Nell’industria alimentare per la preparazione e conservazione degli alimenti vengono utilizzati gli additivi. Queste sostanze vengono impiegate principalmente per colorare, dolcificare e conservare i prodotti fin dai tempi antichi.
In epoche che precedevano lo sviluppo industriale già si utilizzavano metodi di conservazione degli alimenti come la salatura delle carni, del pesce o l’aggiunta del succo di limone per evitare che frutta e verdura annerissero. Tra i vari utilizzi non erano rari i rischi di intossicazione provocati dall’ingestione di alimenti preparati manualmente e non sottoposti a trattamenti di sicurezza.
Grazie all’evoluzione tecnologica e al cambiamento delle abitudini alimentari, l’utilizzo degli additivi alimentari si è esteso cosicché la produzione e distribuzione dei prodotti alimentari si sono diffuse ovunque mediante il loro utilizzo. Andiamo a vedere quali sono le tipologie di additivi e che tipo di effetti possono avere sulla salute.
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Cosa sono gli additivi?
Gli additivi alimentari sono delle sostanze naturali o artificiali, che derivano da prodotti naturali ma che subiscono una lavorazione all’interno di laboratori. In ogni etichetta applicata sui prodotti, secondo la legge, deve essere presente l’additivo utilizzato e la funzione specifica per cui è stato aggiunto. Inoltre viene identificato da un numero che è preceduto dalla lettera E.

Parlare degli additivi suscita sempre polemiche, ma è bene ricordare che si tratta comunque di sostanze naturali che vengono studiate e documentate per evidenziare possibili problemi per la salute. Nella preparazione e conservazione degli alimenti è autorizzato l’utilizzo solo delle sostanze elencate all’interno di una lista “positiva” che passa sotto il controllo del Ministero della Salute.
Come si distinguono gli additivi?
Nell’Unione Europea ogni additivo presente sulle etichette dei prodotti deve essere preceduto da una lettera E, classificato in base alla funzione che svolge all’interno dell’alimento a cui è stato aggiunto. Laddove presenti, queste sostanze vanno indicante insieme agli ingredienti interni come viene stabilito dal Regolamento.
Le etichette dei prodotti devono descrivere la funzione svolta dall’additivo e seguita dalla tipologia di sostanza utilizzata. Per esempio la curcumina, essendo un colorante viene indicata sull’etichetta come “colorante: curcumina” oppure “colorante: E100”. La necessità di utilizzare gli additivi dipende dal processo di produzione, dagli ingredienti utilizzati, da ciò che si vuole ottenere, dal tipo di conservazione, dalla necessità di proteggere gli alimenti dai batteri e da tanti altri fattori.
Non è consentito l’utilizzo degli additivi in aggiunta ad alimenti come la pasta, l’olio di oliva o il miele, perché non è adeguato alla normativa vigente. In altri cibi, invece, l’utilizzo è molto limitato. Negli alimenti come latte, frutta e verdure fresche è consentito l’utilizzo solo di alcuni additivi.
Più un cibo è lavorato più aumentano gli additivi utilizzati. Alimenti come salse, snack, dolci sono alcuni dei prodotti maggiormente lavorati a cui è consentito l’impiego degli additivi. Molti additivi sono di origine naturale, altri vengono modificati per renderli migliori oppure prodotti in laboratorio. Quelli di origine naturale includono nutrienti come la vitamina C, il licopene presente nel pomodoro, le antocianine presenti nei frutti di bosco, la curcumina e la pectina.
Gli additivi sono sicuri?
Tutti gli additivi alimentari utilizzati nell’UE sono stati sottoposti a controlli da parte dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Sono pertanto inseriti nell’elenco ufficiale UE degli additivi approvati, solo se considerati sicuri per la nostra salute. Le valutazioni sulla sicurezza sono periodicamente sottoposte a controlli per evidenziare eventuali informazioni che possano arrecare danni alla salute.
L’EFSA si occupa di:
- effettuare valutazioni della sicurezza di nuovi additivi alimentari o di nuovi utilizzi proposti per additivi alimentari che già esistono, prima che vengano autorizzati dall’Unione Europea;
- effettuare un controllo di tutti gli additivi alimentari ammessi nell’UE prima del 20-01-2009;
- rispondere a specifiche richieste della Commissione europea di controllare alcuni additivi sulla base di nuove informazioni scientifiche e dell’evoluzione del loro utilizzo.
Un additivo alimentare può essere autorizzato solo se:
- non è rischioso per la sicurezza e salute dei consumatori;
- esiste una necessità tecnica per il suo utilizzo che non può essere soddisfatta con altri mezzi;
- il suo utilizzo non fa commettere errori ai consumatori.
Il Regolamento dell’UE sancisce i requisiti di purezza che devono possedere gli additivi alimentari prima di essere aggiunti agli ingredienti. L’EFSA cerca di stabilire dove possibile una dose quotidiana ammissibile per ogni sostanza, la DGA, che un individuo può consumare senza rischi per la salute. Di solito la DGA è in milligrammi per kg corporeo al giorno e può essere applicata a un singolo additivo oppure a un gruppo con proprietà simili. Quando effettua il controllo degli additivi già autorizzati, può confermare o modificare il DGA esistente dopo avere esaminato tutte le informazioni in suo possesso.
Gli additivi possono avere effetti sulla salute?
Le ricerche effettuate sugli additivi da esperti del settore sembrano non avere evidenziato dei rischi legati allo sviluppo di patologie in merito al consumo in quantità limitate degli additivi. Fanno eccezione, i nitriti e nitrati utilizzati come conservanti o per dare sapore alla carne e agli insaccati. A causa delle modificazioni che possono subire all’interno del nostro organismo, possono trasformarsi in sostanze cancerogene.
I nitriti sono usati come conservanti perché possono impedire lo sviluppo di microorganismi molto pericolosi, principali responsabili del botulismo. Le leggi in vigore che regolano l’uso dei nitriti, come additivi alimentari consentono il loro utilizzo in piccole quantità.
Assumere nitriti per lungo tempo e in grandi quantità può essere associato a un aumento del rischio di sviluppare possibili forme tumorali. Andrebbe quindi, secondo gli esperti, evitato o ridotto il consumo di cibi contenenti nitrito di potassio, di sodio e nitrato di potassio. Questi sono contenuti maggiormente in alimenti come carne in scatola, insaccati e carni lavorate. Al loro posto, i nutrizionisti consigliano il consumo di carni e salumi privi di conservanti, un’alimentazione ricca di frutta e verdura che contiene elevate quantità di antiossidanti e vitamine.
In generale, per evitare di acquistare prodotti ricchi di additivi può essere necessario:
- leggere con attenzioni l’etichetta, prediligendo l’acquisto di alimenti con un basso contenuto di additivi;
- controllare il prezzo degli alimenti con colori troppo forti, che se costano poco sicuramente sono ricchi di coloranti artificiali;
- scegliere cibi freschi, evitando pietanze precotte e confezionate dove l’uso degli additivi è spesso eccessivo.