La vitamina K2 viene da molti esperti considerata un ottimo alleato della bellezza femminile, in quanto sembra essere in grado di potere aiutare a contrastare l’invecchiamento cellulare e a mantenere la pelle sana oltre che luminosa.
Oltre che essere utilizzata come ingrediente di numerose formulazioni interne di prodotti di bellezza, questa vitamina è impiegata anche all’interno di integratori alimentari per ossa e denti. I possibili effetti benefici che possono derivare da un’assunzione regolare di questa sostanza sembrano essere notevoli. Scopriamo insieme quali sono le principali caratteristiche di questa vitamina, come assumerla e che tipo di controindicazioni può avere.
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Che cos’è la vitamina K2?
La vitamina K2 appartiene al gruppo della vitamina K, e il suo nome scientifico è “menachione”. Durante il suo lavoro, all’interno del nostro organismo, sembra interagire con altre vitamine come la vitamina A e la vitamina D, che devono essere assunte con la stessa regolarità chiedendo però consiglio a un esperto. Tra le sue funzioni, questa vitamina viene utilizzata per indirizzare il calcio nei tessuti in cui è necessaria e perché può aiutare ad eliminare il calcio accumulato sulle pareti arteriose, aiutando a contrastare così la possibile insorgenza di eventuali malattie cardiovascolari, ictus e demenza.
In particolare, la vitamina K2 può entrare in azione attuando un fenomeno che gli esperti chiamano “paradosso del calcio”. Il corpo umano può reagire negativamente sia agli eccessi di calcio che possono calcificare le pareti delle arterie, sia agli stati di carenza che possono ridurre la funzionalità delle ossa.
Proprietà e possibili effetti benefici
Alla vitamina K2 vengono attribuite delle possibili proprietà che sembrano essere in grado di rilasciare possibili effetti benefici sul nostro organismo. In particolare, questa vitamina:

- sembra essere in grado di agire sia a livello cardiovascolare che osseo;
- può aiutare a contrastare le patologie più comuni a carico del cuore, poiché può aiutare a ridurre gli accumuli di calcio a livello arterioso;
- può aiutare a contrastare il rischio di osteoporosi, in quanto sembra essere in grado di aiutare a favorire la produzione dell’osteocalcina utile per rendere lo scheletro forte ed elastico;
- può aiutare a migliorare la salute dei denti, aiutando a contrastare l’insorgenza di eventuali carie e sensibilità dentale;
- può aiutare a esercitare una possibile azione antinfiammatoria;
- può svolgere una possibile azione antiossidante, utile per aiutare a contrastare un’eventuale presenza di rughe e invecchiamento cellulare provocato dai radicali liberi.
In quali alimenti possiamo trovare la vitamina K2?
La vitamina K2 è un nutriente che non sembra essere presente in quantità elevata negli alimenti che consumiamo abitualmente. Infatti, possiamo trovarla, ad esempio, nei fagioli di soia fermentati, nel fegato d’oca, in alcuni formaggi, anche nel latte e nel burro.
La minima dose alimentare quotidiana dovrebbe essere intorno ai 25-50 mcg ma un apporto alimentare adeguato sembra essere difficile se si pensa che raramente si mangiano questi alimenti. In Giappone assumono questa vitamina attraverso il consumo di un alimento che si chiama “Natto”, a base di fagioli di soia fermentati con un batterio che si trova nel tratto intestinale degli animali e dell’uomo. Si tratta di una pietanza che possiede un odore e un sapore molto forte, con una consistenza viscida. Molti lo consumano a colazione e ad oggi sembra essere la pietanza con la più alta concentrazione di vitamina K2.
Gli alimenti che contengono un’elevata concentrazione di vitamina K2 sono:
- il formaggio: specialmente quello di capra e di pecora anche se in misura minore la si può trovare in quello di mucca;
- tuorlo di uovo, meglio se biologico;
- fegatini di pollo e fegato d’oca;
- petto di pollo;
- kefir: una bevanda ricca di fermenti lattici che si ottiene dalla fermentazione del latte.
