Intossicazione alimentare: sintomi e cause, trattamenti, prevenzione e rimedi naturali

L’indigestione di cibo avariato o anche comunemente chiamata come “intossicazione alimentare” è una patologia che si manifesta a seguito dell’ingestione di cibo contaminato. Solitamente non sembrano essere necessari particolari trattamenti per i sintomi che ne derivano, ma può essere necessario in alcuni casi dovere ricorrere alle cure farmacologiche oppure a semplici rimedi naturali, a seconda della gravità della situazione.

Andiamo a vedere quali sono i sintomi, le cause, che tipo di alimentazione è consigliata in queste situazioni e quali trattamenti o rimedi naturali si possono assumere.

Che cos’è un’intossicazione alimentare?

Le intossicazioni alimentari sono delle irritazioni o infezioni che interessano il tratto gastrointestinale e sono provocati dall’ingestione di alimenti o bevande che possono contenere: batteri, virus, parassiti o sostanze chimiche pericolose per la nostra salute.

La maggior parte delle intossicazioni si manifesta con sintomi quali vomito, dissenteria, dolori addominali e febbre. Può manifestarsi in modo acuto, ovvero che si presenta in modo improvviso con una breve durata, e se così fosse spesso non viene prescritto alcun trattamento farmacologico. Raramente, invece, si possono manifestare delle complicazioni anche gravi, per le quali è assolutamente necessario ricorrere alle cure mediche.

Sintomatologia

La sintomatologia associata all’ingestione di cibo contaminato si manifesta dopo poche ore oppure nei giorni successivi, e la durata può variare da uno fino a 10 giorni. I sintomi accusati sono:

  • nausea e vomito;
  • diarrea anche acquosa;
  • dolori addominali;
  • febbre e brividi.

Nei casi più gravi, i frequenti episodi di vomito e diarrea possono dare origine a fenomeni di disidratazione e debolezza muscolare diffusa in tutto il corpo. Coloro che sono maggiormente esposti al rischio di intossicazione sono le persone anziane, le donne in gravidanza, neonati e bambini piccoli poiché hanno un sistema immunitario non del tutto definito, persone con patologie croniche che possiedono un sistema immunitario compromesso.

Quando si manifestano uno o più sintomi tra quelli sopra elencati, è opportuno reintegrare i liquidi persi attraverso il vomito e/o la diarrea per scongiurare il rischio di disidratazione. Bloccare invece, i sintomi può essere pericoloso perché il vomito soprattutto aiuta l’organismo a liberarsi del batterio, virus o parassita che ha provocato l’intossicazione.

I cibi che possono essere contaminati andrebbero conservati e cotti in modo corretto, specialmente se si tratta di carne cruda, pollame, alimenti pronti come salumi affettati, paté, formaggi freschi, panini preconfezionati, uova e latte. Se si è in possesso di una diagnosi precisa il medico può sottoporre il paziente all’assunzione di farmaci come antibiotici nel caso di intossicazioni provocate da batteri.

Intossicazione alimentare in gravidanza

Durante la gravidanza le donne sono più sensibili perché le difese immunitarie si attivano in modo diverso, per la presenza del feto. Pertanto un’intossicazione alimentare può provocare delle complicazioni. Tra le forme più pericolose possiamo trovare:

  • la listeriosi: che può provocare la morte del feto se contratta nei primi 3 mesi della gravidanza, parto prematuro se contratta dopo i 3 mesi;
  • la salmonellosi: che può diventare grave nel caso in cui si contragga il tifo;
  • la toxoplasmosi: un’infezione con sintomi solitamente leggeri ma che può essere causa di aborto, malformazioni del feto, danni celebrali o cecità.

Principali cause

La maggior parte delle intossicazioni alimentari è dovuta a batteri e virus, ma anche sostanze chimiche e parassiti possono provocare disturbi intestinali. L’ingestione di cibo contaminato può colpire una persona o più persone che abbiano consumato gli stessi alimenti. La contaminazione può avvenire in fase di produzione del cibo, quando viene elaborato o durante la cottura, e le cause possono essere dovute:

  • cottura incompleta di pollame o carne di maiale;
  • cattiva conservazione del cibo che necessita di una temperatura inferiore ai 5°C;
  • contatto del cibo con persone malate o con mani sporche;
  • cibo scaduto;
  • trasmissione di germi da cibo contaminato.

I batteri che possono contaminare i cibi sono:

