Perdita dei denti: sintomi, cause, diagnosi e patologie, rimedi

La caduta dei denti è quasi sempre collegata a diversi fattori patologie, carenza di vitamine e altre problematiche riconducibili ai denti marci. Una buona prevenzione, igiene orale e trattamenti specifici anche a scopo preventivo, possono aiutare a contrastare questo fastidioso problema che si manifesta sia nelle donne che negli uomini. Andiamo ad approfondire meglio l’argomento vedendo nel dettaglio le cause, quali sono i sintomi, i fattori di rischio e che tipo di trattamenti e rimedi si possono adottare.

Che cosa si intende per “perdita dei denti”?

Quando ci si ritrova a dovere fare i conti con la perdita di un dente, alla base di questo evento ci possono essere delle cause gravi come traumi dovuti a cadute, incidenti oppure la caduta dei denti da latte, che non necessita l’intervento di uno specialista o di un esperto.

La caduta anche di un solo dente, non va mai sottovalutata e trascurata perché può celare un problema di salute per il quale è bene intervenire tempestivamente oltre che essere fonte di stress psicologico, dato che compromette l’estetica.

La sintomatologia

I denti che cadono possono già essere considerati un sintomo, di quella che viene chiamata parodontite. Può essere associata a dolori, fastidi ma può avvenire anche in assenza di dolore, a seconda della causa che ha scatenato la caduta.

Le cause della perdita dei denti

Le cause legate alla caduta dei denti sono svariate e possono così essere riassunte:

  • carie e abitudini alimentari errate di consumare grandi quantità di zuccheri che alterano l’equilibrio batterico della bocca, esponendo la bocca all’insorgenza di infezioni dentali;
  • placca batterica che corrode lo smalto dei denti, indebolendoli ed esponendoli alle carie e infiammazioni delle gengive;
  • infezioni scatenate da batteri che danneggiano il dente nella sua totalità provocando ascessi e cisti che se non curati, portano alla perdita del dente;
  • gengivite;
  • traumi provocati da cadute o incidenti;
  • scarsa igiene orale;
  • fumo;
  • digrignamento continuo che rovina la superficie dei denti e indebolisce l’osso della mandibola;
  • carenza di vitamina C può essere legata a disturbi alle gengive e alla formazione della carie. Una carenza di questa vitamina genera una riduzione della saliva che non riesce a contrastare l’acidità nella bocca e a difenderla dall’attacco dei batteri, generando così le infezioni dentali;
  • nei bambini i denti da latte, un processo naturale che avviene tra i 5 e i 13 anni di età. Se i denti iniziano a cadere pochi mesi dopo la nascita è bene contattare il medico perché può indicare la presenza di una malattia autoimmune o disturbi del metabolismo che appunto generano questa perdita prematura.

La diagnosi

Non appena si manifesta la caduta di un dente, è sempre opportuno parlarne con un medico, il quale attraverso una serie di analisi ed esami potrà stabilire la corretta diagnosi, prescrivendo la terapia a seconda del caso. Oltre alla tradizionale visita medica, possono talvolta essere necessari ulteriori approfondimenti per escludere o confermare eventuali patologie.

Quando si parla di parodontite/piorrea?

La malattia parodontale o parodontite anche conosciuta come “piorrea”, è una malattia della gengiva e dell’organo che sostiene il dente, il parodonto nell’alveolo dentario. Se non curata, può generare la caduta dei denti. Viene considerata una malattia infettiva anche se in realtà non lo è, poiché provocata da batteri ma non si trasmette e non si può curare con antibiotici. Questi scatenano una violenta infiammazione a danno delle gengive, dell’osso e del legamento circostante il dente. La predisposizione del soggetto che la contrae è alla base della malattia.

La parte bianca, esterna del dente prende il nome di corona, e la radice del dente è inserita all’interno dell’osso. Tra questo e il cemento della radice c’è il legamento parodontale, che fa da cuscinetto. Quando mastichiamo i denti si muovono e sono ammortizzati da questo cuscinetto. La struttura del dente può essere paragonata a quella delle articolazioni e quando si ammala inizia dalla base.

La parodontite inizia con una leggera gengivite che provoca sanguinamento fino alla progressiva perdita del dente. La principale causa di tutto ciò è la placca, una pellicola di batteri che si deposita sui denti. I batteri producono le tossine, che in concomitanza alla reazione generata dal nostro organismo per combatterli, distruggono l’osso attorno ai denti.

