Sindrome della cauda equina: cause, diagnosi, test, prevenzione e trattamenti

La sindrome  della cauda equina è caratterizzata da una grave perdita della funzione del plesso lombare causata da lesioni che interessano i nervi spinali. La patologia interessa l’ultimo tratto del midollo spinale e interessa le vertebre L1-L2 e la cauda equina, ovvero la posizione assunta dai nervi che interessano quest’area.

La sindrome della cauda equina può essere definita come una patologia di grave entità. Ma quali sintomi comporta e quali sono le cause? Andiamo ad approfondire il tutto in questa nuova lettura!

Sindrome della cauda equina: eziologia del disturbo

La sindrome della cauda equina interessa il plesso lombare al termine del midollo osseo, dove si raggruppano una serie di nervi spinali all’interno del canale vertebrale.

In caso di malfunzionamento delle funzioni legate al plesso lombare si parla generalmente di sindrome della cauda equina, conosciuta anche con il nome di sindrome della cauda bassa o sindrome della cauda alta.

Cause della patologia

Tra le cause all’origine della sindrome della cauda equina si trovano traumi, lesioni e neoplasie, malattie infiammatorie o stenosi del canale vertebrale. Tra le lesioni e neoplasie la causa più comune è rappresentata dall’ernia del disco responsabile delle anomalie alla base delle disfunzioni della cauda equina. I traumi responsabili della patologia si concentrano in particolar modo sul basso rachide lombare e possono comprendere tagli, traumi da arma da fuoco, frattura vertebrale, anestesia spinale, puntura lombare e trauma da catetere.

Le malattie infiammatorie alla base della sindrome della cauda equina comprendono invece: il morbo di Paget, tubercolosi ossea, spondilite anchilosante e la polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica. La stenosi del canale vertebrale lombare si rivela invece una delle maggiori cause dell’artrosi, grave ernia del disco, ma può originarsi anche a seguito di malformazioni presenti dalla nascita del soggetto affetto da sindrome della cauda equina. La sindrome può comparire anche durante la gravidanza in caso di ernia discale, a causa dell’età della gestante.

Corredo sintomatico

La sindrome da cauda equina comprende una serie di sintomi tra cui:

  • debolezza muscolare degli arti inferiori
  • paraplegia
  • disfunzione erettile 
  • incontinenza fecale
  • incontinenza urinaria
  • vescica neurogena
  • ritenzione urinaria (sopratutto in fase iniziale della patologia)
  • dolore
  • anestesia a sella
  • assenza bilaterale del riflesso patellare

Il corredo sintomatico può variare a seconda della gravità del disturbo e dei soggetti e si rende necessaria una diagnosi medica completa di test e analisi specifiche.

Diagnosi e analisi di laboratorio

In caso di sintomi anomali, come quelli sopra descritti, la diagnosi della sindrome della cauda equina si dimostra differenziale e comprende un esame specifico della sensibilità dolorosa. In questo caso si utilizza uno spillo per individuare un’analgesia (un’assenza di sintomi dolorosi a contatto con lo strumento appuntito). In alcuni casi anche le difficoltà motorie o l’incapacità di poter camminare possono essere etichettate come una delle cause secondarie della sindrome della cauda equina o morbo di Pott. Tra gli esami eseguiti in sede di laboratorio si trovano: RM o TAC.

Sindrome della cauda equina: trattamenti e prevenzione

I trattamenti per la sindrome della cauda equina si suddividono nei rimedi chirurgici e nei rimedi farmacologici a seconda dello stadio e della gravità della malattia. Nella maggior parte dei casi la sindrome rientra all’interno delle patologie di emergenza media o grave per le quali ricorrere alla chirurgia. In caso di ernia del disco si interviene con una decompressione chirurgica eseguita tramite laminectomia (eseguita solitamente entro le prima 48 ore dalla comparsa dei sintomi).

In caso si traumi il soggetto affetto da sindrome della cauda equina deve essere invece immobilizzato e l’intervento chirurgico può prevedere l’asportazione di frammenti del tessuto osseo, sangue, disco intervertebrale, masse tumorali. In quest’ultimo caso, in presenza di metastasi o tumori non asportabili chirurgicamente, possono essere prescritte ulteriori terapie come la radioterapia e chemioterapia.  I trattamenti farmacologici prescritti in caso di sindrome della cauda equina comprendono generalmente FANS oppure steroidi, antibiotici in caso di infezioni di origine batterica.

Prognosi

La prognosi della sindrome della cauda equina prevede fisioterapia, ma anche terapia di tipo occupazionale rivolta nello specifico ai casi disfunzione degli arti inferiori. Ai soggetti obesi viene inoltre prescritta una dieta alimentare ipocalorica per ridurre il peso che grava sugli arti. Il pieno recupero della mobilità varia a seconda della compromissione dei nervi spinali e può richiedere anni, mentre nel peggiore dei casi si può assistere anche ad un danno permanente e irrecuperabile.

Prevenzione

A prevenzione della sindrome della cauda equina si trova soprattutto un’analisi dei sintomi in fase iniziale. Si rende necessario tenere sotto controllo eventuali anomali dei processi urinari e fecali e la perdita di sensibilità perineale. Entro le prime 48 ore dalla diagnosi si può ricorrere ai trattamenti chirurgici sopra descritti.

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