Ulcera: che cos’è? Possibili cause e sintomatologia

L’ulcera è una lesione infiammatoria che si può manifestare sulla parete interna dello stomaco, prendendo il nome di “ulcera gastrica” oppure del duodeno, chiamata “ulcera duodenale”.

Quando le difese della mucosa sono attaccate da un’infiammazione cronica oppure a causa di agenti irritanti, ecco che gli enzimi digestivi possono provocare delle lesioni e un’ulcera “peptica” che può avere delle conseguenze più o meno gravi. Scopriamo insieme quali sono i sintomi più frequenti, le possibili cause che generano le lesioni e come intervenire chiedendo aiuto a uno specialista.

Che cos’è l’ulcera?

L’ulcera è una lesione della pelle o di un tessuto epiteliale che si contraddistingue per una lenta cicatrizzazione, talvolta difficoltosa o assente. Si può sviluppare in conseguenza a una cattiva circolazione, a un’elevata e prolungata compressione oppure per un taglio. E’ necessaria una buona circolazione del sangue affinché si possa rimarginare la ferita, in caso contrario anche piccole lesioni potrebbero avere difficoltà a rimarginarsi correttamente e con il passare del tempo potrebbero trasformarsi in ulcere cutanee.

Se un’ulcera si infetta, questa necessita di un trattamento rapido altrimenti si potrebbe incorrere nel rischio di sviluppare un’infezione che può diffondersi in tutto il corpo.

Quali possono essere le possibili cause?

Esistono varie tipologie di ulcera, ciascuna provocata da fattori diversi che però hanno in comune un’alterazione della circolazione sanguigna. All’origine dell’ulcera c’è solitamente un aumento dell’acidità dello stomaco, gastriti croniche, terapie a base di antinfiammatori non steroidei, corticosteroidi, fumo e stress. Un ruolo importante nello sviluppo delle ulcere sembra anche essere legato alle infezioni batteriche, una teoria ancora oggi oggetto di studio. Tra le principali possibili cause possiamo trovare:

  • il diabete: un’elevato valore della glicemia può danneggiare i nervi e produrre una neuropatia periferica con una conseguente perdita del senso del tatto nei piedi e nelle gambe, che può rendere più complesso nei pazienti diabetici individuare tempestivamente le lesioni. La glicemia può anche rallentare la guarigione delle ferite che se non trattate adeguatamente possono portate alle ulcere;
  • l’arteriosclerosi: nelle persone soggette a questa patologia, le arterie si restringono e non consentono al sangue di circolare correttamente. Se una parte del corpo non riceve sangue a sufficienza, la cute collassa e si crea una piaga;
  • problemi di pressione: nei pazienti che non camminano e sono a letto, la pressione comprime i vasi sanguigni bloccando il flusso regolare del sangue e favorendo l’insorgenza delle ulcere. Si parla in questo caso di “ulcere da pressione” anche conosciute con il termine di “piaghe da decubito”;
  • insufficienza venosa cronica: si verifica quando le vene non sono in grado di portare sangue dalle gambe al cuore. Il sangue si accumula nelle vene delle gambe generando gonfiore. In casi in cui il gonfiore è molto evidente si può arrivare anche alle ulcere;
  • stress: l’ulcera da stress si manifesta sotto forma di lesione della mucosa del tratto digerente che si sviluppa a seguito di uno stress acuto come quello provocato da una patologia oppure da un grave shock fisico. Può manifestarsi a seguito di un’ustione estesa oppure di un trauma cranico. In questi casi si parla di “ulcera di Curling” e di “ulcera di Cushing”. L’ulcera da stress può avere vari stadi, in alcuni casi si tratta di erosioni superficiali e asintomatiche con un sanguinamento occulto. In altre situazioni, le lesioni possono essere profonde, sintomatiche e con un sanguinamento ben visibile. Solitamente interessano il corpo e il fondo dello stomaco ma possono comparire più raramente anche nel duodeno, nell’antro gastrico e nell’esofago.

Sintomatologia

Un’ulcera cutanea può produrre una piccolo cratere sulla cute da cui fuoriesce liquido sieroso, sangue oppure pus. La cute intorno all’ulcera può essere ispessita e scolorita. Le ulcere cutanee solitamente iniziano lentamente e possono peggiorare poco per volta man mano che la pelle si lesiona. Nelle prime fasi può manifestarsi una zona scolorita, più scura oppure più chiara del tessuto cutaneo circostante. La zona può anche prudere o bruciare.

Le ulcere cutanee lievi sono superficiali e possono colpire solo strati esterni della pelle, quelle più gravi si possono estendere agli strati sottostanti della pelle e al tessuto sottocutaneo. In casi molto gravi, l’ulcera può coinvolgere muscoli e ossa. Anche le piccole ulcere della pelle possono produrre infezioni, dal momento che la guarigione è lenta.

Il dolore sotto lo sterno può essere sintomo di un’ulcera duodenale che si manifesta quando lo stomaco è vuoto, lontano dai pasti e che si riduce non appena viene ingerito cibo. L’ulcera gastrica è talvolta associata a sintomi come nausea e vomito. Il disturbo può essere più frequente nella mezza stagione e può durare anche un paio di mesi.

Diagnosi

Un medico solitamente può diagnosticare la presenza di un’ulcera cutanea con la semplice osservazione. Ci sono casi in cui è necessario dovere ricorrere ai raggi X oppure alla TAC per controllare nel dettaglio l’ulcera e i vasi sanguigni. Le ulcere cutanee possono essere classificate come acute o croniche. Le ulcere acute possono guarire in circa 12 settimane. Quelle che, invece, stentano a guarire oppure che non guariscono dopo 12 settimane, vengono definite croniche. Ovviamente questa tipologia è più grave, può essere molto dolorosa e in grado di causare delle complicazioni di natura infettiva.

L’accertamento si compie sulla base dell’analisi dei sintomi e dell’esito degli esami come la gastroscopia, a cui viene spesso associato un prelievo ed analisi dei tessuti, e una radiografia con mezzo di contrasto. L’origine da infezione batterica può essere individuata con esami del sangue che evidenziano un’eventuale presenza di anticorpi specifici o dall’esito dell’esame dei tessuti prelevati nella lesione.

Quale trattamento viene consigliato?

Le piccole ulcere superficiali possono essere trattate in casa, qualora non sussistano problemi che ne possano impedire la guarigione. Se non guariscono in una decina di giorni è necessario richiedere l’intervento medico. Se poi l’ulcera è profonda e le sue dimensioni tendono ad aumentare, molto dolorosa e con segni di infezione, con cattivo odore e accompagnata da febbre, è necessario assolutamente rivolgersi tempestivamente a un medico.

E’ fondamentale ripristinare una buona circolazione sollevando le gambe, utilizzando calze a compressione, riducendo la pressione sulle aree soggette a ulcere, intervenendo chirurgicamente sulle vene in modo superficiale laddove necessario. Per le ulcere alle gambe i medici spesso consigliano di indossare delle calze a compressione per tutta la vita.

Essendo delle ferite con una lenta guarigione è necessario che il paziente si attenga al piano terapeutico prescritto dal suo medico. Se l’ulcera è accompagnata da dolore, il medico può prescrivere farmaci antidolorifici. Gli antibiotici, invece, possono essere consigliati per contrastare l’eventuale comparsa di possibili infezioni o per agire tempestivamente su una ferita già infetta. Per le ulcere profonde o quelle che non guariscono dopo un lungo periodo di tempo, potrebbe essere utile ricorrere a innesti cutanei.

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