Patologie dei muscoli delle guance: sintomi, possibili cause e rimedi

Il dolore facciale consiste in una sensazione dolorosa che si avverte sul viso, nelle zone comprese tra bocca, naso, orecchie e occhi. Talvolta questo disturbo può essere accompagnato da mal di testa ed emicrania, a cui si possono associare altri sintomi.

Traumi, fratture, infezioni orali oppure colpi di freddo possono determinare dolore e generare delle patologie che possono coinvolgere i muscoli delle guance. Scopriamo insieme quali sono i possibili sintomi, le cause e rimedi.

Che cos’è l’emispasmo facciale?

L’emispasmo facciale è considerata, in medicina, una condizione neurologica che coinvolge i muscoli di un lato del viso che iniziano a contrarsi involontariamente. Lo spasmo può essere prodotto da compressioni o lesioni del nervo facciale che controlla i muscoli delle espressioni del viso. Si tratta di una condizione che può colpire indistintamente sia uomini che donne ma che sembra riguardare, però, maggiormente le donne di mezza età.

Lo spasmo emifacciale può essere indolore e può colpire un lato del viso a causa di un malfunzionamento del 7° nervo cranico, chiamato anche nervo facciale, o dell’area cerebrale che lo controlla. Questo nervo muove i muscoli della faccia stimolando le ghiandole salivari, lacrimali e consente ai due terzi della parte anteriore della lingua di individuare i sapori. Inoltre, si occupa di controllare un muscolo coinvolto nell’udito.

La contrazione può manifestarsi occasionalmente all’inizio per poi diventare, in alcuni casi, anche costante. Lo spasmo emifacciale viene solitamente diagnosticato a seguito di una serie di sintomi che possono manifestarsi. Gli spasmi possono essere provocati da un’arteria o un gruppo di arterie posizionate in modo errato che comprime il nervo cranico facciale nel punto in cui fuoriesce dal tronco cerebrale.

Per avere la certezza di una corretta diagnosi viene eseguita una risonanza magnetica per immagini che verifica l’eventuale presenza di altri sintomi che possono causare disturbi simili. Solitamente questa patologia viene trattata dagli specialisti con tossina botulinica oppure altri farmaci che qualora dovessero essere inefficaci potrebbe essere necessario dovere ricorrere a un intervento chirurgico. 

Sintomatologia

L’emispasmo facciale, come abbiamo detto, può essere un disturbo caratterizzato da una condizione unilaterale, involontaria e occasionale dei muscoli della faccia. Il nervo facciale si occupa di controllare i movimenti di fronte, occhi, collo e guance. Inizialmente lo spasmo facciale può interessare le palpebre con piccoli movimenti che possono portare a uno spasmo serrato con la chiusura costante dell’occhio.

In altri casi, lo spasmo può iniziare dalla fronte o dalla parte inferiore del viso. L’emispasmo facciale che inizia dalla parte bassa del viso possiede la caratteristica della deviazione della rima buccale. Alcune volte, lo spasmo può coinvolgere i muscoli superficiali della parte anteriore del collo. I principali sintomi dell’emispasmo facciale possono essere:

  • spasmi e contrazioni muscolari involontarie;
  • piccole flessioni dei muscoli da un solo lato della faccia;
  • piccole contrazioni a intervallo della palpebra;
  • contrazioni continue dell’intero lato del viso.

Possibili cause dell’emispasmo facciale

La principale causa può essere legata alle pulsazioni di un vaso sanguigno che entra a contatto nel punto in cui il nervo facciale esce dal tronco cerebrale. Il conflitto tra vaso sanguigno e nervo irrita quest’ultimo provocandone lo spasmo. Altre cause possono essere dovute a malattie o qualsiasi processo che coinvolga lo spazio in prossimità del nervo e anomalie del tronco cerebrale.

L’emispasmo facciale può essere causato anche da una lesione o compressione del nervo facciale che può essere provocata da un vaso sanguigno ingrossato. In altri casi, più raramente, può essere dovuta alla presenza di un possibile tumore o di una paralisi periferica del nervo.

Quali sono le malattie associate al dolore facciale?

Le patologie che possono essere associate al dolore facciale sono: artrite, artrosi, ascessi, attacco cardiaco, bruxismo, carie, cefalea, infiammazione del nervo trigemino, otite, parotite, parodontite, poliposi nasale, sinusite, tumore delle ghiandole salivari. Ovviamente si tratta di possibili cause ma è sempre necessario parlarne con il proprio medico per avere una diagnosi mirata e precisa, escludendo le patologie non pertinenti.

Diagnosi dello spasmo emifacciale

La patologia viene diagnosticata dopo avere sottoposto il paziente a un esame neurologico e alle opportune indagini radiologiche o elettromiografiche. Per osservare la zona di emergenza dei nervi cranici, possono essere effettuate delle sessioni di risonanza magnetica dell’encefalo.

Lo spasmo emifacciale viene diagnosticato quando lo specialista osserva gli spasmi. E’ opportuno eseguire una RMI per escludere l’eventualità di possibili forme tumorali, anomalie strutturali e sclerosi multipla che possono provocare sintomi simili. La RMI può rilevare anche una curvatura arteriosa anomala che comprime il nervo.

Per indagare la possibile causa di dolore facciale, specie se prolungato, sarà possibile richiedere un consulto medico e recarsi presso uno specialista odontoiatra, otorinolaringoiatra, chirurgo maxillo-facciale che approfondirà la diagnosi. Può essere necessario rivolgersi al pronto soccorso laddove il dolore facciale, conseguente a un trauma, si accompagnasse a fitte lungo il braccio sinistro e il torace.

Quali possono essere i possibili rimedi?

Impacchi caldi e farmaci antinfiammatori possono aiutare ad alleviare il dolore facciale. Gli specialisti consigliano di evitare di consumare cibi gommosi oppure troppo duri che possono richiedere una prolungata masticazione. Quando alla base del disturbo c’è la presenza di una sinusite può essere necessario dovere assumere antibiotici. In caso di infezione virale possono essere prescritti antivirali dietro consulto medico. 

La prima forma di trattamento che viene consigliata da uno specialista del settore è, quindi, la terapia farmacologica che ha lo scopo di rilassare i muscoli. Questi farmaci possono essere somministrati per via orale oppure attraverso iniezioni intramuscolari. Nei casi in cui il trattamento farmacologico non dovesse dare alcun risultato è possibile che lo specialista consigli di intervenire con un trattamento chirurgico di decompressione microvascolare. In particolare:

  • la tossina botulinica: solitamente utilizzata per paralizzare i muscoli o trattare le rughe, diventa un farmaco iniettato nei muscoli colpiti che può essere indicato anche per gli spasmi emifacciali;
  • intervento chirurgico: consigliato qualora il trattamento farmacologico non dovesse avere successo, per separare l’arteria anomala se presente, dal nervo, posizionando fra loro una piccola spugna. L’intervento viene consigliato nei casi in cui il dolore sia generato da un’arteria posizionata in modo anomalo che preme sul nervo cranico. La procedura nei soggetti affetti da spasmo sembra essere simile a quella per il nervo trigemino. Il chirurgo pratica un piccolo buco nel cranio, alza un angolo del cervello per esporre il nervo. Successivamente separa l’arteria dal nervo e posiziona in mezzo una piccola spugna. Per effettuare l’intervento è necessaria l’anestesia totale e il rischio di possibili effetti collaterali sembra essere ridotto. Solitamente questa procedura può essere un aiuto per alleviare il dolore.
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