Fosforo: in quali alimenti si trova? Proprietà e benefici

Il fosforo si trova nelle cellule di tutti gli organismi viventi. La sostanza chimica si divide in fosforo organico e fosforo inorganico, sotto forma di ione fosfato all’interno dell’organismo umano, disponibile in tre diverse colorazioni in natura: rosso, bianco e nero. Andiamo a scoprire tutte le proprietà, i benefici e gli alimenti ricchi di fosforo all’interno dei paragrafi seguenti.

Fosforo: caratteristiche e proprietà

Il fosforo fa parte della tavola periodica, con numero atomico 15, e si caratterizza come un non metallo parte del gruppo dell’azoto. A temperatura ambiente il fosforo si presenta allo stato solido, mentre raggiunge lo stato liquido al di sopra dei 44,15 gradi. In natura il composto chimico è reperibile sotto forma di sale dell’acido fosforico, ossia fosfato, disponibile nelle cellule degli esseri viventi ma anche in alcune rocce.

Il fosforo è caratterizzato da uno sgradevole odore intenso e agliaceo, insolubile in acqua ma solubile nei composti organici. All’esposizione con l’aria il fosforo produce il pentossido di difosforo, ottenuto tramite la sua combustione spontanea. Ad isolare per primo il fosforo nel 1669 fu il chimico tedesco Hennig Brand alle prese con l’isolamento dei sali presenti nell’urina. Il composto chimico viene definito fosforescente per via della sua luminescenza al buio.

Tipologie di fosforo

Il fosforo bianco viene prodotto attraverso un processo industriale, disponibile sotto forma di polvere velenosa e mortale in caso di ingerimento. Il fosforo bianco brucia spontaneamente al contatto con l’ossigeno, a temperature superiori i 40 gradi.

Il fosforo nero consiste in un semiconduttore elettrico, del tutto simile alla grafite, radioattivo in forma P32 e 32. Questa tipologia di fosforo viene sfruttata in campo biochimico, molecolare e in campo medico.

Il fosforo rosso varia la sua tonalità di colorazione dal rosa al viola, disponibile sotto forma di polvere a struttura particolarmente solida.

Fosforo: proprietà benefiche

Il fosforo si trova presente nell’organismo umano per circa l’1%, concentrato per la maggior parte nello scheletro in forma di sale di calcio, nel tessuto muscolare e nel collagene. Il fosforo prende parte alla mineralizzazione delle ossa e dei denti, ai processi biochimici, all’immagazzinamento dell’energia nelle cellule sotto forma di ATP, adenosina trifosfato e fosfocreatina.

Il fosforo interviene nella stimolazione dei muscoli, anche a livello cardiaco, nella regolazione del Ph corporeo, nello sviluppo cellulare e nella sua riparazione, nella formazione degli acidi nucleici presenti nel DNA sotto forma di gruppi di fosfato.

Come assumere il fosforo? In quali alimenti si trova?

Uno dei modi migliori per assumere le giuste quantità giornaliere di fosforo è attraverso l’alimentazione. Il fabbisogno di fosforo varia in base all’età e al sesso dei soggetti, rendendosi necessario in:

  • 500 mg/die nei lattanti
  • 800/1000 mg/die nei bambini da 1 a 10 anni
  • 1200 mg/die nei soggetti adolescenti 
  • 800/1000 mg/die nei soggetti adulti 
  • 1200 mg/die nelle donne in stato di gravidanza e allattamento 

Il fosforo viene assunto grazie agli alimenti sotto forma di fosfato organico, mentre il suo assorbimento avviene a livello intestinale, nel tratto del digiuno. Il fosforo viene eliminato attraverso le urine e le feci, mentre il suo assorbimento e l’escrezione avviene grazie all’ormone paratormone e diverse vitamine, soprattutto la vitamina D.

Il fosforo si trova presente nei cereali, nei legumi, nei semi di zucca, nei formaggi, nel cioccolato fondente, nella carne, nel latte, nella frutta secca e nei pesci. 

Carenza di fosforo e controindicazioni

Il fabbisogno giornaliero di fosforo cambia in base all’età e al sesso del soggetto, ma anche in base ai cambiamenti fisiologici dovuti alla gravidanza e allattamento. Valori inferiori o eccessivi di fosforo nel sangue possono rappresentare una spia patologica in corso. I livelli di fosforo ematici bassi possono comportare una carenza di vitamina D e rachitismo, ovvero un ritardo nella crescita e nella formazione delle ossa.

Bassi livelli di fosforo possono compromettere anche la funzionalità della tiroide, provocando ipotiroidismo e iperparatiroidismo, ma anche malnutrizione o malassorbimento del composto a livello dell’organismo. Una carenza di fosforo può essere provocata anche da gravi ustioni, diabete, nefropatie, abusi di alcolici. 

Tra i sintomi legati alla carenza di fosforo si trovano: spossatezza, rigidità delle articolazioni, inappetenza, fragilità delle ossa, demineralizzazione delle ossa, stanchezza a livello mentale, deficit del sistema nervoso, osteoporosi. Alti valori di fosforo nel sangue possono comportare una calcificazione delle ossa, a causa dei depositi eccessivi di sali di calcio. In questo caso possono insorgere insufficienze renali croniche, intossicazione da vitamina D, morbo di Addison, ipocalcemia e ipoparatiroidismo.

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