cellule è una patologia che si presenta con l’avanzare dell’età e si caratterizza per una lieve difficoltà in uno o più ambiti cognitivi che possono riguardare la memoria, l’attenzione, l’apprendimento o il linguaggio tale però da non compromettere del tutto le quotidiane attività.

A volte sono necessari dei tempi più lunghi per potere rendersi conto della patologia, ma nonostante ciò chi ne è affetto può avere la propria autonomia. Queste lievi forme di deficit cognitivo necessitano di un consulto medico per essere diagnosticate per tempo, perché potrebbero aumentare la probabilità di sviluppare negli anni successivi l’Alzheimer.

Principali cause

L’origine che può portare al deterioramento cellulare è complessa e si pensa possa essere collegata a fattori tossici per le cellule nervose. In particolare le principali cause possono essere riconducibili:

  • a un’efficienza ridotta del metabolismo neuronale;
  • ad alterazioni della circolazione del sangue;
  • a piccoli ictus localizzati;
  • alla riduzione di alcune aree del cervello come ippocampo e corteccia frontale, che si occupano delle funzioni cognitive coinvolte.

Sintomatologia

I principali sintomi associati al deterioramento cellulare comprendono dei leggeri cambiamenti nelle principali funzioni giornaliere, di cui si può rendere conto anche la persona che ne soffre. In particolare, questa può manifestare:

  • problemi di memoria nel trattenere le nuove informazioni e nel ricordare episodi avvenuti pochi giorni prima;
  • durante il compimento di semplici attività come vedere un film, leggere dei libri con possibili difficoltà di concentrazione e facilità di distrazione anche nel corso delle conversazioni;
  • problemi nel pianificare attività che prima venivano svolte normalmente e nel prendere decisioni sul momento;
  • momenti in cui si sente spaesata e confusa quando è fuori casa;
  • presenza di reazioni impulsive, irritabilità e ansia;
  • perdita di interesse nelle abituali attività, nei propri hobby con possibile tendenza alla depressione;
  • disturbi del sonno, tipici per gli anziani ma che possono peggiorare.

Diagnosi

La sintomatologia, di cui abbiamo parlato, può essere un campanello di allarme che può indicare la presenza di questa malattia e può compromettere la normale vita quotidiana della persona, nonostante questa sia autonoma. I sintomi possono persistere nel tempo e non sempre sono sinonimo di una malattia alla base, ma possono anche essere riconducibili all’assunzione di farmaci o a uno stato di debilitazione mentale e fisica.

Quando si nota un cambiamento nel comportamento di una persona anziana nelle sue capacità di attenzione o nella memoria, è bene portarla a visita da uno specialista. In presenza di sintomi è necessario richiedere una visita neurologica per valutare il grado di compromissione delle attività cerebrali ed escludere possibili cause patologiche.

Fattori di rischio

I fattori di rischio che possono portare a un deterioramento cerebrale riguardano lo stile di vita a cui è necessario porre particolare attenzione. Infatti, è buona abitudine modificare comportamenti scorretti, cercando di correggere e controllare lo stato di salute generale dell’anziano. I più comuni fattori di rischio sopra i 60 anni di età, possono essere:

Trattamenti e consigli utili

Al momento non sembrano esistere particolari trattamenti medici specifici che possano contrastare questa patologia. Tuttavia, si può intervenire cercando di migliorare lo stile di vita, l’alimentazione e agendo sui possibili fattori di rischio. Attraverso delle tecniche di “palestra cognitiva” si possono aiutare i pazienti a non peggiorare le abilità, aiutando a migliorare le funzioni cognitive.

Specialisti del settore possono suggerire di praticare il “training cognitivo” che può agire sulle principali funzioni cognitive, allenando la memoria, l’attenzione e l’orientamento. Mantenendo in allenamento queste funzioni si può aiutare a contrastare il deterioramento cellulare poiché le funzioni si mantengono attive e in continua esecuzione. Si tratta, infatti, di esercizi giornalieri che possono essere svolti presso cliniche specializzate oppure in casa, sempre su indicazione del proprio medico.

Linee guida sull’alimentazione

Un altro aspetto su cui puntare l’attenzione è l’alimentazione. Come sappiamo, l’alimentazione è uno dei fattori principali che può contribuire ad aiutare al mantenimento in salute dell’organismo. Pertanto, è bene seguire un regime alimentare specifico che veda il consumo di alimenti che possano favorire il benessere delle funzioni cognitive.

Il cibo non è solo fonte di nutrimento, energia e sostegno per l’organismo. Alcuni alimenti possono essere un supporto fisico e di protezione delle funzioni cognitive. Avere un’alimentazione appropriata che possa aiutare a stimolare le capacità cerebrali può aiutare a ottenere maggiori risultati sul lavoro, sullo studio e nelle quotidiane attività. Ciò è possibile perché una corretta alimentazione può aiutare ad aumentare i livelli di concentrazione e lucidità mentale. Gli esperti consigliano il consumo di:

  • acidi grassi omega 3 di cui sono ricchi il pesce azzurro, le noci, i semi di lino. Questi alimenti possono essere un possibile aiuto ai processi cognitivi e al mantenimento delle funzioni cerebrali. Ciò che mangiamo può influenzare i processi cerebrali e l’elaborazione cognitiva, in quanto può aiutare a regolare i neurotrasmettitori, la fluidità delle membrane cellulari e la trasmissione dei segnali nervosi;
  • regimi alimentari che siano vari e bilanciati;
  • cibi ipocalorici e di alimenti ricchi di antiossidanti.

Oltre al consumo dei singoli cibi che possono svolgere una possibile azione benefica per le funzioni cognitive, è utile seguire anche i consigli del proprio nutrizionista. In linea di massima, è importante:

  • seguire un piano alimentare che sia vario e bilanciato, che comprenda il consumo di alimenti ricchi di nutrienti;
  • prediligere il consumo di cibi che possano rilasciare un basso apporto di calorie e che siano ricchi di antiossidanti;
  • ridurre il contenuto delle calorie in modo da potere aiutare a proteggere il cervello dai possibili danni ossidativi. Il cervello infatti, è maggiormente esposto al danno ossidativo per via della sua elevata attività metabolica. Diversi cibi che possono svolgere un’azione antiossidante possono avere dei possibili effetti positivi sulle funzioni neuronali, e possono anche aiutare a favorire l’apprendimento e le prestazioni della memoria.

Seguire un regime alimentare adeguato può essere un valido supporto per coloro che soffrono di deterioramento cellulare in quanto, può aiutare a migliorare non solo le funzioni cognitive ma può anche aiutare a proteggere il cervello dall’azione svolta dai radicali liberi e dalle sostanze nocive che si accumulano nel nostro organismo.

Rimedi naturali

Possibili rimedi naturali possono essere utilizzati per aiutare a migliorare le funzioni cognitive, come:

  • ginseng indiano: una pianta ricca di proprietà e possibili effetti benefici che possono aiutare a migliorare la memoria, la concentrazione e l’attenzione, a favorire il sonno naturale perché può aiutare a contrastare ansia e tensione nervosa;
  • rosmarino: è anche conosciuto come “erba della memoria”, può aiutare a stimolare la corteccia surrenale e l’attività cerebrale, ad abbassare i livelli di colesterolo e a restituire freschezza mentale, rilasciando possibili effetti benefici sulla memoria e sulla concentrazione;
  • Shankhpushpi: un’erba della medicina ayurvedica che può aiutare a potenziare la memoria e la capacità di concentrazione.

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