L’Escherichia coli è un gruppo di batteri che risiedono nell’ambiente, nel cibo e nell’intestino di persone sane e di animali. La maggior parte sono innocui ma alcuni ceppi possiedono geni che consentono di causare infezioni del tratto digerente provocando diarrea, infezione delle vie urinarie e dell’apparato respiratorio con una serie di complicanze.
Scopriamo insieme come riconoscere i sintomi più comuni, quali possono essere le infezioni causate da Escherichia coli, consigli sull’alimentazione e i possibili rimedi naturali.
Argomenti trattati:
Che cos’è l’Escherichia coli?
Il termine Escherichia coli si riferisce a un ceppo di batteri che sono solitamente presente nell’intestino e innocui. Alcuni ceppi però, possono essere responsabili di infezioni intestinali e non solo, può essere una delle principali cause di:

- gastroenterite infettiva di origine batterica;
- diarrea del viaggiatore;
- infezioni della vescica delle donne, come la cistite;
- problematiche che possono colpire vari organi.
Il contagio avviene principalmente a causa dell’ingestione di cibo o acqua contaminati e la sintomatologia più comune si manifesta sotto forma di diarrea e dolori addominali. Possono essere infette persone di qualsiasi età, la popolazione più a rischio però è rappresentata dai bambini di età inferiore ai 5 anni e gli anziani. Tuttavia, anche i bambini più grandi di età e sani, così come gli adulti possono ammalarsi.
Malattie causate da Escherichia coli
Le più comuni infezioni da Escherichia coli coinvolgono:
- l’apparato digerente: diversi ceppi sono riconosciuti come principale causa della gastroenterite infettiva. Attraverso il rilascio delle tossine vengono alterare le proprietà di riassorbimento e modificati i meccanismi del trasporto dell’acqua e degli elettroliti nel lume intestinale. Alcuni ceppi possiedono anche la capacità di indurre una risposta infiammatoria che può danneggiare ulteriormente le cellule intestinali. L’Escherichia coli è anche responsabile della “diarrea del viaggiatore”, un disturbo che può colpire coloro che viaggiano in zone a rischio, che bevono o consumano alimenti contaminati;
- vie urinarie: la più comune infezione riguarda la vescica delle donne, la cistite, ma può anche interessare la prostata, sotto forma di prostatite.
L’Escherichia coli è un batterio che può aggredire vari organi e generare problematiche come:
- infezioni della cistifellea;
- infezioni a seguito di appendicite e diverticolite;
- infezioni nelle ferite, anche chirurgiche;
- infezioni delle piaghe da decubito e del piede nei diabetici;
- polmonite;
- meningite neonatale;
- infezioni del sangue:
- infezioni che si sviluppano fuori dal tratto digerente che colpiscono persone durante una degenza ospedaliera o sottoposte a terapie antibiotiche;
- infezioni extra-intestinali, che alterano la barriera intestinale (malattie infiammatorie intestinali) e colpendo strutture vicine possono entrare nel sangue.
Sintomatologia
I sintomi dell’infezione da Escherichia coli dipendono dalla zona del corpo colpita e dal ceppo responsabile. Possono variare da persona a persona e includono crampi allo stomaco, diarrea con sanguinamento e vomito. In caso di febbre, questa non supera i 38.5° e nel giro di 5-7 giorni si attenua.

Dopo l’esordio della sintomatologia, si può manifestare una sindrome emolitico uremica, nella quale i globuli rossi vengono distrutti e si verifica una possibile insufficienza renale, che provoca accumulo di sostanze tossiche nel sangue (uremia). Questa complicazione è una delle cause legate alla malattia renale cronica nei bambini. I campanelli di allarme dell’inizio di questa complicazione possono essere:
- una riduzione della frequenza delle minzioni;
- comparsa di astenia;
- perdita del colorito roseo sulle guance e sulle palpebre.
Il periodo di incubazione va dai 3 ai 4 giorni dopo l’esposizione al batterio e può arrivare anche a 10 giorni. I primi sintomi possono variare da un leggero mal di pancia, fino alla diarrea e peggiorare nei giorni successivi.
Come si diffonde l’infezione?
Di solito, l’infezione legata a questi ceppi si può contrarre nei seguenti modi:
- consumando cibo contaminato, come carne bovina contaminata non cotta bene e latte non pastorizzato;
- toccando animali portatori dei batteri nel loro tratto digerente o le feci infette;
- bevendo acqua non disinfettata, contaminata da feci di persone infette in piscine o strutture acquatiche.
Diagnosi e trattamento
Le infezioni causate dal batterio Escherichia coli sono diagnosticate in laboratorio con un campione di feci, di sangue, urine che viene sottoposto a coltura dei batteri per identificare il tipo di ceppo responsabile. Solitamente i medici prescrivono antibiotici per curare le infezioni esterne al tratto digerente ma non tutti i ceppi possono essere trattati così.
In caso di infezioni entero-emorragiche, la migliore terapia sembra essere quella a base di liquidi salini per endovena, per equilibrare la disidratazione causata dalla diarrea. Gli antibiotici non vengono utilizzati perché potrebbero peggiorare la diarrea e aumentare il rischio di contrarre la sindrome emolitico-uremica. Per la diarrea del viaggiatore, essendo un disturbo di lieve entità viene solamente consigliato di bere molto per reidratarsi. L’utilizzo degli antibiotici viene consigliato solo quando i sintomi non si risolvono spontaneamente.
Prevenzione
Nessun farmaco purtroppo, sembra essere in grado di proteggere dall’infezione da Escherichia Coli. Tuttavia si possono adottare una serie di comportamenti che prevedono:
- di lavare bene le mani prima di cucinare, dopo essere stati in bagno, avere cambiato pannolini e toccato animali;
- di evitare di consumare cibi come carne cruda, latte non pastorizzato;
- di lavare bene gli alimenti crudi;
- di pulire gli utensili da cucina con acqua calda, sapone prima e dopo essere entrati a contatto con i prodotti e la carne cruda;
- utilizzare un contenitore per ogni alimento da conservare;
- evitare di ingerire acqua quando si nuota in stagni, piscine, fiumi e laghi.
Linee guida sull’alimentazione
Come per tutte le infezioni intestinali che provocano dolori addominali, vomito e diarrea, finché perdurano i sintomi è consigliabile fare piccoli pasti leggeri, evitando di consumare alimenti pesanti, speziati, grassi o ricchi di zuccheri, che possono peggiorare i disturbi ed essere poco tollerati dall’organismo.
Nella fase acuta è consigliato evitare anche il consumo di cibi e bevande che contengono lattosio, caffeina e alcool. Fondamentale bere molto per reidratare il corpo e compensare la perdita dei liquidi avvenuta con la diarrea. Nel caso in cui l’infezione da Escherichia coli possa essere responsabile di patologie che colpiscono le vie urinarie, come la cistite, è importante:
- evitare gli zuccheri raffinati, che possono favorire la proliferazione dei microrganismi patogeni;
- in fase acuta, evitare il consumo di cibi piccanti che potrebbero peggiorare il bruciore;
- consumare molti cibi ricchi di fibre, cereali integrali, frutta e verdura.
Rimedi naturali
Nel caso delle infezioni a carico dell’intestino, laddove necessario si possono associare ai trattamenti prescritti dal medico anche dei rimedi naturali che possono aiutare ad attenuare la diarrea, il vomito e i dolori addominali. Per le infezioni urinarie, i rimedi più consigliati sono la malva, l’uva ursina, la gramigna, l’ortica e il succo puro di mirtillo.