Problemi di allattamento: sintomi, cause, consigli utili e rimedi naturali

I disturbi legati all’allattamento possono essere causati da un’errata posizione del neonato oppure da un’eccessiva produzione del latte. Il latte materno è l’alimento più completo per lo sviluppo del bambino fino ai primi sei mesi di vita. Anche se le poppate al seno rappresentano qualcosa di naturale, che instaurano un forte legame affettivo tra madre e figlio, talvolta, possono essere la causa di disturbi anche molto dolorosi per la madre che di conseguenza non garantiscono un’adeguata crescita e sviluppo del neonato.

Andiamo a vedere nello specifico che difficoltà si possono presentare per il neonato, quali sono le principali cause che generano la sintomatologia avvertita dalla madre e che tipo di rimedi naturali si possono intraprendere.

Difficoltà ad attaccare il neonato al seno

L’attaccamento al seno materno del neonato è fondamentale per favorirne la crescita e per aiutare ad aumentare la produzione del latte. Problemi come anestesia durante il parto, prematurità del piccolo, infezioni o malattie croniche possono essere una delle tante cause che stanno alla base della difficoltà da parte del neonato di coordinare poppata, deglutizione e respirazione. In altri casi la difficoltà può essere un problema fisico del piccolo che può interferire con la sua capacità di attaccarsi al seno.

Sintomatologia

Spesso alla base dell’impossibilità da parte del neonato di attaccarsi al seno materno c’è una scorretta posizione oppure un’abbondante produzione di latte. Il primo sintomo che si avverte è il dolore quando si allatta e quando ciò accade, è possibile che il bambino stia assumendo un’errata posizione, che provoca un’irritazione del capezzolo che diventa di colore rosso e dolente.

Quando si presentano questi sintomi è bene non sottovalutarli, in quanto può anche essere un rischio per il neonato che affaticandosi durante la poppata, non riesce a cibarsi del latte di cui ha bisogno per il suo sviluppo. Ciò peraltro, non aiuta la produzione del latte che a lungo andare sarà insufficiente per il reale fabbisogno del neonato. Tutti questi fattori possono compromettere il proseguimento dell’allattamento.

Principali cause

Andiamo a vedere nello specifico quali sono le principali cause che stanno alla base della sintomatologia avvertita dalla madre ogni qualvolta allatta il proprio neonato.

Ragadi

Si tratta di piccoli taglietti che sorgono al centro del capezzolo e sono generati da una scorretta posizione assunta dal neonato al momento dell’allattamento. Il dolore avvertito dalla madre può essere molto forte e per cercare di alleviarlo:

  • si può attaccare il neonato al seno non appena avrà fame;
  • si può cambiare posizione tra le varie poppate;
  • si possono lavare i capezzoli al termine di ogni poppata con acqua tiepida e lasciare asciugare il seno all’aria;
  • non si devono utilizzare coppette assorbilatte che trattenendo l’umidità impediscono alle ferite di cicatrizzare;
  • si può tirare il latte o spremerlo manualmente, dandolo al neonato con il biberon, se i tagli sanguinano e il dolore è molto forte.

Di contro però se si aspetta la guarigione delle ragadi, si corre il rischio che possa svilupparsi un ingorgo mammario.

Ingorgo mammario

Si tratta di un accumulo di latte soprattutto nei primi giorni di vita del neonato, in quanto i seni non vengono svuotati frequentemente a causa della scorretta posizione assunta dal bambino. I sintomi che si manifestano sono: gonfiore, pelle lucida, tesa e sensibile, dolore, arrossamento e febbre. In alcuni casi però, può essere dovuto a un reggiseno troppo stretto, oppure se si dorme a pancia in giù. Dall’ingorgo mammario si può generare la mastite.

Per cercare di lenire il disturbo si possono applicare dei panni caldi sull’areola per un quarto d’ora prima di iniziare l’allattamento. Si possono anche applicare dei panni freddi tra le varie poppate, per una decina di minuti per aiutare a ridurre l’infiammazione.

Dotto ostruito

Per scongiurare il blocco del dotto è consigliabile:

  • effettuare dei massaggi preparatori nel corso della gravidanza, specialmente quando si hanno i capezzoli piatti o introflessi;
  • evitare di indossare biancheria intima troppo stretta che potrebbe irritare il seno;
  • effettuare delle poppate frequenti cambiando la posizione del neonato;
  • applicare dei panni caldi prima della poppata;
  • effettuare dei leggeri massaggi sul seno per aiutare a migliorare il drenaggio;
  • evitare di dormire a pancia ingiù.