Una carenza prolungata di vitamina K2 può favorire sia l’insorgenza dell’osteoporosi, che dell’artrosi o di eventuali malattie cardiovascolari. Dopo i 50 anni, specialmente nelle donne in menopausa, i livelli di vitamina K2 si riducono ed è quindi, consigliato aggiungere all’alimentazione laddove necessario, chiedendo un parere medico, anche un supplemento adeguato attraverso il consumo di integratori alimentari.
Dosaggio e assunzione giornaliera consigliata
Come abbiamo visto, ci sono alcuni alimenti che contengono la vitamina K2. Per assumere questa vitamina, è quindi sufficiente privilegiare il consumo di formaggi e uova biologiche. Può anche essere assunta attraverso integratori che possono essere acquistati in farmacia o nei negozi specializzati, per i quali non è necessaria una prescrizione medica ma è consigliato chiedere comunque il parere a un esperto.
La vitamina K2 è prodotta dai batteri presenti nell’intestino. Nella sua forma meno attiva a livello biologico è maggiormente concentrata soprattutto nella carne e nei derivati animali, come uova, latte vaccino e yogurt. Si tratta sempre di batteri intestinali quelli che si occupano della sua trasformazione in MK-7, già presente nel cibo fermentato come i formaggi fermentati e il “natto” giapponese.
La quantità minima consigliata sembra essere compresa tra i 25 e i 50 mcg al giorno. Il solo apporto alimentare, però, difficilmente sembra essere in grado di fare fronte al fabbisogno. Per assumerla sarebbe necessario consumare l’equivalente di 4 kg di carne o 5 litri di latte. Per questo, spesso i medici consigliano l’utilizzo di integratori alimentari specifici da associare a un regime alimentare personalizzato ed equilibrato.
Gli integratori di vitamina K2: quando assumerli?
Abbiamo già evidenziato l’importanza di integrare attraverso l’alimentazione il consumo di cibi contenenti vitamina K2 e D, perché insieme possono aiutare a fortificare il processo di calcificazione ossea. Dal momento che la dieta spesso non è in grado di mantenere in equilibrio i livelli di queste vitamine, in alcuni casi può essere necessario ricorrere all’utilizzo di integratori alimentari.
In commercio si possono trovare tante tipologie di integratori, per questo è bene chiedere aiuto al proprio medico insieme al quale scegliere il prodotto più adatto alle necessità, la concentrazione adeguata e stabilire la posologia.
Nella maggior parte dei casi gli integratori contengono una forma velocemente biodisponibile di vitamina K2 e D3, che può essere utile per aiutare a mantenere il normale stato di salute delle ossa. L’assunzione solitamente è limitata a una capsula da deglutire in qualsiasi momento della giornata, ma è bene chiedere il corretto dosaggio a un esperto e rispettare le posologie riportate sulle confezioni.
Vitamina K2 e osteoporosi
La vitamina K2 è un nutriente essenziale che appartiene al gruppo K. La sua principale funzione sembra essere quella di aiutare a riequilibrare i livelli di calcio assunti mediante l’alimentazione, evitando che possano concentrarsi nel sangue e nelle arterie, indirizzandoli correttamente verso i tessuti ossei. La conseguenza è una possibile riduzione del rischio di un’eventuale formazione delle placche di calcio nelle arterie e un possibile miglioramento della calcificazione delle ossa.
Così facendo, sarà possibile contrastare l’azione svolta dalle cellule che si occupano del riassorbimento osseo, attivando l’osteocalcina, una proteina prodotta dagli osteoblasti in collaborazione con la vitamina D. Il risultato potrà essere la creazione di una retina calcificata che si fissa sulle ossa, rendendole flessibili e resistenti.
Dopo i 50 anni, in particolare nelle donne, si può verificare una significativa carenza di questa vitamina. Ecco perché può essere necessario introdurre nella propria alimentazione il consumo di alimenti che contengano questa vitamina e l’assunzione, previo consulto medico, di integratori specifici.
Controindicazioni e possibili effetti indesiderati
Non sembrano essere state riscontrate particolari tossicità associate a un’assunzione massiccia di vitamina K2. Coloro che assumono farmaci anticoagulanti è bene che chiedano consiglio al proprio medico prima di assumere alimenti ad alto contenuto di questa vitamina oppure integratori. Inoltre, si consiglia di evitare il fai da te, e di non assumerla se si seguono terapie farmacologiche.