Incontinenza urinaria: sintomi, cause, diagnosi, prevenzione, trattamenti e rimedi naturali

La fuoriuscita delle urine, al riempimento della vescica, è un disturbo che può derivare da vari fattori. Alcuni di questi possono provocare dei disagi passeggeri per i quali si possono trovare facili rimedi, mentre per altri il problema può essere più grave e occorre intervenire chirurgicamente.

Andiamo ad analizzare nel dettaglio di che si tratta, quali sono le cause, i sintomi e che tipo di trattamenti o rimedi naturali si possono adottare per migliorare la qualità della vita sia della donna che dell’uomo.

Quando si parla di incontinenza urinaria?

Come abbiamo anticipato, la fuoriuscita delle urine che può essere causata da diverse condizioni patologiche più o meno gravi. Questa condizione di incontinenza provoca un disagio emotivo, psicologico nella vita del paziente tanto da dovere ricorrere a delle cure mediche. Il disturbo interessa maggiormente le donne pervia della conformazione del tratto urinario e per il coinvolgimento ormonale.

Diverse ricerche hanno dimostrato come la gravidanza o il parto cesareo possano aumentare il rischio di soffrire di incontinenza, in quanto si verifica un indebolimento della muscolatura e legamenti pelvici, che impedisce la corretta chiusura dell’uretra.

Il più delle volte si tratta di un’incontinenza transitoria, che scompare senza dovere ricorrere ad alcun trattamento nel giro di pochi mesi. Durante la menopausa, le donne possono soffrire anche di perdite urinarie a causa dell’abbassamento dei livelli di estrogeni.

La popolazione maschile soffre in minore percentuale di incontinenza rispetto alle donne. La causa più comune è legata all’ingrossamento della prostata, dopo i 40 anni di età. Talvolta il disturbo può essere associato anche alla presenza di tumori alla prostata, il cui successivo intervento chirurgico può determinare un indebolimento dei muscoli che regolano la minzione.

Sintomatologia

La sintomatologia che si presenta è legata la perdita di urina che può essere in minima quantità o in grande quantità, a seconda della tipologia di incontinenza cui si è affetti. Le cause invece, possono essere di varia natura e implicano un cattivo funzionamento della vescica. I principali sintomi sono:

  • improvvisa sensazione di urinare;
  • ripetuto bisogno di urinare durante il sonno notturno;
  • minzione dolorosa;
  • aumento della frequenza della minzione, che può superare le 7 volte ai giorno;
  • dolore nella zona pelvica e addominale.

Principali cause

La vescica è paragonabile a un contenitore, le cui dimensioni si adattano man mano che si riempie di urina. Questo contenitore è rivestito di muscolatura liscia, involontaria, che quando si riempie di liquido, si innesca un aumento della pressione interna. Essendo collocata all’interno dell’addome, la pressione viene esercitata dai muscoli e dall’intestino.

I recettori situati sulle pareti della vescica avvertono la pressione dell’addome e dei muscoli, inviano l’impulso al cervello che avverte la sensazione di riempimento e si manifesta il conseguente bisogno di urinare. Quando non si ha la possibilità di urinare, questo bisogno viene bloccato, per riattivare lo stimolo non appena si arriva al bagno. Qui la vescica si contrae, si aprono gli sfinteri e si urina.

Quando questo meccanismo smette di funzionare, a causa di un trauma o di una patologia, ecco che si presenta la sintomatologia dell’incontinenza. Alcuni casi che coinvolgono ambo i sessi, sono temporanei e possono essere provocati da:

  • uno scorretto stile di vita;
  • consumo di alcool e bevande contenenti caffeina;
  • assunzione di farmaci diuretici, estrogeni, lassativi e antidepressivi;
  • patologie come diabete, ipertensione, obesità, Alzheimer;
  • stitichezza e infezioni.

Tipologie di incontinenza

L’incontinenza si può classificare in:

  • da sforzo o da stress: causata dalla perdita di sostegno dell’uretra a causa di danni alla muscolatura pelvica provocati dal parto, ad esempio. Si tratta di perdite di piccole quantità di urine durante il sollevamento di pesi, abbassandosi, con colpi di tosse, ridendo o starnutendo;
  • da urgenza: questa tipologia è accompagnata a un forte bisogno di urinare che non dà il tempo di raggiungere il bagno per rimandare lo stimolo. L’incontinenza è causata da contrazioni del muscolo che durante la fase di riempimento fanno fuoriuscire grandi quantità di urina. I fattori scatenanti possono essere l’invecchiamento oppure una dieta ricca di cibi irritanti;
  • mista: è un mix tra incontinenza da urgenza e da sforzo;
  • da rigurgito: si presenta quando la vescica non si è completamente svuotata, con un gocciolamento post minzione. Le cause possono essere: tumori, stitichezza, danni ai nervi, diabete, la sclerosi multipla;
  • strutturale: viene diagnosticata durante l’infanzia, può interessare le donne per cause legate a traumi o lesioni ginecologiche;
  • funzionale: coloro che ne soffrono possiedono disabilità mentali o fisiche che gli impediscono di urinare normalmente pur non avendo problemi all’apparato urinario;
  • transitoria: il disturbo si verifica per un certo periodo di tempo a causa dell’assunzione di farmaci, ritardo mentale o stitichezza grave.