La causa che sta alla base di questo disturbo è spesso l’errata rimozione del latte e quindi le poche frequenti poppate che possono provare un gonfiore molto fastidioso al seno.

Mastite

Si tratta di un’infezione che colpisce una parte del seno e talvolta una sola mammella. Tra i sintomi più frequenti ci possono essere dolore, febbre, infiammazione, nausea e mal di testa. Può essere causata da vari fattori come dotto ostruito ragadi, abbassamento delle difese immunitarie o ingorgo mammario. In caso di mastite è sempre raccomandabile il riposo ma non la sospensione dell’allattamento ma piuttosto dare la poppata quando il seno non è infiammato.

Per cercare di evitare che possa insorgere quest’infezione occorre:

  • assicurarsi che il neonato si attacchi al seno in modo corretto;
  • cambiare posizione al neonato durante le poppate;
  • massaggiare la zona dolorante con piccoli movimenti verso l’areola in modo che fuoriesca il latte;
  • fare impacchi caldi e spremitura manuale del seno.

Se il dolore persiste è bene consultare il medico per un’eventuale terapia antibiotica che contrasti l’infezione.

Mughetto

Anche in questo caso si tratta di un’infezione causata da un piccolo fungo, che si può contrarre durante il passaggio dal canale del parto oppure nel corso dei primi mesi di vita che viene trasmessa alla madre durante la poppata. In questi casi la madre può avvertire dolore, i capezzoli si irritano, diventano lucidi e si avverte bruciore per un può di tempo anche al termine della poppata. In questi casi, solo dopo avere consultato il medico si può intervenire utilizzando delle pomate specifiche da applicare sul capezzolo.

Consigli per l’allattamento

Se nonostante sia passata la prima settimana di vita del bambino, questi ha ancora difficoltà nell’attaccarsi al seno e quindi la madre avverte dei disturbi anche fastidiosi, è fondamentale non scoraggiarsi. Quasi tutti i bebè imparano ad attaccarsi al seno materno con un piccolo aiuto. In particolare si consiglia di:

  • spostare il pasto per cercare di prolungare i tempi tra le varie poppate e dare così il ciuccio quando il piccolo ha fame, è errato;
  • se il neonato cresce poco e si sveglie svariate volte nell’arco delle 24 ore per mangiare, può essere necessario doverlo svegliare per allattarlo più di frequente fino a quando non avrà ripreso la crescita;
  • fare stare il neonato a contatto con la pelle della madre può aiutarlo a capire come attaccarsi al seno, inoltre può essere un valido aiuto per stimolare la produzione del latte;
  • vestire i neonati con indumenti leggeri, in quanto se molto coperti sentono caldo e tendono ad addormentarsi durante i pasti;
  • si può massaggiare il seno e riattivare la poppata tramite il movimento del capezzolo nella bocca del neonato, se si addormenta pochi minuti dopo essersi attaccato. Questi movimenti circolari verso il basso aiutano anche a fare scorrere il latte;
  • evitare di cambiare seno dopo pochi minuti che si allatta perché così facendo il bambino non prende tutto il latte contenuto nel seno fino in fondo, che è ricco di calorie. In alcuni casi però questo cambio può favorire la poppata se il neonato è pigro;
  • quando i seni sono troppo pieni è buona abitudine usare il tiralatte a fine poppata per evitare un ingorgo;
  • quando il neonato nonostante sia attaccato al seno non riesce a succhiare il latte, può essere utile tirare nello stesso momento il latte dall’altro seno aiutandovi con un tiralatte.

In alcuni casi può essere necessario dovere aggiungere delle calorie supplementari dando al piccolo il latte tirato in precedenza o quello di formula. In ogni caso è bene che vi rivolgiate al pediatra per stabilire le giuste quantità delle poppate e come fare nel caso in cui abbiate delle difficoltà.

Rimedi naturali

Per cercare di ovviare alle varie difficoltà che possono scaturire da uno scorretto posizionamento del neonato durante le poppate esistono dei rimedi naturali. Quelli che sembrano essere più efficaci sono:

  • impacchi caldi e massaggi che possono aiutare a favorire lo svuotamento dei seni;
  • applicare per una decina di minuti un panno caldo bagnato sull’areola, in modo che si possa ammorbidire il seno e favorire la poppata;
  • svuotare il seno spesso utilizzando un tiralatte e fare impacchi prima della poppata per aiutare a favorire il flusso del latte;
  • utilizzare una bottiglia in vetro con la bocca larga, ovviamente fredda e sterilizzata, che aiuti a fare uscire il latte. Per fare ciò occorre premere leggermente il collo sull’areola, in modo che aderisca bene al seno e fuoriesca il latte.

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