  • campylobacter: batteri che si trovano nella carne cruda o poco cotta, nel latte crudo e nell’acqua non trattata. Il periodo di incubazione può oscillare dai due ai cinque giorni, mentre i sintomi si possono risolvere entro una settimana;
  • salmonella: questo batterio si trova nella carne cruda, poco cotta, nelle uova crude, nel latte e nei prodotti caseari. Il periodo di incubazione varia solitamente dalle 12 alle 72 ore, mentre i sintomi durano dai quattro ai sette giorni;
  • listeria: sono batteri che possono aggredire cibi preconfezionati, salumi, paté, formaggi molli che dovrebbero essere mangiati entro la scadenza. Il periodo di incubazione può variare da pochi giorni a diverse settimane, mentre i sintomi di solito passano entro tre giorni;
  • escherichia coli: sono batteri che si trovano nel sistema digestivo degli animali e dell’uomo. La maggior parte di questi batteri sono innocui ma alcuni possono anche provocare malattie gravi. L’intossicazione avviene dopo avere consumato carne di manzo cotta come hamburger, polpette e carne tritata oppure dopo avere bevuto latte crudo. Il periodo di incubazione è solitamente di uno massimo otto giorni, mentre i sintomi durano per un paio di giorni o settimane;
  • shigella: sono batteri che possono contaminare qualsiasi tipologia di cibo lavato in acqua contaminata. I sintomi si manifestano entro sette giorni dopo avere consumato cibo infetto e possono prolungarsi fino a una settimana;
  • stafilococco: è un batterio molto resistente al sale e quindi occorre prestare attenzione agli insaccati, al latte, ai formaggi e alimenti poco cotti. Il tempo di incubazione dell’infezione si manifesta anche dopo 6 ore dall’assunzione del cibo contaminato. I sintomi comprendono nausea, vomito, diarrea e dolori crampiformi all’addome. Di solito l’infezione non dura più di quattro giorni;
  • norovirus: è il virus che provoca diarrea e vomito. Si contagia da persona a persona con il cibo o l’acqua contaminata. I frutti di mare crudi come le ostriche sono la principale fonte di diffusione del virus. Il periodo di incubazione dura dalle 24 alle 48 ore e i sintomi di solito si risolvono in un paio di giorni.

I sintomi di intossicazione alimentare causata da un parassita si manifestano entro dieci giorni dall’avere consumato cibo contaminato e a volte possono anche essere necessarie settimane prima che si possa avvertire qualche disturbo.

Diagnosi

Per avere una diagnosi di intossicazione alimentare il medico deve indagare sulla sintomatologia lamentata dal paziente, sull’alimentazione recentemente consumata, sul quadro clinico generale ed effettuare quindi un esame. I test ai quali vengono sottoposti i soggetti che presentano i sintomi da molti giorni, sono:

  • esame delle feci;
  • esame del vomito;
  • esame del cibo incriminato.

Prevenzione

Se si seguono delle piccole regole è possibile evitare di imbattersi in un’intossicazione alimentare. In particolare:

  • occorre lavarsi bene le mani prima toccare il cibo;
  • occorre regolare il frigorifero a una temperatura di +4°C;
  • occorre pulire gli utensili da cucina con acqua calda, detersivo dopo averli utilizzati per preparare carne o pesce;
  • occorre non scongelare la carne a temperatura ambiente ma bensì lasciarla sciogliere lentamente in frigo oppure in forno a microonde e cucinarla subito;
  • evitare di consumare cibi crudi marinati, carne, pesce e uova crude.

Ricordiamo di evitare il consumo assoluto di cibi che:

  • abbiano un odore sospetto oppure un aspetto avariato;
  • siano contenuti all’interno di contenitori rotti;
  • siano già cotti, come la carne oppure latticini non conservati in frigo per più di due ore.

Linee guida sull’alimentazione

Come sappiamo, l’alimentazione ha sempre un ruolo molto importante per aiutare a contrastare diverse patologie, se associata alle dovute cure farmacologiche e consigli del proprio medico. In particolare, per evitare il rischio di disidratazione in soggetti adulti, si consiglia di:

  • bere molti liquidi come brodi, bevande sportive, senza caffeina e soluzioni reidratanti;
  • fare sciogliere in bocca piccoli pezzi di ghiaccio, in presenza di vomito;
  • introdurre poco per volta il solito cibo, iniziando con alimenti come riso, patate, pane, carni magre, banane;
  • evitare il consumo di alimenti grassi, zuccherati, prodotti a base di latte e derivati, caffeina e alcool.

In caso di neonati e bambini è bene:

  • somministrare prodotti specifici per reidratarli, seguendo le indicazioni del pediatra;
  • consentire al bambino di mangiare ogni qualvolta ha fame;
  • somministrare il latte o allattarlo al seno.

Trattamenti farmacologici

I trattamenti che vengono comunemente consigliati prevedono la reintroduzione dei liquidi persi, sodio, calcio e potassio. Nei casi più seri in cui i sintomi persistono può essere necessario recarsi in ospedale. Le cause principali, come abbiamo visto possono anche riguardare la presenza di batteri che contaminano i cibi consumati e in questo caso sarà opportuno sottoporre il paziente a esami specifici. Il medico accertata la diagnosi può indicare l’antibiotico più adatto.

Rimedi naturali

Importante reintrodurre i liquidi persi con vomito e diarrea, ma è altrettanto fondamentale seguire una dieta leggera a cui potere associare dei rimedi naturali. Questi possono essere un valido supporto alla terapia farmacologica, in quanto aiutano a calmare il vomito, il senso di nausea. In particolare:

  • tisana a base di radice di zenzero: può aiutare a ridurre i disturbi di tipo digestivo;
  • tisana al finocchio: in caso di crampi all’addome, in quanto può aiutare a ridurre i gas intestinali;
  • mirtilli freschi o essiccati: in presenza di diarrea, si possono consumare infusi di mirtilli essiccati, in non più di due tazze al giorno lontano dai pasti.

Lascia un commento

Continuando la navigazione sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie come specificato nella cookie policy, in alternativa ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy.. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi