Edera: proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

L’edera è una pianta dalle molteplici proprietà benefiche per l’organismo. La specie è il simbolo del Partito Repubblicano Italiano, per questo particolarmente conosciuta e apprezzata. I derivati dell’edera sono tuttavia velenosi e devono essere utilizzati con estrema cautela. A scopo medicinale vengono utilizzate soltanto le foglie. Ma andiamo ad approfondire tutte le caratteristiche e particolarità della specie botanica.

Caratteristiche e descrizione

L’edera, dal nome scientifico Hedera helix, appartiene alla famiglia delle Araliaceae. La specie lianiforme rampicante cresce a livello spontaneo soprattutto nei giardini, presentandosi come una pianta infestante, coltivata come specie ornamentale. L’edera rappresenta il simbolo arcaico di Dionisio e quello del Partito Repubblicano Italiano. La pianta richiede una coltivazione a mezz’ombra oppure ombra, con un terriccio di bosco ricco di humus, senza richiedere particolari cure e trattamenti, ed è in grado di raggiungere fino ai 5 metri di altezza. 

Proprietà benefiche della specie

L’unica parte utilizzata dell’edera sono le foglie e i rami giovani in quanto, i suoi derivati, si presentano altamente tossici per la salute dell’organismo. La specie contiene diversi sali minerali, soprattutto il calcio. L’edera vanta proprietà vasocostrittrici, antifungine, lenitive, cicatrizzanti, astringenti, sedative e antimicrobiche. 

L’edera viene spesso utilizzata per trattare la cellulite e le vene varicose, integrata soprattutto all’interno di creme e lozioni a formulazione naturale. La pianta è utilizzata a scopo medico sin dall’antichità per trattare i dolori reumatici e nevralgie, tosse e bronchiti. 

Utilizzi dell’edera

Le parti utilizzate dell’edera sono le foglie e i rami più giovani. La maggior parte degli utilizzi della specie viene sfruttata per via topica, sotto forma di pomate concentrate al 10/20%, in virtù della sua azione cicatrizzante sulla pelle. Per via orale l’edera viene consigliata sotto forma di 200-400 mg al giorno lontano dai pasti, in decotto oppure infuso.

A scopo ornamentale l’edera si dimostra una pianta facile da coltivare che non richiedere particolari attenzioni. La specie necessita di continue potature e si moltiplica tramite seme o talea. Ogni due settimane l’edera necessita di un’aggiunta di concime a livello del terreno, preferibilmente ricco di humus.

Edera in cosmetica

L’edera viene sfruttata soprattutto in campo cosmetico per la realizzazione di creme e formulazioni a scopo idratante, tonificante e drenante. La ricchezza dei suoi principi attivi combatte e previene la cellulite, le irritazioni cutanee più lievi e la ritenzione idricaL’edera è adatta anche per la cura dei capelli, spesso impiegata nelle formulazioni di shampoo, balsami e maschere.

Infuso di edera

L’infuso di edera si rende perfetto come antiparassitario per altre specie di piante. Spruzzato quotidianamente protegge le parti esterne delle piante dai possibili attacchi.

Edera in vaso

L’edera in vaso può essere sfruttata come una specie d’ornamento all’interno della propria abitazione. A seconda della forma e delle varie tipologie l’edera presenta una discreta fioritura con bacche dalle diverse sfumature di colorazioni, dal blu, al viola, fino al nero. La tipologia di edera più utilizzata per la coltivazione in vaso è l’Edera Helix, perfetta per essere collocato su balconi e davanzali, a temperatura tra i 10° e i 18°C.

Edera rampicante

L’edera rampicante viene utilizzata come specie di ornamento per gli spazi esterni e il giardino. Generalmente l’edera rampicante viene lasciata crescere sui muri, risalendo verso l’alto e necessita di particolari potature per l’eliminazione delle sue foglie e rami secchi. La specie richiede continue attenzioni e un’irrigazione moderata.

Effetti collaterali e controindicazioni

L’edera presenta qualche effetto collaterale e controindicazione e deve essere assunta sotto stretto controllo per quanto riguarda la sua posologia. La specie è sconsigliata in caso di gravidanza e allattamento, bruciori di stomaco, in caso di ipersensibilità e allergia, difficoltà digestive. Non sono state registrate interazioni con le terapie farmacologiche, ma si consiglia di assumere l’edera soltanto sotto la supervisione del proprio medico curante.

Edera velenosa e reazioni allergiche

L’edera velenosa è conosciuta per la sua capacità di innescare una forma patologica di dermatite da contatto. In questo caso la pelle entra in contatto con una sostanza in grado di scatenare una reazione allergica più o meno di grave entità. La pianta velenosa dell’edera contiene al suo interno una sostanza simile ad una resina, chiamata urushiol, responsabile della tossicità cutanea.

Le specie velenose appartengono al genere Toxicodendron. I sintomi di una reazione allergica da contatto con l’edera velenosa sono facilmente riconoscibili. Gli effetti collaterali del contatto con la specie prevedono eruzioni cutanee, in forma di lieve, media oppure grave entità, in sembianze simile a linee curve di colore rossastro. Per diagnosticare una dermatite da contatto provocata dalla specie è necessario rivolgersi al personale medico specializzato.

Terapie e rimedi naturali

Una volta entrati in contatto con l’edera velenosa si può ricorrere ad alcuni rimedi di pronto intervento naturali. Si può lavare la pelle con acqua e sapone per cercare di lenire il rossore cutaneo provocato dallo sfogo. Entro i primi 30 minuti dal contatto con la pianta si può eliminare efficacemente la resina dell’edera, mentre successivamente la percentuale di eliminazione si riduce al 10%.

Tutte le terapie applicate si concentrano sulla riduzione dello sfogo e la sensazione di prurito. Nella maggior parte dei casi vengono prescritte creme a base di cortisone e anestetici locali da banco, oppure farmaci steroidi per via orale. 

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