Anidride carbonica: che cos’è, a cosa serve, effetto serra e surriscaldamento globale

L’anidride carbonica è anche conosciuta con il nome di biossido di carbonio o diossido di carbonio. Questa sostanza è fondamentale per la vita terrestre, e si tratta di un ossido acido costituito da un atomo di carbonio legato a due di ossigeno. 

Sempre più di frequente si parla del cosiddetto “effetto serra” e del problema del “surriscaldamento globale”, ma realmente sono in pochi a conoscerne il vero significato e gli effetti. Scopriamo di che cosa si tratta, dove si trova e come viene prodotta l’anidride carbonica.

Che cos’è l’anidride carbonica?

L’anidride carbonica che in chimica viene indicata con la sigla C02, è un gas composto da due atomi di ossigeno e uno di carbonio, che possiede un peso specifico superiore a quello dell’aria. L’anidride carbonica è fondamentale per mantenerci in vita ma anche per la fotosintesi delle piante. Allo stesso tempo però, un’esagerata fuoriuscita di questo gas può risultare dannosa e quindi, responsabile dell’effetto serra.

Dove si trova?

L’anidride carbonica si trova ovunque:

  • nell’atmosfera terrestre: dove svolge un ruolo importante, insieme agli altri gas serra, senza i quali la temperatura della Terra sarebbe troppo bassa e quindi non ci consentirebbe la sopravvivenza. Un aumento eccessivo di anidride carbonica nell’atmosfera potrebbe provocare un fenomeno di surriscaldamento globale, ed è proprio quello che sta succedendo negli ultimi anni;
  • negli oceani: è presente in grandi quantità negli oceani, e con l’aumento di questo gas nell’atmosfera se ne registra un aumento anche nei mari. La conseguenza di tutto ciò, non ha effetti positivi sull’ambiente in quanto rappresenta l’inizio di quella che viene definita “acidificazione degli oceani”, che può mettere a dura prova le numerose specie acquatiche che popolano le acque marine e oceaniche.

L’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera è aumentato e la possibile causa è da attribuire alle corpose emissioni di combustibili fossili e alla deforestazione che investe il nostro pianeta.

Come viene prodotta l’anidride carbonica?

Da un punto di vista chimico, possiamo dire che l’anidride carbonica deriva dalla combustione di un composto organico in presenza di ossigeno. Il suo compito sembra essere quello di portare al termine il processo di ossidazione. Le piante utilizzano l’anidride carbonica sia per respirare che per cibarsi.

La quantità di questo gas presente nell’aria, negli anni è aumentata notevolmente fin dai tempi della Rivoluzione Industriale. La produzione, quindi, può essere riconducibile alle industrie che attraverso processi di produzione emettono gas serra in grandi quantità. Anche il riscaldamento delle case e dei veicoli alimentati con combustibili fossili emettono grandi quantità di anidride carbonica. Possiamo quindi evidenziare, che l’anidride carbonica sia prodotta:

  • attraverso combustione di petrolio e carbone, quindi legata alle industrie, centrali termoelettriche, ai veicoli;
  • attraverso la fermentazione naturale;
  • attraverso la conversione del metano per la produzione di idrogeno e ammoniaca;
  • attraverso la produzione di fosfato di sodio;
  • attraverso i pozzi naturali.

Fattori di rischio

L’anidride carbonica oggi è vista come un vero e proprio nemico da combattere per la nostra salute e il benessere dell’ambiente che ci circonda. Le continue fuoriuscite di anidride carbonica e degli altri gas sono sempre in aumento e ciò è dovuto al clima, che sta evidenziando negli ultimi anni dei segnali di cambiamento. Il surriscaldamento globale è un fenomeno che può avere conseguenze per la sopravvivenza di tutte le specie vegetali, animali, per la nostra esistenza che non dovrebbero essere sottovalutate.

