Assunzione prolungata di farmaci: sintomi, cause, diagnosi e rimedi naturali

L’assunzione prolungata di farmaci può determinare un accumulo di sostanze chimiche e tossine che gli organi cosiddetti “emuntori”, ovvero reni, fegato e polmoni, devono eliminare per evitare di andare incontro a malattie e danni per l’organismo. L’eliminazione di queste sostanze è un meccanismo molto faticoso che richiede energia da parte di questi organi ed è quindi fondamentale sottoporre il proprio organismo a periodi di disintossicazione e depurazione.

Lo smaltimento dell’accumulo eccessivo di queste sostanze nocive senza un’adeguata disintossicazione risulterebbe difficile se non impossibile da compiere, con un conseguente stress sia fisico che mentale. Il fegato è l’organo che ne può risentire maggiormente, in quanto la sua principale funzione è proprio quella di eliminare gli alimenti, i farmaci e le tossine, ma anche qualsiasi altro elemento che entra nel nostro organismo.

Andiamo a vedere in particolare quali sono i sintomi, le cause e che tipo di rimedi naturali possono essere utili per depurare il nostro corpo, dopo una prolungata assunzione di farmaci.

Cosa si intende per effetti indesiderati?

Quando si assumono farmaci per lunghi periodi il nostro organismo può ritrovarsi a dovere fare i conti con un affaticamento degli organi che si occupano dello smaltimento di tutte le sostanze nocive, come le tossine e all’insorgenza di effetti indesiderati. Questi sono dei disturbi più o meno fastidiosi che i farmaci possono produrre insieme alla loro azione terapeutica.

Si tratta di una serie di effetti che possono essere talvolta sopportati dalla persona, purché non siano gravi. In questi casi la reazione è legata all’azione del farmaco sull’organismo e si può manifestare ad esempio con eccessiva sonnolenza durante l’arco della giornata, se magari la sera prima si è assunto un sonnifero. L’effetto indesiderato si può presentare quindi, come un’esagerazione del normale effetto curativo che dovrebbe portare il farmaco assunto.

Le principali cause

Anche se un farmaco viene assunto nelle dosi corrette può provocare degli effetti indesiderati su organi e apparati diversi da quelli in cui si è sviluppata la malattia. Un farmaco, ad esempio, ad azione antinfiammatoria oltre che agire sul dolore e sull’infiammazione, può provocare disturbi di stomaco. Questi disturbi sono leggeri e il più delle volte non persistono ma possono però, diventare gravi in coloro che sono particolarmente sensibili. Per questo motivo alcuni tipi di farmaci vengono sconsigliati in presenza di particolari condizioni di salute o patologie.

Esistono delle reazioni che invece sono causate dalla dose che si assume e in questi casi si parla di “reazioni idiosincrasiche”, per indicare tutte quelle reazioni che coinvolgono alcuni individui per un’origine congenita o reazioni allergiche, che si manifestano a seguito di un contatto ripetuto con il farmaco, cosicché il paziente produce anticorpi contro il farmaco stesso.

Questi effetti indesiderati non si possono prevedere, talvolta gravi e alcune volte sconosciuti fin dal momento dell’introduzione del nuovo farmaco, sul commercio. Se i farmaci vengono assunti per periodi di tempo prolungati o in modo errato, è più facile che si possano manifestare degli effetti indesiderati.

Sintomatologia

Le reazioni indesiderate dovute a un’eccessiva assunzione di farmaci possono essere classificate come lievi, moderate, gravi o letali secondo quella che è una classificazione stabilita dall’OMS. La sintomatologia può presentarsi subito dopo la prima assunzione del farmaco oppure solo dopo un uso prolungato.

Alcune reazioni sono ricollegabili all’uso delle medicine, altre sono lievi e quindi difficili da individuare. Negli anziani anche quelle lievi possono provocare deterioramento delle funzioni, modificazioni dello stato mentale, diminuzione del benessere fisico, mancanza di appetito, stati confusionali e depressione. Le reazioni allergiche si presentano subito dopo l’assunzione di un farmaco ma non si verificano fin dalla prima dose, bensì dopo un prolungato utilizzo. I sintomi possono comprendere: prurito, eruzione cutanea, problemi con difficoltà delle vie respiratorie superiori e inferiori.

Assunzione prolungata dei farmaci: reazioni indesiderate

Le principali reazioni indesiderate sono riconducibili il più delle volte al dosaggio dei farmaci, altre volte invece, sono legate al tipo di allergia di cui si può soffrire. Quelle correlate alle dosi sono prevedibili, a differenza di quelle di altro genere. In particolare:

  • se legate al dosaggio: possono provocare effetti più o meno gravi in base al quadro clinico del paziente o all’interazione con altre terapie farmacologiche;
  • se di tipo allergico: si sviluppano quando un farmaco si comporta da antigene o allergene. Dopo che il paziente è sensibilizzato, una successiva esposizione prolungata al farmaco può produrre vari tipi di allergie. Test cutanei ed esami specifici possono aiutare a capire quali siano le reazioni indesiderate di questa tipologia di farmaci;
  • idiosincrasiche: sono quelle non prevedibili e non riconducibili né al dosaggio né alla natura allergica. Si verificano in una ristretta percentuale di persone che assumono un farmaco.