Diagnosi

La diagnosi viene fatta da chi si accorge di perdere urina, ovvero il paziente stesso. Per capire quale tipo di incontinenza provoca questa perdita di urina, occorre effettuare una visita da uno specialista che ricostruendo tutta la sintomatologia e i vari episodi accaduti, potrà individuarne il tipo e la cura appropriata. Gli esami di base necessari che vengono indicati dal medico sono:

  • esami del sangue;
  • esame dell’urina e urinocoltura;
  • ecografia addominale.

L’insieme di questi esami confermano o escludono la presenza di infezioni alle vie urinarie, problemi dell’apparato urinario sia maschile che femminile o la presenza di patologie. Bisogna anche tenere conto dell’assunzione da parte del paziente di farmaci, pregressi trattamenti come radioterapie o malfunzionamento dell’intestino. Talvolta l’urologo può ritenere necessario un consulto con un neurologo.

Linee guida per l’alimentazione

L’alimentazione come per qualsiasi patologia è fondamentale per il funzionamento del nostro organismo e per il benessere generale. Le principali raccomandazioni alimentari da tenere in considerazione, in caso di incontinenza urinaria riguardano:

  • la diminuzione del consumo degli zuccheri semplici;
  • la diminuzione del consumo dei grassi saturi;
  • aumento del consumo delle fibre;
  • seguire un’alimentazione equilibrata con la riduzione di grassi di origine animale, bevande ricche di zuccheri e adeguato consumo giornaliero di frutta e verdura;
  • utilizzare metodi di cottura a vapore, microonde, griglia, piastra piuttosto che fritture o cotture in padella;
  • evitare cene abbondanti e consumo eccessivo di liquidi nelle ore serali.

Trattamenti e cure farmacologiche

Il trattamento indicato per l’incontinenza varia a seconda della tipologia, della gravità, della causa che l’ha scatenata e dallo stile di vita del paziente. Alcune terapie hanno dei buoni risultati sugli uomini piuttosto che sulle donne, ma l’obiettivo comune è quello di migliorare la qualità della vita del paziente.

La prima linea di intervento generalmente è di tipo conservativo e i farmaci vengono somministrati a seconda delle cause. Se i sintomi sono gravi e tutti i trattamenti non hanno dato i risultati sperati, allora potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente.

Il successo per una buona terapia dipende in primo luogo da una corretta diagnosi. La terapia farmacologica può avere degli effetti collaterali da non sottovalutare e per questo se ne sconsiglia la somministrazione fai da te ma piuttosto è opportuno rivolgersi a uno specialista.

Le principali terapie si dividono in:

  • comportamentali: che consistono nell’allenamento mediante esercizi in palestra della muscolatura delle braccia e delle gambe, al fine di rinforzarla per sopportare il peso. L’allenamento va indicato dallo specialista urologo o fisiatra con l’indicazione di quali movimenti vanno praticati;
  • chirurgiche: interventi mirati per diminuire la quantità e frequenza di minzione, eliminando le perdite di urine attraverso il posizionamento di uno “sfintere artificiale”.

Rimedi naturali per l’incontinenza urinaria

Per contrastare l’incontinenza urinaria, si può anche intervenire nei casi non gravi, con dei rimedi naturali e praticando attività fisica che aiuti a rafforzare la muscolatura. Le principali tisane indicate per alleviare la sintomatologia sono a base di:

  • finocchio: per controllare le perdite di urina sia negli uomini che nelle donne. Essendo una pianta diuretica aiuta a svuotare completamente la vescica e prolunga la sensazione di riempimento;
  • foglie di lampone: bevuta una volta al giorno aiuta a rafforzare i muscoli della zona pelvica riducendo la perdita delle urine;
  • aglio: basta aggiungere dell’aglio nell’acqua bollente, insieme al biancospino. Si prepara così facendo un infuso caldo da mettere nella vasca per fare il bagno;
  • foglie di guayaba: per la preparazione di una tisana altamente sconsigliata per coloro che soffrono di problemi ai reni e infiammazione.

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