Ashwagandha: proprietà, benefici e controindicazioni

La specie Ashwagandha, dal nome scientifico Withania somnifera, appartiene alla famiglia delle Solanaceae e vanta diverse proprietà. L’Ashwagandha viene anche chiamata ‘ciliegia d’inverno’, ‘uva spina velenosa’, ‘winter cherry’, ‘ginseng indiano’. Andiamo ad approfondire di seguito tutte le particolarità e caratteristiche della specie.

Caratteristiche e descrizione

La pianta Ashwagandha appartiene alla stessa famiglia del pomodoro e di altre specie. Esteticamente la specie può raggiungere fino ai 170 centimetri di altezza e presenta fiori dalle sfumature verdi e gialle. I frutti variano di colore a seconda della maturazione raggiunta, differenziandosi dal rosso, al giallo, fino alle sfumature più arancioni. L’Ashwagandha è inoltre ricoperta da uno strato di peluria tendente al colore grigio.

In Italia la pianta cresce soltanto in alcune aree del Mediterraneo, come la Sardegna e la Sicilia, mentre a livello mondiale viene coltivata in India, Sri Lanka, Nepal e Africa. In fitoterapia la specie viene utilizzata per trattare diversi organi e disturbi.

Proprietà benefiche dell’Ashwagandha

L’Ashwagandha viene comunemente utilizzata in campo medico/fitoterapico e può aiutare a migliorare e preservare la salute di diversi organi, tra cui le ossa, le cartilagini e le articolazioni; utero e ovaie; sistema nervoso autonomo e centrale; sistema emopoietico; muscolatura liscia; sistema immunitario, circolazione sanguina e cervello.

Le popolazioni antiche sfruttavano i benefici della pianta per tonificare e preservare la salute generale di diversi organi interni. L’Ashwagandha viene odiernamente consigliata come coadiuvante all’alimentazione corretta e consigli medici per combattere lo stress psicofisico a protezione del sistema nervoso centrale, ma anche per aumentare il livello di testosterone e la fertilità maschile. Per questo motivo la specie viene spesso inserita all’interno di diverse formulazioni di integratori alimentari specifici, come Fertilina Love Me, a sostegno della fertilità.

Tra le altre proprietà dell’Ashwagandha può aiutare ad apportare un incremento della memoria e delle funzionalità cognitive, a possibile azione protettiva delle cellule cerebrali dalla degenerazione. L’assunzione della specie può aiutare a migliorare il benessere dell’organismo in caso di morbo Parkinson e Alzheimer. L’Ashwagandha viene consigliata ai soggetti che soffrono di ipotiroidismo e tiroidite di Hashimoto come coadiuvante alle terapie. La sua assunzione può aiutare a regolarizzare i livelli degli zuccheri nel sangue, ad azione coadiuvante in caso di sintomi dello stress e quelli depressivi.

Effetti collaterali e controindicazioni

L’Ashwagandha presenta anche qualche effetto collaterale e controindicazione. Assunzioni eccessive possono causare disturbi gastrointestinali, diarrea e vomito, in alcuni casi tireotossicosi. L’assunzione è sconsigliata in caso di ipersensibilità e allergia al principio attivo. L’Ashwagandha può causare interazioni con alcune terapie farmacologiche a base di anticonvulsivanti, antipsicotici, barbiturici, antidepressivi, Benzodiazepine, Fenitonina.

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