Diagnosi

I sintomi che si manifestano dopo l’assunzione di un farmaco sono connessi alla sua somministrazione. La diagnosi però, dovuta a un’assunzione prolungata di un farmaco richiede una serie di indagini molto complicate. Decidere di sospendere una terapia può essere necessario in alcuni casi, ma difficile allo stesso tempo se quel farmaco è fondamentale e non può essere sostituto con altro.

Come evitare un sovraccarico del fegato, reni e polmoni

L’assunzione di farmaci in alcuni casi può essere fondamentale ma altre volte si fa un uso eccessivo e non necessario, che a lungo andare può risultare nocivo per il nostro organismo. Seguendo alcune piccole ma importati indicazioni, si può in qualche modo cercare di non affaticare gli organi emuntori con il consumo eccessivo di farmaci e tutto ciò che può intossicare il nostro organismo. Una condizione di affaticamento costringerebbe gli organi a lavorare di più. Pertanto può essere utile:

  • cercare di mantenere il proprio peso corporeo stabile;
  • assumere il giusto apporto di vitamine e minerali, utili per lo svolgimento delle più importanti funzioni del nostro organismo;
  • seguire un regime alimentare sano, equilibrato, ricco di fibre, frutta e verdura;
  • limitare il consumo di sale, cibi affumicati, grigliati, fritture e grassi;
  • limitare il consumo di bevande alcoliche;
  • eliminare il fumo;
  • evitare l’assunzione di farmaci se non necessari.

Rimedi naturali per disintossicarsi dall’assunzione prolungata di farmaci

Il fegato, i reni, e i polmoni hanno il compito di trasformare le sostanze nocive prodotte dal consumo di farmaci, successivamente in feci e urine. Quando tossine e sostanze nocive risiedono nell’organismo in quantità eccessive, il processo di eliminazione viene rallentato e può provocare a lungo andare gravi danni all’organismo.

La disintossicazione dell’organismo può avvenire in due momenti: in un primo tempo il fegato, i reni e i polmoni si occupano della trasformazione di tutte le sostanze nocive in modo da potere essere espulse facilmente per poi, nella fase successiva, essere eliminate dall’organismo (specialmente durante la notte). Il migliore metodo per disintossicarsi deriva dai nutrienti e i principali possono essere:

Affinché la disintossicazione dai farmaci sia corretta è opportuno:

  • condurre uno stile di vita sano;
  • consumare cibi biologici;
  • sottoporsi a controlli del sangue e degli organi periodici;
  • praticare attività fisica;
  • ripulire l’acqua del nostro organismo mediante metodi di depurazione;
  • assumere integratori di vitamine e sali minerali;
  • consumare cibi di produzione locale e di stagione;
  • consumare prodotti caseari pastorizzati;
  • assumere omega 3 consumando pesce azzurro;
  • consumare aglio, ortica, rosmarino e stevia ottimi detossificanti;
  • assumere succhi a base di carciofo e tarassaco;
  • consumare insalata di tarassaco condita con limone ed olio extra vergine di oliva, ottima fonte di vitamine, e minerali quali ferro e calcio.

Si consiglia sempre di rivolgersi a un esperto prima di procedere con qualsiasi rimedio naturale e di non intendere questi consigli come sostituti delle cure farmacologiche prescritte dal medico. Si tratta di metodi di disintossicazione naturali che devono comunque essere concordati con un esperto in alimentazione.

Consigli utili

Quando si acquista un farmaco molte volte le persone si spaventano nel dovere leggere tutti gli effetti indesiderati che sono riportati sul bugiardino e decidono di non assumere il farmaco, di sospendere le terapie o di cambiare in modo del tutto sconsiderato la posologia. Così facendo, si possono provocare seri danni alla propria salute. Certe volte può essere più pericoloso sospendere una cura che tollerare i disturbi.

Quando il medico prescrive un farmaco, è sempre opportuno chiedere informazioni sui possibili effetti indesiderati e su come riconoscere i sintomi nel caso in cui si dovessero manifestare. Un capogiro, un labbro gonfio, un calo di pressione possono tutti essere sintomi di una potenziale allergia, così come un mal di gola può essere segno di una sensibilità verso un farmaco.

Nel caso in cui dovessero manifestarsi dei sintomi riconducibili alle terapie in atto, il nostro consiglio è quello di consultare il vostro medico o esperto di fiducia, segnalando sintomi e tipo di farmaco che si sta assumendo.

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