Principali sintomi

I sintomi che stanno alla base di questa patologia sono: infiammazione delle gengive, sanguinamento riscontrabile durante la pulizia giornaliera dei denti o durante la masticazione di alimenti duri, tumefazione,  ipersensibilità caldo/freddo delle gengive, alito pesante, apparente allungamento dei denti a causa della retrazione delle gengive e riassorbimento dell’osso.

Trattamenti per contrastare la piorrea

Il trattamento della piorrea inizia con una corretta igiene orale per contrastare la formazione della placca batterica. Nei casi di piorrea cronica, occorre rivolgersi a uno specialista che abbia esperienza nella cura di questa patologia. Questi effettuerà un’analisi accurata per diagnosticare il grado di sanguinamento, di retrazione delle gengive e l’entità della perdita del supporto dei denti (tasche parodontali). Il paziente può anche essere sottoposto a una serie di radiografie per rilevare la tipologia di batteri che hanno generato la caduta dei denti.

Il trattamento, pertanto, consiste nella rimozione di tutte le cause che hanno causato la malattia: si levigano le radici per rimuovere tessuti morti e dopo circa tre mesi si interviene anche chirurgicamente su eventuali situazioni irrisolte. La malattia è curabile purché non diventi “espulsiva” e provochi la perdita dei denti.

Prevenzione

La prevenzione contro la caduta dei denti è il primo passo da fare per evitare spiacevoli complicazioni. Mantenere la bocca pulita, è la principale difesa contro infezioni batteriche e infiammazioni alle gengive.

Quindi occorre:

  • lavare i denti quotidianamente, dopo ogni pasto e almeno tre volte al giorno;
  • utilizzare dentifrici che siano ricchi di fluoro;
  • evitare il consumo eccessivo di zuccheri e caramelle;
  • non fumare e non masticare il tabacco;
  • effettuare la pulizia dei denti e visite periodiche almeno una volta l’anno;
  • seguire una dieta sana, equilibrata che contempli il consumo di frutta, verdure ricche di antiossidanti e vitamine.

In base alla diagnosi e alla causa che ha generato il disturbo possono essere prescritti dal medico dei trattamenti farmacologici da seguire oppure vengono indicati dal dentista protesi dentali e impianti adattabili all’osso della mascella.

Rimedi naturali contro la caduta dei denti

Come abbiamo visto la piorrea si manifesta sotto forma di infiammazione, dove è anche presente un’infezione, il sanguinamento delle gengive e i denti sono allentati. Si può intervenire utilizzando piante e oli essenziali come rimedi naturali per rafforzare le gengive e aumentare la difesa dagli attacchi batterici. I principali rimedi naturali sono:

  • la malva: i fiori e le foglie danno alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie. Questi principi agiscono sulle mucose proteggendole ed esercitando una funzione lenitiva e decongestionante;
  • il tea tree oil: contiene proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, in particolare l’olio essenziale di Melaleuca, utile in caso di placca dentale, afte, ascessi e piorrea. Sotto forma di lozione è indicato per l’igiene della bocca quando ci siano infiammazioni delle gengive e delle mucose. Diluendo 15-20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua si possono fare sciacqui e gargarismi oppure versando un paio di gocce nel dentifricio per la pulizia quotidiana dei denti;
  • l’olio di mirra: svolge un’azione astringente e antisettica, ottimo rimedio per la cura delle gengive delicate in quanto le tonifica e rafforza. Usato per gargarismi o localmente, risolve gengiviti, stomatiti e afte. Può essere utilizzato sul dentifricio per aumentarne l’azione anti-placca, per fare una lozione, e sotto forma di sciacqui diluendo 5 gocce in un bicchiere di acqua tiepida almeno due volte al giorno, per combattere ulcerazioni e infezioni della bocca;
  • la salvia: è utile in presenza di gengive gonfie, tumefatte e calde. Si può preparare un decotto facendo bollire in un litro di acqua 50 gr di foglie di salvia. Dopo 30 minuti filtrate il liquido e fate dei risciacqui 2-3 volte al giorno;
  • la ratania: con proprietà astringenti e antinfiammatorie, disinfetta e protegge le gengive, bloccando l’eventuale  sanguinamento. Esercita un’azione antibatterica utile per l’uso topico sotto forma di gargarismi, sciacqui. Miscelato con il carbonato di calcio, aiuta nella pulizia profonda e previene la formazione della carie.

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