Olio di palma: caratteristiche, modalità di utilizzo e possibili controindicazioni

L’olio di palma è un grasso di origine vegetale che si ottiene da un arbusto le cui proprietà sembrano essere diverse, così come le modalità di utilizzo. Conosciuto anche come “olio di semi di palma” o “olio di palmisto”, è originario di una vasta zona dell’Africa situata tra il Gambia e l’Angola. Oggi questa pianta è largamente coltivata nelle aree tropicali e nel continente americano.

L’olio di palma viene utilizzato per il basso costo e perché sembra essere resistente alle alte temperature. Irrancidisce difficilmente ed è quindi, utilizzabile nelle preparazioni di prodotti che richiedono una lunga conservazione. Non sembra avere alcun sapore e sembra essere facilmente digeribile dal nostro organismo. Scopriamo insieme quali sono le sue caratteristiche principali, come viene utilizzato e che tipo di controindicazioni può avere.

Che cos’è l’olio di palma?

L’olio di palma è uno dei principali oli vegetali impiegato nell’industria alimentare perché possiede un’ampia versatilità tecnologica e sembra avere proprietà che possono influire sulla struttura, sul gusto e sul tempo di conservazione di molti alimenti. L’olio di palma viene utilizzato soprattutto perché privo di sapore e per il suo elevato contenuto di acidi grassi saturi che gli consente di non irrancidire.

Grazie alla sue proprietà fisiche ovvero consistenza, durezza e plasticità può conferire a tanti alimenti una cremosità o croccantezza a seconda dei casi. Per alcuni prodotti non sembra ancora esistere un’alternativa vegetale che possa sostituire l’utilizzo dell’olio di palma. Inoltre, quest’olio viene impiegato oltre che nel settore alimentare anche per la produzione di prodotti per la casa come saponi e detergenti, per gli alimenti degli animali e per la produzione di biofuels.

Tipologie di olio di palma

Esistono tre tipi diversi di olio la cui differenza dipende dall’origine e dal metodo di lavorazione. In particolare:

  • olio di palma grezzo: viene ricavato dai frutti della palma e possiede il caratteristico colore arancio-rosso dovuto all’elevata concentrazione di carotenoidi, ricchi di vitamina A. Lasciato a temperatura ambiente è semi solido, con una consistenza paragonabile a quella dello strutto. Possiede un’elevata quantità di acidi grassi saturi che sono compensati da una buona dose di antiossidanti e vitamina E;
  • olio di palmisto: si ottiene dai semi della pianta. Possiede una consistenza semi solida a temperatura ambiente ed è ricco di acidi grassi saturi, con un colore bianco che ricorda il burro perché privo di carotenoidi;
  • olio di palma raffinato o bi-frazionato: a seguito del processo di bi-frazionamento e di raffinazione viene trasformato in stato liquido. Nel corso di questi processi, perde tutti gli antiossidanti che sono presenti nella forma grezza e quindi, tutte le possibili proprietà benefiche.

Caratteristiche dell’olio di palma

L’olio di palma è un prodotto ricco di grassi saturi che non sono ideali per coloro che tengono alla propria forma fisica. La presenza massiccia di grassi saturi può essere un pericolo per il colesterolo e può contribuire all’insorgenza di possibili disturbi cardiovascolari. Al contrario, c’è chi ne esalta l’elevato contenuto di vitamina E e carotenoidi.

L’olio di palma grezzo per le sue caratteristiche non sembra essere pericoloso per la salute del cuore, delle arterie o per il sovrappeso. Purtroppo però, quello che viene largamente utilizzato dall’industria alimentare è il suo equivalente raffinato che durante il processo di raffinazione perde tutte le sue possibili proprietà benefiche. Le alternative all’olio di palma esistono in commercio, da decenni e si tratta ad esempio dell’olio di girasole o di masi, e dell‘olio extravergine di oliva.

Modalità di utilizzo

L’olio di palma come abbiamo detto, viene largamente utilizzato nell’industria alimentare e in particolare, nei latti per l’infanzia. I latti presenti in commercio sono formulati appositamente per un’alimentazione del lattante in mancanza di quello materno. Essi contengono più olii vegetali selezionati per la prima infanzia, ciascuno con le proprie caratteristiche in modo da ottenere nel complesso un apporto di vari acidi grassi adeguato al fabbisogno nutrizionale del lattante.

Ogni olio vegetale possiede una propria composizione specifica e può apportare varie tipologie di acidi grassi, alcune delle quali fondamentali per la nutrizione del lattante che non viene alimentato al seno. L’oleina di palma in particolare, selezionata appositamente per la sua purezza, contenuta nei latti formulati è una parte specifica dell’olio di palma e viene utilizzata per apportare acido palmitico, una sostanza nutritiva contenuta naturalmente nel latte materno.

L’acido palmitico è uno degli acidi grassi più presenti nel latte materno e l’oleina di palma viene utilizzata al fine di potere garantire un apporto di questa sostanza nutritiva anche per tutti quei neonati che non possono ricevere il latte materno.

L’olio di palma trova impiego in cosmetica come componente di molti saponi, polveri detergenti e prodotti per la cura della persona. Per questi utilizzi vengono spesso usati i saponi di iodio o potassio e il palmitato di isopropile. La palma viene anche utilizzata nella produzione di biodiesel oppure come olio di palma poco raffinato miscelato al tradizionale gasolio.

L’olio di palma contiene acidi grassi trans?

L’olio di palma contiene una varietà di grassi, vitamine e sostanze nutritive, ma non sembra possedere acidi grassi “trans”. Essendo solido a temperatura ambiente non sembra necessitare di idrogenazione. Di conseguenza, l’olio di palma può essere considerato una possibile valida alternativa ai grassi idrogenati e riveste così un ruolo centrale nella possibile riduzione del contenuto di acidi grassi “trans” nei prodotti alimentari.

L’olio di palma può essere pericolo per la salute?

Il consumo di olio di palma non sembra provocare alcuna conseguenza per la salute, perché ricco di sostanze nutritive necessarie per il fabbisogno energetico giornaliero, rappresentando una possibile fonte di beta carotene e vitamina E.

Alcuni studi sembrano avere evidenziato che all’interno dell’olio di palma ci siano “tocoferoli” e “tocotrienoli” ovvero dei preziosi antiossidanti. Quest’olio possiede anche un contenuto leggermente inferiore di grassi saturi rispetto l’acido palmitico e il burro, per questo utilizzato in tanti alimenti. Purtroppo però, in molti alimenti viene utilizzato l’olio di palma raffinato i cui possibili effetti negativi che possono insorgere nel nostro organismo riguardano:

  • la formazione di placche arteriosclerotiche;
  • un aumento della produzione del colesterolo;
  • un possibile aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari;
  • un possibile rischio di obesità;
  • una possibile alterazione dei meccanismi di sazietà.

Le raccomandazioni della comunità scientifica sono però quelle di limitare il più possibile il consumo dei grassi saturi assunti con la dieta, per evitare di potere sviluppare patologie a carico del cuore o di fare aumentare i livelli di colesterolo nel sangue. Per questi motivi gli esperti consigliano di non superare un consumo giornaliero di grassi saturi pari al 10%.

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