Tutti i paesi del mondo hanno da tempo raggiunto la consapevolezza del rischio a cui piano piano potremmo andare incontro e per queste ragioni hanno adottato delle misure di prevenzione per cercare di limitarne la produzione. Ciò che crea maggiore preoccupazione è la situazione che coinvolge gli Stati Uniti, che possiede livelli di inquinamento e di emissioni di gas serra tra i più elevati del pianeta.

Cos’è l’effetto serra?

Abbiamo parlato dell’anidride carbonica menzionando l’effetto serra. Questo non è altro che un fenomeno atmosferico e climatico normale, che consente alla Terra di raggiungere un livello ottimale di riscaldamento. Questo fenomeno è legato alla presenza nell’aria dei gas serra, tra cui appunto l’anidride carbonica che permettono ai raggi del sole di attraversare l’atmosfera e di riscaldare la Terra. Se non ci fossero questi gas serra, il calore dei raggi solari rimarrebbe bloccato dall’atmosfera, non potremmo sopravvivere e la temperatura sarebbe troppo bassa.

Grazie all’effetto serra la temperatura della Terra, fino ad oggi, ha mantenuto un livello ottimale per consentire la sopravvivenza di tutte le specie. L’anidride carbonica combinata con gli altri gas non solo lascia passare i raggi solari per giungere sulla Terra, ma blocca anche “l’IR termico” emesso dalla Terra. Questa assorbe le radiazioni emesse dal sole e le rilascia nell’atmosfera. Questo IR termico, trattenuto dai gas, serra mitiga il clima del nostro pianeta. Se questo equilibrio subisse dei cambiamenti significativi, la vita sul nostro pianeta potrebbe subire delle ripercussioni negative.

Rischi del surriscaldamento globale

Se l’effetto serra venisse alterato in modo eccessivo, si potrebbe andare incontro a un fenomeno di “surriscaldamento globale”, nel quale le temperature si alzerebbero sempre di più portando a delle pericolose conseguenze, come ad esempio:

  • problemi all’agricoltura e alle coltivazioni;
  • carenza di disponibilità dell’acqua;
  • problemi climatici con frequenti fenomeni di inondazioni e uragani.

Cosa si può fare per ridurre l’effetto serra?

Gli effetti prodotti dal surriscaldamento globale potrebbero essere contrastati se ciascuno di noi si impegnasse a ridurre il proprio impatto sull’ambiente che lo circonda. In particolare:

  • si potrebbe viaggiare in modo sostenibile: il traffico in città, con la conseguente emissione di anidride carbonica, è uno dei principali responsabili del surriscaldamento globale. Limitare l’utilizzo dei veicoli inquinanti potrebbe essere il primo passo per aiutare l’ambiente;
  • si potrebbe mantenere ben funzionante la propria automobile: un veicolo che sia efficiente limita la produzione di gas serra, rispetto un’auto che funziona male. Quindi, è sempre bene prestare attenzione all’integrità delle ruote, all’olio, e soprattutto sarebbe buona abitudine non lasciare la macchina accesa quando è in sosta e fare rifornimento quando le temperature sono basse, per evitare l’evaporazione del carburante;
  • si potrebbero usare maggiormente i mezzi pubblici e prediligere le passeggiate a piedi;
  • si potrebbe utilizzare la bicicletta per fare brevi spostamenti;
  • si potrebbe ridurre il consumo energetico nella propria abitazione, scegliendo elettrodomestici con ridotto consumo energetico;
  • si potrebbe risparmiare energia elettrica spegnendo le luci quando non necessarie, gli elettrodomestici evitando di lasciarli in stand-by;
  • si potrebbero installare pannelli solari, fotovoltaici e fonti di energia rinnovabile;
  • si potrebbero cambiare le abitudini alimentari limitando il consumo di carne a una volta a settimana;
  • si potrebbero acquistare prodotti a km zero, imparare a riciclare, a riutilizzare tutte le confezioni e i contenitori degli alimenti che consumiamo o dei prodotti che utilizziamo, facendo la raccolta differenziata.

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